È stato un fine settimana di grande fermento culturale quello vissuto il 3 e 4 ottobre per la seconda edizione di “Olmo in Fiore – Il Giardino da Mangiare”. Due giornate dedicate al rapporto tra natura, cucina e territorio, nel segno di Libereso Guglielmi, il “giardiniere di Calvino”, a dieci anni dalla sua scomparsa. La manifestazione, diretta da Claudio Porchia, ha registrato una significativa partecipazione, confermando la capacità dell’iniziativa di intrecciare gastronomia, spettacolo, cultura e valorizzazione del territorio.

Il sipario si è aperto sabato sera con un suggestivo dialogo tra musica e architettura. Nella Chiesa di San Pietro all’Olmo è andato in scena Per Bacco, che musica!, con il Maestro Ennio Cominetti, l’Orchestra Cameristica Lombarda e i solisti Giordano Muolo e Palma Di Gaetano.

La giornata era iniziata con “Il Giardino dei Sapori”, un percorso di laboratori e incontri dedicati alla cultura del cibo. Tra gli appuntamenti più apprezzati, il laboratorio olfattivo con Claudia Sepertino, la presentazione del volume Ricette per ogni stagione di Libereso Guglielmi e l’incontro con Marco Carena, che ha alternato il racconto del suo ultimo libro alla musica.

Domenica: il pane e le eccellenze del territorio





La seconda giornata è stata dedicata a “Il Giardino del Pane”, animato dal Mercato delle Eccellenze, attività per le famiglie e show cooking. Una dozzina di stand selezionati ha arricchito la piazza, trasformandola in un vivace luogo di incontro, scoperta e degustazione. La presenza dei produttori ha dato al pubblico l’opportunità di conoscere e acquistare prodotti di grande qualità, rendendo più ricca e articolata la permanenza nel cuore della manifestazione.



Tra i protagonisti, Alessandro Schiavon, executive chef dell’Europa Palace di Sanremo, ha illustrato la tradizione del pane ligure attraverso due preparazioni identitarie: la focaccia e portao in degustazione una Sardenaira preparata dallo chef Paolo Masieri, 1 stella Michelin di Sanremo.





Il tema è stato poi approfondito nella tavola rotonda Il futuro del pane, che ha riunito Schiavon, Alessandro Procopio, executive chef del DO, e il nutrizionista Marco Missaglia, moderati dal caporedattore di TGCOM Sergio Bolzoni. Un confronto dedicato alle farine, alle lievitazioni, alla sostenibilità e al rapporto tra produzione cerealicola, biodiversità e cucina.



Spazio anche ai fiori eduli con Ilaria Positano de I Fiori di Castel d’Appio, che ha introdotto lo show cooking dello chef ortocentrico Claudio Di Dio, dedicato al rapporto tra piante, fiori e cucina.
La domenica ha offerto anche una significativa parentesi storico-culturale, permettendo a centinaia di visitatori di entrare nella Chiesa Vecchia di San Pietro all’Olmo, scoprendone la storia, l’architettura e il valore per la comunità locale.
Davide Oldani e il “Pane di Olmo in Fiore”




Il pomeriggio ha vissuto uno dei suoi momenti più attesi con il talk sulla cucina contemporanea che ha visto protagonista Davide Oldani. Lo chef, dialogando con Claudio Porchia e Sergio Bolzoni, ha affrontato il rapporto tra materia prima, territorio e innovazione. Per l’occasione, Oldani ha presentato in anteprima il “Pane di Olmo in Fiore”, realizzato appositamente per la manifestazione con farine selezionate e lievitazione naturale. Proprio davanti alla Chiesa Vecchia, spazio carico di storia e significato per la comunità, si è svolto il momento conclusivo della giornata: la Spezzatura del Pane.
Nella giornata dedicata a San Francesco, il parroco e il sindaco hanno accompagnato questo gesto di condivisione e fraternità, trasformando un alimento quotidiano in un simbolo di comunità. Il pane, spezzato e condiviso con il pubblico, ha assunto così un significato che va oltre la dimensione gastronomica, richiamando i valori della semplicità, della fraternità e della condivisione.

Una manifestazione che unisce territori e comunità
Il successo della seconda edizione di Olmo in Fiore si misura soprattutto nella risposta del pubblico. Dalla serata musicale del sabato al programma della domenica, la manifestazione ha costruito un percorso capace di coinvolgere appassionati di cucina, famiglie, curiosi, operatori del settore e persone interessate alla cultura del territorio.

La presenza degli espositori con le migliori eccellenze gastronomiche, le degustazioni, gli incontri e la possibilità di visitare la Chiesa Vecchia hanno contribuito a trasformare San Pietro all’Olmo in un luogo da vivere e scoprire, non soltanto in occasione degli appuntamenti sul palco.
Il pane condiviso al termine della manifestazione ha rappresentato forse la sintesi più efficace di questo percorso: un alimento semplice che diventa racconto, memoria e gesto collettivo. Nel segno di Libereso Guglielmi, “Olmo in Fiore – Il Giardino da Mangiare” ha così confermato la propria vocazione: trasformare il borgo in uno spazio di incontro nel quale parlare di cucina significa parlare anche di biodiversità, paesaggio, cultura, comunità e futuro.
A chiudere la manifestazione sono stati il sindaco e l’assessore alla Cultura, che hanno dato appuntamento al prossimo anno per la terza edizione, con l’obiettivo di far crescere ulteriormente un progetto capace di mettere in relazione gastronomia, territorio e comunità.
La galleria fotografica completa della festa.





























































































































































































