Vini | 17 marzo 2021

Il Rosé della Provence batte i dazi di Trump.

Cresce nel 2020 la vendita del vino del Sud Est francese: salgono le esportazioni e la vendita tramite la grande distribuzione. Nell’anno nero per lo Champagne, il tre rosé AOC della Provenza registrano notevoli performance

Il Rosé della Provence batte i dazi di Trump.

Nonostante i dazi imposti dall’ex presidente americano (ora aboliti da Biden) il vino del Sud francese cresce nelle esportazioni e nel consumo interno. Solo la Bourgogne, tra gli altri vini, registra dati in crescita   

E’ il caso di scriverlo (e con piacere): “Chi se ne frega di Trump!”, una frase che si sente pronunciare in molti domaines del Sud Est francese e della Provenza, terra di rosé di alta qualità e piacevoli al gusto.
L’anno nero, il 2020, non lo è poi stato nelle terre del rosé anche s ei presupposti c’erano tutti.

L’ex presidente americano Trump aveva imposti dazi draconiani sull’importazione negli Stati Uniti dei vini francesi: una super tassa del 25% in grado di bloccare l’importazione o almeno di rallentarla fortemente.
Gli Stati Uniti rappresentavano un mercato interessante per i rosé, si poteva immaginare anche il peggio.

Invece: calo del 7% nelle esportazioni verso gli USA rispetto al 2019, ma, contemporaneamente, sono cresciute quelle verso Regno Unito, Canada, Olanda, Belgio e Germania ed anche la grande distribuzione, con un 2% in più, ha fatto il suo dovere.

Così l’anno nero è diventato, almeno per il vino del Sud Est, un anno rosé con i tre AOC, Côte-de-Provence, Côteaux d’Aix en Provence e Coteaux Varois en Provence, sono cresciute nell’export del 5,6 % raggiungendo quota 4,9 milioni di casse da 12 bottiglie vendute.

Un risultato eccezionale: solo il vino di Borgogna, con una crescita dell’1,4 % e i liquori (+4,5 %) registrano dati positivi, mentre crolla lo champagne a -17 %.
La terra di Provenza, in una nazione di vini, raggiunge così il sesto posto assoluto per valore prodotto.

Con bar e ristoranti chiusi e turismo in calo: se il 2021 sarà l’anno della ripresa…il rosé scorrerà ancora di più a fiumi.

Beppe Tassone

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