News | 07 maggio 2022

Angoli di Nizza: l’atelier di Auguste Renoir (Foto)

Si trova in Avenue St Jean Baptiste che si trova poche decine di metri dopo Église du Voeu. La storia e le opere dell’artista

Angoli di Nizza: l’atelier di Auguste Renoir (Foto)

Alla scoperta di angoli di Nizza e di luoghi nei quali vissero ed operarono artisti famosi, siamo giunti in Avenue St Jean Baptiste che si trova poche decine di metri dopo Église du Voeu nei pressi della Promenade du Paillon.

 

Una targa, posta a lato di una finestra al primo piano ricorda che il quel luogo era ospitato l’atelier di Auguste Renoir che vi operò dal 1911 al 1919.

Qualche informazione con l’aiuto del web
Pierre Auguste Renoir, pittore e incisore, uno dei primissimi Impressionisti francesi, nasce il 25 febbraio 1841 a Limoges in una famiglia di origini modeste.
Nel 1844 il padre e la madre sono sarti e si trasferiscono a Parigi dove Pierre-Auguste molto presto esprime una decisa predisposizione alla musica ed al disegno.

 

Dopo gli studi, assunto come apprendista nella ditta di porcellane decorate Lèvy Frères, Auguste Renoir familiarizza con i pennelli ed i colori, decorando piatti e tazzine.
La vera formazione artistica di Pierre Renoir comincia nel 1862 frequentando i corsi all'Ecole de Dessin et des Arts Dècoratifs, diretta dallo scultore Callouette.
Ammesso all'Ecole des Beaux Arts per seguire i corsi di Emile Signol e Charles Gleyre, August Renoire si rivela uno scolaro indisciplinato e restio a seguire gli stili e modelli pittorici proposti dal corso di studi: Rubens ed ai pittori del Settecento francese.

 

 

La pittura tradizionale del tempo era legata al concetto di pittura al chiuso, dentro ustudio, anche quando si trattava di dipingere un paesaggio.
Renoir apprezzava tanto la bellezza da sentire il bisogno di fissare sulla tela non solo il ricordo di tutto ciò che aveva visto, ma desiderava dipingere tutto ciò che vedeva nel momento stesso che lo percepiva come "bello".
Per Renoir la ricerca del "bello" non è una limitazione dei soggetti, per lui tutto ciò che esiste, vive, tutto ciò che vive, è bello e tutto ciò che è bello, merita di essere dipinto, perchè la pittura deve esprime la gioia di vivere, esaltare la felicità del partecipare alla vita di tutto ciò che di bello ci circonda.


Nella primavera del 1864 Renoir ed i suoi amici pittori Claude Monet, Bazille e Sisley, comincia a sperimentare il metodo, poi denominato "en plein air, dipingendo insieme nella foresta di Fontainebleau ed il suo quadro "Esmeralda che danza", viene ammesso al Salon.

Molti altri giovani pittori seguirono l'esempio di Renoir dando il via alla nuova corrente artistica chiamata "Impressionismo" che tanto scandalo suscitò il 15 aprile 1874 la mostra nello studio del fotografo Nadar, a Parigi che ospitò centosessantacinque opere - dipinti, disegni, acquerelli, pastelli - eseguiti da artisti appartenenti alla "Societè anonyme des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs", fondata l'anno precedente.
Fra gli espositori c'erano Astruc, Bracquemond, Boudin, Cezanne, Degas, Guillaumin, Monet, Morisot, de Nittis, Pissarro, Sisley e Renoir.

 

I lavori giovanili di Renoir sono influenzati del colorismo di Eugène Delacroix, dalla luminosità di Camille Corot, dal realismo di Gustave Courbet e di Edouard Manet.
I suoi dipinti caratterizzati da luminosi effetti di colore e dal senso di "vivo" della pelle delle donne, non hanno ancora abbandonato le regole dei coloristi e dei realisti, apprezzati dalla critica corrente, ma vengono rifiutati dalla giuria accademica del "Salon" e l'esclusione dalla rosa degli artisti promossi al Salon, corrispondeva, economicamente, ad essere esclusi dal mercato.

Per vivere Renoir è costretto a ripiegare su ritratti e questa scelta obbligata dà vita ad alcuni celebri opere d'arte come il Ritratto di Bazille del 1867; un anno prima di realizzare questa tela, aveva avuto delle serie difficoltà economiche e per questo Frédéric Bazille, lo aveva aiutato e ospitato.
Durante quegli anni Renoir dipinge le sue tele migliori che esaltano la bellezza del corpo umano, la poesia della natura sottolineando la gioia di vivere, ma lasciando l'artista in miseria.

Il pittore propone e ripete nei dipinti il suo modello di donna, un viso rotondo, con un corpo dalle forme piene, occhi a mandorla e un'aria insieme innocente e misteriosa.
Tra il 1881 e il 1882 Renoir fa un viaggio in Algeria soffermandosi in Italia, come sognava da lungo tempo, per studiare dal vero la pittura rinascimentale.

 

 

 

L'incontro con i Grandi Maestri italiani ha un'influenza enorme su Renoir che in breve tempo si allontana dallo stile degli impressionisti per seguire l'intima esigenza di studiare le forme, tanto da farle sembrare modellate, scultoree addirittura.
Tormentato da un sentimento di insufficienza, pensando di non saper "né dipingere, né disegnare", Pierre Auguste Renoir si concentra sulla qualità del disegno, sulla raffigurazione dei dettagli per rendere più precisi i contorni delle forme.

Con questa scelta abbandona, per un certo periodo, buona parte di ciò che costituiva la magia delle sue tele: i suoi toni diventano seri e la luce fredda.
Dopo l'ultima esposizione tenuta con gli impressionisti, Renoir lascia spesso Parigi per recarsi in campagna dove dipinge in compagnia di Cézanne.


Beppe Tassone

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