È stata una festa di compleanno di grande successo e nel pieno rispetto delle norme anti-covid quella che si è tenuta a Cairo Montenotte (SV), dedicata alle Mele antiche ed al Gelso. Come previsto, dopo due ore dall’inizio della festa sono andati esauriti tutti i Gelsi e le piantine di mele disponibili. Un compleanno importante il MelaDay, lanciato dalla Condotta Slow Food nel 2011 per richiamare l’importanza della difesa della biodiversità e la grande importanza di salvaguardare le specie vegetali in via di estinzione.
Il MelaDay ha sviluppato nel corso delle diverse edizioni una importante sinergia fra mondo agricolo, Slow Food e istituzioni scolastiche, e rappresenta la punta dell’iceberg di un lavoro molto più ambizioso teso a recuperare, raccogliere, raccontare, catalogare le accessioni locali e anche la storia di queste varietà. Ma nello stesso giorno è stata anche l’occasione per sviluppare un’altra nuova iniziativa, il GelsoDay, con l’obiettivo di riportare nella Valle Bormida la coltivazione del Mù ovvero il gelso nero (Morus nigra) e il gelso bianco (Morus alba).
Prosegue così senza soste l’impegno della Comunità della Condotta Slow food della valle Bormida per richiamare l’importanza della difesa della biodiversità ed il profondo significato rappresentato dalla necessità, che molte specie vegetali non spariscano per sempre. I progetti Mela Day e Gelso Day non hanno carattere commerciale, sono esclusivamente volti a sviluppare una concreta azione di difesa della biodiversità e rappresentano uno dei numerosi progetti che Slow Food sta realizzando sul territorio delle Valli della Bormida. Se per le mele si trattava semplicemente di consentire l’adozione di una piantina di melo innestato con una delle varietà antiche, con il Gelso Day si vuole sviluppare l’iniziativa di riportare sul territorio la coltivazione del Gelso, creando insieme i presupposti per la rinascita dell’allevamento dei bachi da seta.
A Cengio e nei paesi della valle, in particolare Saliceto e Monesiglio, nei primi del 1900 questa coltura era molto diffusa proprio per favorire l’allevamento del baco da seta tanto che proprio a Monesiglio era nata una “filanda” nel 1850 in un piccolo laboratorio che è stato chiuso 70 anni fa, dopo un secolo di attività. A questo fine è stata già prodotta e inviata alla Regione Liguria e al Comune di Cengio la documentazione per inserire un esemplare di Morus nigra radicato a Cengio nell’elenco degli alberi monumentali nazionali. Un albero che ha una circonferenza di 420 cm è presumibilmente ha oltre un secolo di età.







