Eventi | 28 Settembre 2026

Torino capitale del cibo buono, sano e giusto: una scommessa vinta per Terra Madre

Quattro giorni nel cuore di Torino per Terra Madre 2026: cronaca, incontri e riflessioni da una manifestazione che ha reso la città capitale globale del cibo sostenibile.

Quattro giorni intensi, vissuti camminando in lungo e in largo per il centro di Torino, esplorando ogni singolo stand e perdendosi tra i colori, le lingue e i profumi di un evento che ha trasformato la città. Essere presenti a questa edizione di Terra Madre Salone del Gusto – che ha celebrato i 40 anni di Slow Food e i 30 del Salone – significa toccare con mano una realtà viva, fatta di volti, storie e progetti che non si limitano a guardare al futuro, ma lo stanno già costruendo.

Girando tra i padiglioni e le bancarelle del Mercato, l’impatto visivo e umano è stato straordinario. Ho incontrato tantissime persone, produttori arrivati da ogni angolo del pianeta e promotori di progetti visionari e concreti al tempo stesso. Dietro ogni banco c’è una piccola grande rivoluzione economica, sociale e ambientale: agricoltori, allevatori e pescatori che difendono la biodiversità e praticano l’agroecologia come risposta viva alle crisi del nostro tempo.

Una scommessa vinta per la città

Non si può raccontare questa edizione senza fare i conti con la dimensione urbana dell’evento. Portare Terra Madre nel cuore di Torino ha comportato inevitabilmente dei sacrifici: viabilità modificata, centro bloccato alle auto e non pochi disagi per chi vive e lavora quotidianamente tra questi palazzi.

Eppure, a consuntivo, la scommessa si è rivelata straordinariamente vinta. I torinesi hanno risposto con una straordinaria capacità di accoglienza e di condivisione, sopportando le chiusure con pazienza e trasformando le strade in un grande abbraccio popolare. Per quattro giorni, Torino è stata a pieno titolo la capitale mondiale del cibo buono, sano e giusto, un punto di riferimento globale in cui il cibo è tornato ad essere lo strumento principe per unire i popoli, parlare di pace e immaginare un futuro fondato sul rispetto reciproco.

Tra i grandi numeri di questa edizione – dai 1500 delegati internazionali ai 600 volontari che hanno reso possibile la macchina organizzativa – a restare impressa è soprattutto l’energia positiva dei progetti incontrati e la consapevolezza che il messaggio lanciato da Carlo Petrini e raccolto da tutto il movimento globale è oggi più attuale che mai. Una grande festa popolare che ci lascia addosso un profondo senso di gratitudine e, citando le parole conclusive del Capo dello Stato, una certezza per il domani: buona semina!