Itinerari | 03 ottobre 2021

Cuneo: il Museo Civico aderisce a "F@Mu, Famiglie al Museo"

L'appuntamento è per domenica 10 ottobre. Il programma prevede visite didattiche, giochi a tema e iniziative speciali per grandi e piccini

Cuneo: il Museo Civico aderisce a "F@Mu, Famiglie al Museo"

Anche quest’anno il Museo Civico di Cuneo aderisce alla rassegna F@Mu, Famiglie al Museo. Il prossimo 10 ottobre 2021 ci sarà l'ottava edizione della Giornata delle Famiglie al Museo (F@Mu) in cui i luoghi che custodiscono la cultura del nostro meraviglioso Paese aprono le porte a grandi e piccini, proponendo visite didattiche, giochi a tema e iniziative speciali pensate apposta per l’occasione. Il tema di F@Mu 2021 è espresso nella frase: “nulla accade prima di un sogno”, una citazione tratta dagli scritti del poeta statunitense Carl Sandburg (1878 –1967).

Nel pomeriggio di domenica 10 ottobre il Museo Civico di Cuneo organizza, per tutte le famiglie che aderiranno all’iniziativa, il laboratorio creativo “Augurati un sogno!”, che consiste nella realizzazione, all’interno dell’accogliente aula didattica del Museo, di un biglietto benaugurante con la tecnica pop-up e l’uso di materiali cartacei differenti, per colore e consistenza.

Il biglietto riporterà i temi e i simboli del mondo degli Antichi Romani e la scritta “da sogno” sarà in lingua latina.

Prima dell’attività creativa ad ogni famiglia verrà proposto una breve approfondimento guidato alla sezione di età romana del museo, con i suoi simboli e usi tradizionali.

L’attività si svolgerà su turni di circa 60 minuti e con inizio negli orari seguenti: 15.30; 16.30; 17.30.

La prenotazione, OBBLIGATORIA per partecipare all’evento, può essere effettuata fino al giorno 8 ottobre 2021 presso il Museo Civico di Cuneo, via Santa Maria 10, telefonando al numero 0171.634175 o mandando una e-mail a museo@comune.cuneo.it. Il costo è di 5,00 euro a famiglia.

Si ricorda che in base alle disposizioni governative vigenti per accedere al museo è necessario esibire il Green Pass corredato da un valido documento di identità.

Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.

 

Il Museo espone reperti di età romana provenienti dagli scavi archeologici condotti nei siti di Castelletto Stura, località Revellino, Montanera e Cuneo, località Cascina Bombonina, a seguito delle indagini di archeologia preventiva connesse alla costruzione dell’autostrada Asti – Cuneo.

Nel comune di Castelletto Stura è stata individuata un’area di risorgiva naturale, considerata sacra già in età preromana, come testimonia la deposizione nell’acqua e intorno alla sorgente di frammenti ceramici.

La zona fu poi frequentata in modo più continuativo a scopo religioso dal I al III secolo d.C., per la presenza della sorgente d’acqua, fonte di vita connessa alla fertilità umana, dei campi e del bestiame, simbolo di rinascita, elemento salvifico e terapeutico.

Testimonianza della frequentazione sono circa 200 lucerne in terracotta, parte delle quali ancora intere o completamente ricomponibili talvolta decorate da motivi figurati e più di 170 di monete in bronzo, molte illeggibili a causa della lunga permanenza nell’acqua e nel terreno umido. Si aggiungono frammenti di ceramica da cucina, carboni e ossa animali.  L’associazione di lucerne e monete, sempre presenti nelle sepolture, potrebbe forse alludere ad un collegamento della sorgente anche con il mondo dell’Aldilà.

La necropoli di Montanera si compone di 74 tombe a cremazione databili tra I e II sec. d.C.

Circa un terzo delle tombe sono del tutto prive di elementi di corredo e contengono solo le ceneri del defunto. Nelle altre, invece, agli oggetti personali del defunto e a quelli usati durante il rituale funebre, posti sul rogo e deformati dal calore, si accompagna anche un vero e proprio corredo, spesso collocato su un lato della fossa. Si tratta di vasellame ceramico legato al consumo del vino e di altri alimenti, balsamari in vetro e monete, cui si aggiungono più raramente monili, oggetti da toletta, elementi in metallo, e in un solo caso una lucerna in terracotta.

 La necropoli individuata in località Cascina Bombonina, utilizzata tra I e II sec. d.C., ha restituito 13 tombe ad incinerazione, 10 delle quali contenevano oltre alle ceneri del defunto elementi di corredo, raggruppati generalmente nella metà est della fossa, talvolta rivestita di tegole. I corredi erano composti da vasellame ceramico, balsamari in vetro e monete in bronzo, raramente presenti altri elementi in metallo. Si distingue tra gli altri per la particolare ricchezza dei reperti il corredo della tomba 2, nella quale, all’interno di un vaso in ceramica comune, si sono rinvenuti una coppia di orecchini in argento, un anello in argento con pietra dura, una pinzetta e una moneta in bronzo.

Comunicato stampa

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