Itinerari | 21 febbraio 2021

Alta Valle Maira (CN): con le ciaspole alla scoperta di piccoli borghi e panorami spettacolari

Un itinerario incantevole favorito dalle abbondanti nevicate ed adatto a tutti

Alta Valle Maira (CN): con le ciaspole alla scoperta di piccoli borghi e panorami spettacolari

Vuoi fare un percorso con le ciaspole? Chialvetta, borgata di Acceglio, è il punto di partenza di un itinerario adatto a tutti che attraversa borgate caratteristiche e offre panorami spettacolari  

La pandemia, che purtroppo ha bloccato le stazioni sciistiche, e le copiose nevicate hanno fatto esplodere anche nella Granda il fenomeno delle escursioni con le ciaspole o racchette da neve; nelle valli cuneesi sono tanti i sentieri per ciaspolatori con vari gradi di difficoltà, lunghezze e dislivelli diversi. Per svolgere questo tipo di attività è necessario dotarsi di abbigliamento e scarponi adeguati, bastoncini, ciaspole o ramponcini, senza dimenticare prudenza, attenzione, responsabilità, rispetto delle regole sulla sicurezza in montagna e delle disposizioni per prevenire il contagio da coronavirus. Prima di partire è fortemente consigliabile consultare le previsioni meteo.

Per chi non è troppo allenato è preferibile iniziare con percorsi privi di particolari difficoltà, non troppo lunghi e che non espongono l’escursionista ai rischi e ai pericoli della montagna.

Tra i tanti percorsi che l’Alta Valle Maira offre è da provare l’itinerario che da Chialvetta (comune di Acceglio) raggiunge la borgata Viviere e ritorno. Per effettuare il percorso si raggiunge la borgata principale del vallone di Unerzio che si trova a circa 50 minuti di macchina da Dronero, si parcheggia nella piazza antistante il paese e lo si attraversa fino alla bella chiesa dedicata a Sant’Anna.

Andando a sinistra si percorre il sentiero, la “scurcio”, che nella prima parte costeggia il torrente Unerzio e attraversa un bosco misto costituito soprattutto da larici e frassini. Qui la neve è ancora tanta e sono ben visibili le impronte degli animali. Il percorso, solcato dalle tracce degli sci e delle ciaspole, è segnalato con tacche bianche e rosse ed è intervallato da pannelli che descrivono la fauna del luogo. Il comodo sentiero porta alla borgata Pratorotondo, dove sono presenti un forno comunitario, restaurato nel 2012, e una cappella. Gli edifici rurali, magistralmente restaurati, sono un esempio di architettura alpina che unisce pietra, legno e ardesia.

Una targa ci informa che in una di queste case nel 1879 è nato il pittore divisionista Matteo Olivero che ha ritratto in alcuni dei suoi quadri questi paesaggi innevati e le borgate alpine.

Si prosegue sul sentiero, percorribile sia con le ciaspole che con i ramponcini, e si arriva alla borgata Viviere, un nucleo con poche case, una fontana, un pilone su un masso e un rifugio dove, sorpresa, ci sono anche sauna e hot tubs scandinavi.

A questo punto si può tornare indietro attraverso la “scurcio” oppure seguendo quella che è la strada che ritorna a Chialvetta, che in questo periodo dell’anno questa non viene sgombrata dalla neve. Questo anello ha una lunghezza di circa 6,5 chilometri. Chi invece desidera proseguire verso Prato Ciorliero può optare per una scorciatoia nei boschi di larici oppure proseguire sulla rotabile innevata che a tratti si accompagna al torrente.

Salendo verso i quasi 2000 metri di Prato Ciorliero il paesaggio diventa spettacolare tra le borgate viste dall’alto, il bosco di larici, le vette innevate e il cielo azzurro; a sinistra si scorge anche su un’altura una fortificazione militare costruita nel ventennio del secolo scorso. A circa 2-2,5 ore da Chialvetta (1494 metri s.l.m.), con un dislivello di circa 500 metri, si arriva sulla conca di Prato Ciorliero, dove un cartello indica l’altezza di 1955 metri s.l.m. Qui, accanto alle Grange Resplendino è collocato il pilone votivo degli Alpinisti che risale a fine 1600.  Da questo pianoro si può raggiungere il passo della Gardetta, percorso scelto da chi pratica in questa stagione scialpinismo.

Per i ciaspolatori il ritorno al punto di partenza non presenta particolari difficoltà e rimane il tempo per visitare Chialvetta, dove è presente anche un piccolo museo etnografico.

Questo percorso ha la sua bellezza non solo in inverno, ma in tutte le altre stagioni: in primavera per scoprire le prime fioriture nei prati, in estate per godere dell’aria frizzante della montagna e in autunno per ammirare il foliage dei larici. 

Per scoprire di più sulla Valle Maira e i luoghi citati visita il sito del Comune di Acceglio, dove troverai notizie anche su Matteo Olivero, e i siti www.lascurcio.itwww.visitvallemaira.it e www.vallemaira.org.

Bruna Aimar

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