Applausi e partecipazione per la serata dedicata alla Cucina Bianca che si è svolta al Villaggio dei Fiori di Sanremo, davanti a un pubblico numeroso e attento. Un appuntamento che ha riportato in tavola una delle tradizioni gastronomiche più autentiche dell’arco ligure-alpino, capace di raccontare con semplicità la vita delle valli, il ritmo delle stagioni e la memoria delle famiglie contadine.

La Cucina Bianca è infatti molto più di una scelta cromatica. Il termine non indica soltanto l’aspetto dei piatti, ma una vera filosofia culinaria: l’assenza di pomodoro e di ingredienti fortemente colorati lascia spazio a latte, burro, patate, farine, formaggi freschi ed erbe spontanee. Ingredienti essenziali, spesso poveri ma nutrienti, che nascono da una cucina di montagna legata alla transumanza e alla vita dei pastori che per secoli si sono spostati tra la costa ligure e gli alpeggi dell’entroterra.
Una tradizione che porta in tavola ciò che la terra offriva: latticini freschi, patate, legumi chiari, farine e l’immancabile aglio. Piatti semplici, pensati per sostenere il lavoro nei campi e la fatica dei pascoli, ma oggi capaci di raccontare una cultura gastronomica precisa e riconoscibile.

La serata è stata condotta dal giornalista Claudio Porchia, curatore della rassegna gastronomica del Villaggio dei Fiori, affiancato da Antonio Galante, sindaco di Cosio d’Arroscia e anima del ristorante Cadò. Con competenza e ironia Antonio ha guidato il pubblico tra ricette, parole di dialetto e ricordi personali legati alla cucina di casa, evocando il patrimonio gastronomico delle vallate alpine.
Momento clou della serata è stata la presentazione delle Turle di Cosio. Lo chef Giuliano Tomasini del ristorante Cadò ne ha svelato i segreti, confermando come questo piatto iconico si appresti a ottenere la prestigiosa De.Co. (Denominazione Comunale). Un traguardo che non è solo una certificazione, ma un atto di resistenza culturale per un borgo che, attraverso i suoi sapori, continua a parlare al mondo.

Il menù proposto è stato un vero viaggio tra Liguria e Piemonte, dove ogni piatto custodisce un frammento di storia. L’apertura è stata affidata al Turtun di patate “in ta folia”, simbolo dell’entroterra ligure, dove la patata diventa struttura e sostanza del piatto.

A seguire la Streppa e Caccia là, pasta fresca irregolare strappata a mano e condita con essenzialità, quindi la Gallina stufata con agliè, accompagnata da patate alle erbe amare, esempio perfetto di cucina contadina lenta e saporita.

In chiusura i Friscio de mè, frittelle di mele della tradizione, dolce semplice e familiare che riporta alla memoria la cucina domestica delle vallate.

A conclusione della serata, il sindaco Antonio Galante ha rivolto un invito al pubblico presente a tornare a Cosio d’Arroscia domenica 19 luglio, in occasione della tradizionale Festa delle Erbe e della Lavanda, appuntamento estivo dedicato ai profumi della montagna, alla cucina del territorio e alle erbe spontanee che da sempre caratterizzano la cultura gastronomica delle valli.
Tra gli applausi di un pubblico numeroso e attento, la serata si è chiusa con la consapevolezza che la Cucina Bianca sia, oggi più che mai, un patrimonio gastronomico che merita di essere preservato.
La Cucina Bianca incanta il Villaggio dei Fiori di Sanremo
Un viaggio tra Liguria e Piemonte nel segno della tradizione pastorale, raccontato da Antonio Galante e Claudio Porchia
