Eventi | 18 aprile 2021

Bordighera: “Il Giardino, che non c’è più” è la nuova mostra con le fotografie di Vera, promossa dall'ANPI e dall'UCD nella sede in via Al Mercato n.8 di Bordighera.

Vera fotografa, pittrice, poetessa, amante del bello, vive e lavora a Bordighera

Bordighera: “Il Giardino, che non c’è più” è la nuova mostra con le fotografie di Vera, promossa dall'ANPI e dall'UCD nella sede in via Al Mercato n.8 di Bordighera.

Oltre ai famosi Hanbury, Winter, Bicknell, Lowe appassionati di giardini, ce ne sono stati altri di cui non conosciamo il nome che con altrettanta bravura e passione hanno creato un giardino incantevole nel cuore di Bordighera. Ombroso, profumato, con piante da frutto provenienti da tutte le parti del mondo: il diametro di una singola foglia di una magnifica pianta poteva anche misurare più di 70 centimetri. Piante di mandarino, pompelmo, kiwi e altri frutti dai nomi strani, dolci, succosi da mangiare appena raccolti o da trasformare in marmellate. Il prato era di un verde intenso, fiori di tutti i colori quanti ne esistono sulla terra, curato amato usato apprezzato. Un pezzo dell'Eden, del Paradiso delle origini, primordiale, in cui i rumori esterni non arrivavano e anche con la canicola non si sentiva l'afa. Api, farfalle, insetti delle più varie specie erano richiamati dai delicati profumi e dai colori intensi dei fiori.  Una bellezza che superava i nostri sogni, oltre a quanto noi stessi pensavamo di meritare. Poi, un triste giorno d'Autunno, arrivarono le ruspe

La mostra sarà aperta al pubblico da domenica 18 aprile a domenica 2 maggio 2021, tutti i giorni festivi compresi, dalle ore 16 alle ore 18. Per il rispetto delle vigenti norme sanitarie, saranno ammessi non più di due visitatori alla volta, muniti di mascherina. L'iniziativa vuole essere anche una pubblica opportunità per ricordare e celebrare il 25 Aprile giorno della Liberazione e il 1° Maggio Festa dei Lavoratori.

“Dobbiamo ringraziare Vera per la inedita e sorprendente documentazione fotografica di un perduto giardino ligure tradizionale che usualmente come altri arricchiva gli alberghi e le ville cittadine, al pari del ricordo dei celebri Giardini Moreno e il parco di Villa Giribaldi perduti quasi un secolo prima – dichiara Giuseppe E. Bessone - La visione fotografica della tipica alternanza ottocentesca dei vialetti, delle aiuole fiorite, delle composizioni artistiche dei palmizi e dei gruppi arborei, ben diversa dalla tipologia dei giardini contemporanei, ci incanta per il loro fascino paesistico e per le rosse panchine che suggeriscono ancora momenti di pacata contemplazione. Giardini e valori da difendere, proteggere e valorizzare”.

                                                      

 

Redazione

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