Cristina Bowerman è riuscita con tanta spontaneità e passione, a imporsi in un mondo, quello della cucina, che parla di norma al “maschile”. I primi passi nella ristorazione sono iniziati per caso, durante un’esperienza coltivata in un coffee house a San Francisco per pagarsi gli studi in legge, che stava approfondendo negli Stati Uniti. Qui comprende che l’avvocatura non è il mondo adatto per una personalità eclettica e creativa come la sua, che è attirata più da tutto ciò che è design e grafica. E così, per 10 anni, accresce le sue competenze in questi settori. In una intervista del 2015, infatti, ha affermato che “nel momento in cui ho realizzato che cucinare poteva essere più del semplice spadellare, che era questione di cultura, tradizione, creatività, ho capito che sarebbe diventata la mia professione”,
Nel 2005 dopo aver lasciato gli Stati Uniti, apre la sua attività, il “Glass Hostaria” a Roma in zona Trastevere, dove in contrapposizione con le caratteristiche del luogo propone una cucina contemporanea ed essenziale. Una proposta gastronomica frutto delle esperienze dei suoi viaggi e dei suoi incontri culturali.

Stella Michelin dal 2010, è Presidente dell’Associazione italiana degli Ambasciatori del Gusto dal 2016. Grazie alla sua importante esperienza negli Stati Uniti, ha compreso come il percorso per gli studenti verso la professione del cuoco o del cameriere debba essere associato sempre a una conoscenza trasversale dei tanti aspetti della ristorazione. La sua associazione riconosce l’importanza nella formazione scolastica, che deve fornire solide basi necessarie per la crescita professionale.
Per questo, noi di Travel Eat abbiamo avuto il piacere di ascoltarla per conoscere i suoi progetti.
Di cosa si occupa l’associazione di cui lei è presidente?
Nata nel 2016, si tratta di una realtà senza scopo di lucro e che ha la finalità di valorizzare le eccellenze della ristorazione e della pasticceria italiana in ogni suo aspetto, al di là dell’aspetto quello scenografico e “social”. Fanno parte dell’associazione cuochi di ogni regione d’Italia, ristoratori, pizzaioli, sommelier e gelatieri : insomma tutti coloro che, con il proprio lavoro quotidiano e con la propria passione, promuovono il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano, riuniti per fare impresa, in sinergia con le istituzioni per dare il proprio contributo a far sì che si crei un marchio identitario della nazione, sotto il segno del rispetto del cibo, evitando gli sprechi e promuovendo la sostenibilità ambientale.
Quali sono stati le motivazioni che vi hanno portati a stabilire che “fare formazione” sarebbe stata la vostra missione tra le realtà della ristorazione in tutto il mondo?
L’associazione, che nel tempo si è dotata anche di strumenti di valutazione sul campo sempre più efficaci, in pieno lockdown, dove il comparto della ristorazione è stato quello più duramente colpito per la mancanza di chiare linee guida relative ai tempi di riapertura in sicurezza, nel 2021 si è rivolta al Governo italiano chiedendo in tempi brevi e urgenti un cambio di passo a salvaguardia di tutto il sistema della ristorazione, che continuava ad essere drammaticamente penalizzato. Dai cosiddetti ristori che non venivano erogati, se non in parte oppure molto spesso in maniera ineguale, all’incomprensione sulle modalità di azione rispetto alle norme di contenimento del virus, al personale addetto che, conscio della situazione, senza la possibilità capire se potesse esistere un futuro lavorativo certo ma, soprattutto, messo di fronte al malcontento che da anni cresceva per lo “ sfruttamento” economico sproporzionato rispetto alle ore di lavoro svolte, hanno dato l’input all’associazione a farsi “missionaria” per cercare di dare un proprio contributo per favorire sia i lavoratori che i titolari delle attività.
Il 2 marzo 2022 è stata una data importante per la storia della ristorazione italiana intesa come impresa a tutti gli effetti. Quali sono stati i passaggi più importanti per arrivare a questo risultato?
Sì un momento storico e che mi dà provoca ancora una grande emozione: tra il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, la presidente di Adg Cristina Bowerman e il Presidente di Re.Na.I.A. ( rete nazionale degli istituti alberghieri) Luigi Valentini, è stato stretto un accordo che ha la finalità di implementare l’offerta formativa rivolta agli studenti degli istituti alberghieri sostenuta da una maggiore rete di contatti integrativi fra scuola e mondo del lavoro. I giovani, in questo modo, potranno essere coinvolti in attività già in essere ma rafforzate da ulteriori percorsi educativi che vedono la promozione del legame indissolubile tra il mondo della cucina professionale e il comparto agricolo, alimentare ed ittico italiano.
Quali effetti pratici potrà avere questo accordo negli aspetti lavorativi tra lavoratore e datore?
Alla base del protocollo d’intesa, vi è la forte convinzione che i percorsi di formazione dei ragazzi sono essenziali per gli ingressi lavorativi in ogni settore, non solo quello della ristorazione. Più formazione significa più competenza nelle figure lavorative che rappresentano l’azienda che, a sua volta, riesce ad avere dei ritorni importanti in termini di immagine, di soddisfazione del cliente e del personale stesso che si trova ad essere gratificato e remunerato nella misura che gli spetta. Lo sviluppo e la competitività del comparto eno gastronomico e nella valorizzazione delle filiere alimentari passano, inevitabilmente, attraverso le nuove generazioni che vanno tutelate, promosse e stimolate.
L’altro progetto di cui si sta occupando con notevole successo è quello relativo alla cura degli aspetti psicologici dei cuochi: ci può raccontare a grandi linee qual è stata l’idea per porre l’attenzione su un aspetto che gli stessi psicologi fanno fatica a far emergere?
Un secondo aspetto entro il quale si è sviluppata l’attività dell’associazione, forse il più importante e che è emerso soprattutto durante il lockdown, ma che coinvolge di continuo il mestiere del cuoco, è stato quello della creazione, già prima dello scoppio della pandemia, di una serie di meeting informativi in tutta Italia riguardanti la cura della psiche negli ambienti della ristorazione, coordinati in particolare, con l’ordine degli psicologi del Lazio. In anticipo, rispetto alla presa di coscienza che il problema relativo al mantenimento dell’equilibrio psichico dei cuochi – in periodo pandemico – si stava rivelando particolarmente difficile, l’associazione si era prodigata nello sviluppo di rapporti e collegamenti con enti e istituzioni che potessero dare sostegno al progetto e alle stesse attività affiliate: è stato così apprezzato e compreso, che l’iniziativa è stata ripresa dal Presidente del “ The World’s 50 best restaurants” e selezionata come nono programma al mondo per aver portato alla luce una tematica che pochi ancora affrontano con coraggio.
Di questo progetto ne è nato un’e book dal titolo “La psicologia a servizio della ristorazione”, sviluppato dagli ambasciatori del gusto e dall’ordine degli psicologi del Lazio nel quale, per la prima volta in Italia, si pone l’attenzione in maniera scientifica sulle problematiche legate al tema stress lavoro- correlato nell’ambito della ristorazione. Gli effetti psicosociali che la crisi economica provocata dalla pandemia sono stati ben chiari agli occhi di tutti, hanno avuto senza dubbio risvolti negativi sulla salute fisica: ed è per questo che il progetto vuole fornire degli strumenti per studiare e contrastare il fenomeno e di proporre modelli alternativi che promuovano il benessere individuale al di sopra di tutte le manifestazioni pubbliche nelle quali gli attuali addetti nel settore sono inevitabilmente coinvolti.
A definire il campo di azione, le parole di Cristina Bowerman sono eloquenti: “Gli chef, nella loro espressione ai fornelli, si fanno portatori di importanti messaggi sociali. E nel fare questo, devono necessariamente trasmettere equilibrio, a partire dalla mente: lo strumento principe col quale si dà inizio alla realizzazione di un piatto di pasta”.
Per info ulteriori: www.ambasciatoridelgusto.it/progetti/la-psicologia-al-servizio-della-ristorazione


