Cibo | 20 Gennaio 2021

È tempo di portare in tavola il nuovo Olio Extravergine di Oliva

L’Olio Extravergine è un prodotto che va consumato “giovane”, possibilmente entro i 12 mesi dalla produzione.

Nonostante questo 2020 difficile i consumi mondiali di olio extravergine d’oliva hanno toccato un record storico raddoppiando le esportazioni negli ultimi 30 anni e crescendo del 26% nel 2020. Cosi molti cittadini del mondo hanno cambiato la loro dieta, dal Giappone alla Russia, Brasile, Stati Uniti… Grazie a uno studio di Coldiretti chiamato “L’olio italiano al tempo del Coronavirus” si è evidenziato come la metà di tutto l’olio consumato nel mondo si usa nei Paesi Europei.  In cima alla classifica è l’Italia seguita dalla Spagna e Stati Uniti con un consumo di ben 320 milioni di chili.

Perchè seguire la stagione dell’olio

L’olio nuovo porta con se alla massima potenza tutte le proprietà benefiche che conosciamo: è un’antiossidante, antinfiammatorio ricco di vitamine A e D. L’olio extravergine contiene anche acido oleico e oleocantale che si crede abbia capacità analgesiche e antiinfiammatorie simili a quelle del ibuprofene. Appena le olive vengono frante si ottiene un olio ricchissimo di polifenoli. Anche Il sapore è diverso, l’olio appena spremuto ha più carattere con un aroma amarognolo e pungente che tende a perdere trascorso qualche mese può trovare usi completamente differenti in cucina.

Il miglior periodo per acquistare l’olio nuovo?

La raccolta delle olive va dalla metà di ottobre fino alla fine di novembre, prima avviene il raccolto più l’olio avrà la tendenza ad essere amaro. Il miglior periodo per acquistare l’olio nuovo è quindi tra fine ottobre e novembre ma dato che appena spremute le olive vengono conservate e sigillate in latte di alta qualità se acquistato tra dicembre e febbraio può ancora essere considerato olio nuovo.

Quando è che l’olio Extravergione d’oliva diventa vecchio e come accorgersene?

Il naturale processo di ossidazione e irrancidimento dell’olio inizia a mostrare i suoi effetti dal 9° -10° mese, questo processo lento e graduale porta alla perdita delle proprietà organolettiche. L’olio d’oliva andato a male è facilmente individuabile dato che avrà un’odore sgradevole e un pessimo sapore in alcuni casi prendendo una colorazione "strana" poco naturale. Dunque è assolutamente sconsigliato mischiare l’olio vecchio con il nuovo.