Cibo | 27 Gennaio 2021

Lenticchia mon amour: piccola, ma importante per la nostra alimentazione

Particolarmente gustosa e dal sapore di nocciola quella coltivata in terra occitana

Era coltivata e consumata già nel 7000 a.C. in Asia; molto apprezzata in Grecia e nell’antica Roma, tanto da diventare simbolo di fortuna e di ricchezza. Ancora oggi mangiare le lenticchie a Capodanno è di buon auspicio nella speranza che il nuovo anno ci porti più ricchezza. Il piccolo legume è di per sé un piccolo tesoro, infatti è ricco di vitamine A, B1, B2, CC e PP. Ha un alto contenuto di proteine vegetali tanto da essere considerata una valida alternativa alla carne. Le lenticchie hanno inoltre un’azione antiossidante, e grazie all’alto contenuto di fibre regolarizzano l’intestino e inoltre mantengono sotto controllo il colesterolo “cattivo”.

La fioritura della piana di Castelluccio di Norcia

In Italia vengono coltivate negli altopiani soprattutto dell’Umbria e del Lazio, e uno degli spettacoli più suggestivi che vi consiglio di non perdere è proprio la fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia, nel Parco dei Monti Sibillini, che attira ogni anno, nel periodo da giugno a fine luglio, moltissimi turisti.

Ma lo spettacolo della fioritura possiamo vederlo anche in Piemonte, infatti dalla primavera del 2009 la coltivazione di questo legume è stata ripresa in Valle Grana, in provincia di Cuneo. Grazie alla testimonianza di alcuni contadini di grande esperienza si è appreso che la lenticchia era coltivata già dalla fine del XVIII° secolo nella zona di Pradleves, e che essendo di ottima qualità era ricercatissima e usata per scambi commerciali.

Dapprima sulle colline di Caraglio e Bottonasco si è sperimentata una coltivazione che ha dato ottimi risultati e successivamente si è estesa ad altre aziende in comuni limitrofi.

La sua coltivazione non presenta particolari difficoltà, necessita di terreno argilloso e sopporta bene la carenza di acqua e il calore, quindi si adatta ad essere coltivata in quei terreni di collina e di montagna che non vengono sfruttati pienamente.

La lenticchia coltivata in terra occitana ha un lieve sapore di nocciola che la rende molto particolare e gustosa, cucinata dopo averla lasciata in ammollo per circa sei ore. La maggior parte ha un colore chiaro, quasi beige, punteggiato da esemplari scuri, quasi neri, mischiati agli altri.

Questo prezioso legume si presenta di vari colori e sfumature, ad esempio quella orientale chiamata “egiziana” è gialla o rossa, non necessita di ammollo e viene cucinata preferibilmente nelle zuppe, nelle vellutate e nelle crocchette. Le lenticchie marroni sono molto sapide e sono consigliate come contorno alle carni in umido oppure nelle zuppe.

Le lenticchie nere chiamate anche Beluga perché assomigliano alle uova di caviale Beluga, sono infatti piccole, dalla forma arrotondata, lucide, contengono pochissimi grassi e molte fibre e proteine. Non serve l’ammollo e si cuociono in breve tempo, si usano come contorno per il pesce o nell’insalata.

Le lenticchie grandi e verdi sono quelle pugliesi, detta “Giganti di Altamura”, hanno bisogno di un ammollo di circa 8 ore, e un sapore intenso e vengono cucinate come minestre e nelle zuppe, sempre di colore verde, ma con la buccia più sottile e tenera la lenticchia di Castelluccio di Norcia ha ottenuto il marchio IGP, si consuma senza ammollo ed è perfetta in umido, in insalata e accompagna egregiamente il cotechino!

Qualche consiglio per valorizzare al meglio le nostre lenticchie: in fase di ammollo uniamo qualche goccia di limone nell’acqua, servirà ad assimilare meglio le sue numerose vitamine, aggiungiamo il sale solo a fine cottura altrimenti risulteranno più dure, anche per le lenticchie che non necessitano di ammollo ricordiamoci di lavarle bene, qualche residuo di polvere ci può sempre essere.

La lenticchia è economica, facile da cucinare, si abbina con molti altri ingredienti, dalla pasta al riso e a tutti i cereali, si può gustare in insalata o in minestra, si può servire come contorno alla carne o al pesce, ci fornisce le vitamine indispensabili alla nostra salute, non dobbiamo limitare il suo consumo alla fine dell’anno, è un alimento completo che deve trovare sulle nostre tavole un posto privilegiato.