Cibo | 15 febbraio 2021

Dalla Puglia un nuovo presidio Slow Food: i ceci lisci di Cassano delle Murge

Sono stati recuperati grazie al ritrovamento dei semi (neri e rossi) nella cantina di un anziano contadino.

Dalla Puglia un nuovo presidio Slow Food: i ceci lisci di Cassano delle Murge

Ritrovare i sementi dei ceci lisci è stata un'operazione di archeologia a raccontare come andò il ritrovamento è Vito Proscia, referente dei produttori slow food: «Quel giorno, una quindicina d’anni fa, ero con Eustachio Racano, come me appassionato di agricoltura e sostenibilità. Andammo da un anziano contadino di Cassano delle Murge con cui, chiacchierando, finimmo a parlare dei tradizionali ceci lisci. In cantina, dentro a due boccacci (barattoli di vetro per conservare gli alimenti, ndr), ne aveva un paio di chili. Ce li ha affidati, ci ha spiegato come seminarli e noi l’abbiamo fatto. Col tempo abbiamo imparato le caratteristiche di questa coltura e le attenzioni e le cure di cui necessita, coinvolgendo altre persone che, negli anni, hanno scelto di reinventarsi aprendo aziende agricole proprie».

Nella zona questa varietà aveva da tempo lasciato spazio a coltivazioni adatte alla meccanizzazione col tempo e proseguendo la ricerca si è ritrovato anche il cece rosso che attualmente è in fase di recupero, la produzione è ancora bassa e si sta lavorando per ottenere un raccolto sufficiente alla commercializzazione. In cucina, invece, la tradizione vuole che dopo la cottura li si ripassi in padella con cotica di maiale e alloro, oppure con cipolla soffritta e peperoncino.

I produttori che coltivano i ceci lisci di Cassano delle Murge riconosciuti Presidio Slow Food, oggi, sono una decinae si impegnano a rispettare un rigido disciplinare di produzione: i semi si interrano tra dicembre e febbraio rigorosamente a mano, così come manuale è la raccolta che avviene tra giugno e luglio. Le piante estirpate vengono prima raggruppate in covoni, poi battute con l’ausilio di bastoni di legno, infine agitate sotto vento per separare la granella da eventuali residui di pianta, foglie e baccelli.

Redazione

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