Si è svolta nella suggestiva cornice del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri a colle Melosa (Pigna-IM), una giornata dedicata all’osservazione in natura delle farfalle diurne con il naturalista e divulgatore ambientale Matteo Serafini e l’entomologo Alessandro Marletta, promossa dall’associazione imperiese MY a.s.d.
Disciplina in forte crescita, il butterfly watching consente a sempre più appassionati di apprezzare la bellezza e la grande varietà delle farfalle in maniera incruenta, con l’osservazione diretta in natura mediante macchina fotografica, binocolo e l’utilizzo del retino entomologico per la loro cattura, identificazione e successivo rilascio.
Dopo una breve lezione teorica introduttiva per inquadrare questo nutrito gruppo di insetti impollinatori e distinguerlo da altri invertebrati con brevi cenni di biologia ed ecologia, è stata distribuita una piccola guida con immagini delle specie censite sul territorio negli anni passati e una scheda per il rilevamento.
Per l’esercitazione pratica il gruppo composto da una ventina di partecipanti ha percorso un breve sentiero che dal 2017 viene ripetuto almeno una volta durante la stagione estiva e ricalca il sentiero di allacciamento che dalla località di Colla Melosa (1542m s.l.m.) raggiunge l’Alta Via dei Monti Liguri nei pressi dell’ex caserma militare del monte Grai (circa 1867m s.l.m). E’ un percorso breve di circa 2 km, seppur con un certo dislivello, che si sviluppa in costa al Carmo Ciaberta e attraversa una ampia porzione di prateria di eccezionale qualità dal punto di vista botanico ed estremamente importante per queste specie così legate alla componente vegetazionale.
Il cielo nuvoloso ha determinato un piacevole abbassamento della temperatura, risparmiando ai partecipanti grandi sudate ma allo stesso tempo non la condizione ottimale per questa attività. Le farfalle sono, per la maggior parte, amanti del sole e del caldo. E’ stato comunque possibile osservare quasi una trentina di specie già segnalate per la zona, tra cui specie protette quali l’Apollo (Parnassius apollo) ma anche qualche "novità" rispetto alle passate edizioni, dimostrando quanto sia importante perseverare nel tempo con questo tipo di attività.
"I profondi e repentini cambiamenti globali, in buona parte imputabili all’opera dell’uomo, stanno minacciando gravemente la Biodiversità e compromettendo i fondamentali servizi ecosistemici che garantiscono la vita stessa sul pianeta. Alcuni organismi meglio di altri rispondono velocemente a questi cambiamenti in termini quantitativi e qualitativi, evidenziando come un termometro lo stato di salute dell’ambiente. Le farfalle rientrano in questa definizione di bioindicatori e tramite la loro osservazione e monitoraggio possiamo trarre dati tangibili sugli effetti di questi cambiamenti e provare a intervenire prima che il processo diventi irreversibile" sottolinea Matteo Serafini. "È fondamentale coinvolgere il pubblico in queste attività sia per sensibilizzare sia per ottimizzare la raccolta dei dati. Chiunque può essere un ‘butterfly watcher’ e può contribuire a migliorare le conoscenze sul territorio. Questa è la base della Citizen Science, la scienza fatta dal cittadino che si schiera a fianco di ricercatori e professionisti per uno sviluppo più sostenibile e la tutela del Capitale Naturale."
Alessandro Marletta e Matteo Serafini
In attesa di organizzare un nuovo appuntamento di osservazione delle farfalle in natura, Matteo Serafini e Alessandro Marletta lanciano un appello a tutte le persone incuriosite dall’affascinante mondo delle farfalle invitandoli a contattarli alla mail matteoserafini.lupoliguria@gmail.com, per collaborare alla costituzione di una rete di "butterfly watchers" del ponente ligure.
Foto credits: Giovanna Casanova, Alessandro Marletta e Elisabetta Pesenti
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