La pandemia, che si è abbattuta sulla umanità, ha portato, ma soprattutto porterà una serie di drastici cambiamenti nelle nostre abitudini alimentari. E’ormai un anno che le occasioni per andare a pranzo o cena fuori si sono forzatamente ridotte mentre apparecchiare la nostra tavola è diventato necessariamente più frequente. Ovviamente il primo pensiero con grande rammarico è rivolto a tutti i lavoratori del mondo della ristorazione, che stanno subendo un danno serio ed in molti casi letale. Ma questo periodo sta cambiando radicalmente anche il nostro approccio al cibo. Meno occasioni di convivialità e più occasioni di essenzialità. Si è vero, c’è sempre il Delivery che ti porta a domicilio tutto quello che vuoi, ed in certi casi si tratta di piatti di qualità preparati dai cuochi di buoni ristoranti dei quali magari eravamo clienti abituali. Ma la necessità di cucinare in casa è comunque aumentata, e con il tempo diventerà sempre più abitudine. Piano piano non ci accontentiamo più del piatto semplice cucinato al volo, ma viene la voglia di provare piatti nuovi, cercando magari nella nostra memoria quello che mangiavamo da bambini,
A pensarci bene si tratta un po’ di un ritorno alle origini, ai mai dimenticati “piatti della nonna”, ma che con il cambio delle abitudini di vita non rendono più compatibili i tempi di realizzazione di cui ancora portiamo il ricordo.
Ed allora ecco la necessità di trovare il modo per coniugare fra di loro piatti della memoria e tempi di realizzazione più agili, oltre alla esigenza di renderli meno pesanti e quindi più consoni alle nostre abitudini.
In realtà l’intento è anche quello di riappropriarsi della capacità di “cucinare semplice e veloce” superando la pigrizia mentale che ci porta spesso a “cucinare scongelando piatti fatti da altri” ma che è così comodo e veloce. In molti casi più comodo è vero, forse più veloce anche (ma meno di quanto si pensi) ma volete mettere la soddisfazione di poter assaporare un piatto fatto in casa con le proprie mani?
E allora approfittando del lockdown che ci impone di restare molto più tempo in casa, proviamo a “mettersi in gioco con suggerimenti, consigli e ricette che mi auguro possano far riscoprire il piacere di cucinare in casa.
Vi propongo una sfida inedita ai fornelli
Scegliete pure la confezione di pasta congelata che preferite. Ci sono in commercio tante versioni di pasta lunga o corta preparati con le più classiche ricette della nostra tradizione. I tempi di preparazione indicati varieranno fra gli otto e i dieci minuti. In padella con un filo d’olio o un velo di acqua, fuoco moderato e in una decina di minuti vi gusterete una pasta “riscaldata” magari anche gradevole ma in definitiva cosa pretendete di più? Voto…… fate voi!
Gli Spaghetti alla Piemontese, che vi propongo sono una rivisitazione del piatto più tipico del Piemonte: la bagna cauda che in versione alleggerita incontra il piatto simbolo della cucina Italiana, gli spaghetti. I tempi di preparazione sono legati a quanto impiegherà l’acqua a bollire e gli spaghetti a cuocere, la preparazione del condimento procederà di pari passo ai tempi di cottura della pasta. Per due persone occorrono quattro/sei spicchi di aglio privati della buccia, quattro/sei filetti di acciuga sott’olio, una tazzina di olio evo, mezzo bicchiere di latte e un cucchiaio di farina 00. Procediamo con l’abituale metodo per la cottura degli spaghetti, pentola d’acqua sul fuoco, sale grosso e appena bolle si butta la pasta.
Intanto si mettono in una padella gli picchi d’aglio ricoprendoli abbondantemente di acqua; a fuoco vivo prenderà il bollo in un paio di minuti, si fanno bollire per tre minuti dopo di che si scola l’acqua e si aggiungono le acciughe e l’olio, fuoco moderato e con la forchetta ridurre acciughe a aglio in poltiglia dopo di che si aggiunge il latte e la farina continuando a mescolare fino ad addensare ottenendo una crema.
I tempi di cottura degli spaghetti coincideranno e una volta scolati al dente verranno saltati dentro la padella con la crema. Una spolverata di abbondante grana padano completeranno la preparazione.
Una nota doverosa riguarda l’aglio, che con il trattamento effettuato (bollitura ed eliminazione dell’acqua di cottura) perderà l’elemento chimico causa di cattivo odore dell’alito, i tre minuti sono un giusto tempo di bollitura, accorciarlo o allungarlo aumentano o diminuiscono l’effetto alitoso.
Il tempo di preparazione varia a secondo del quantitativo; per due persone e partendo da acqua fredda si impiegano circa 14 minuti, che possono scendere a 11 partendo dall’acqua calda del boiler. In definitiva la differenza di tempo fra la pasta congelata e gli spaghetti alla Piemontese è quantificabile in cinque minuti massimo. La differenza fra una pasta scongelata ed uno spaghetto saporito e al dente valgono cinque minuti? A voi il giudizio.








