News | 11 maggio 2022

Asti: tutti i dati del turismo dal 2017

Un settore definito strategico e in buona salute

Asti: tutti i dati del turismo dal 2017

Il turismo vive di dati. Dati da analizzare con cura quali indispensabili indicatori della qualità di quanto fatto per lo sviluppo del settore, assai utili per indirizzare le attività strategiche e di marketing. Arrivi, presenze e permanenza media sono i tre dati di base su cui costruire tutto il resto dei ragionamenti. Le presenze sono sicuramente il dato più importante, nascendo dal moltiplicare gli arrivi per la permanenza media. Facile intuire che pur a parità di arrivi, riuscendo a far fermare più giorni il turista, aumentino le presenze. Facile comprendere che ciò possa avvenire con il promuovere l’offerta stabile più che gli eventi. I dati regionali e locali vengono raccolti dall’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte che annualmente ne rende pubblici i risultati. Prima con un report d’insieme e poi con uno relativo ai numeri provinciali e comunali. Quello del 2021 sui Comuni dell’Astigiano è stato pubblicato da poco. Detto questo, veniamo all’analisi dei dati turistici del capoluogo. Analisi che raffronta il consuntivo 2017 con quello 2021. Una scelta di lasso temporale che vuole ammortizzare su un periodo più ampio le negatività pandemiche. Nel contempo il 2017 è l’anno di inizio mandato di una nuova amministrazione comunale ad Asti, con nuove scelte strategiche ed operative a supporto dello sviluppo turistico in città.

Presenze -47,8%

Nel 2017 Asti era quasi riuscita ad eguagliare il suo picco storico di presenze, 107.904, del 2016. Picco non particolarmente entusiasmante, vista la quantità di strutture ricettive e posti letto, ma sempre picco. 107.809, spalmate su 1.768 posti letto. Nel 2021 le presenze in città sono state invece 77.930 con 2.185 posti letto. In cinque anni Asti ha perso 29.879 presenze, pari a un pesante -27,7%. Ma cosa sono tutti quei posti letto in più? Sono i 439 delle residenze turistiche, Airbnb per capirci. Strutture ricettive che nel 2017 non erano ancora catalogate e non conteggiate nei loro numeri, né di offerta né di domanda, e che valgono il 20,1% dei due totali, dopo che la Regione, a partire dal 2018, ha iniziato un lavoro di emersione che ha portato i loro numeri nei conteggi dell’Osservatorio. Scordiamoci che il boom di queste tipologie ricettive abbia spesso evidenziato riempimenti superiori alle altre, consideriamo omogenea la distribuzione delle presenze su tutti i posti letto ed ecco, comunque, che per raffrontare correttamente 2017 con 2021 dobbiamo togliere i numeri delle residenze turistiche, non presenti nell’anno di inizio raffronto. Per conseguenza il nostro – 27,7% diventa, ahimè, un – 47,8. Scordiamoci infine del cambio radicale di acquisizione dati che nel 2017 viaggiava su due binari paralleli di arrivi e presenze fornite mensilmente, ai soli fini statistici, all’ATL e all’arrivo e partenza alle questure con rilevanza penale in caso d’omissione. Nel 2021 il sistema è unico e i numeri assai più corretti, non certo per difetto, come in passato.

Arrivi -36,6%

Ci provo con gli arrivi. 46.310 nel 2017, 38.692 cinque anni dopo. 7.618 turisti in meno, pari a -16,5% a cui sommare il dato di arrivi nelle residenze turistiche, non conteggiate nel 2017. Un ulteriore -20,1% che ci porta alla perdita totale del 36,6%. Meglio delle presenze, ma evidenza di un ulteriore problema creatosi negli anni: la permanenza media degli arrivi è calata da 2,4 giorni a 2. Da qui maggiore perdita di presenze che di arrivi.

Riempimento da 71 notti a 35

il forte calo di presenze turistiche non ha certo supportato l'economia cittadina, non ha certo creato posti di lavoro. Per chi di turismo vive, come le strutture ricettive, l'effetto è stato poi durissimo: nel 2017 l'occupazione media di un posto letto era di 71 notti, tragicamente diventate 35 nel 2021.

Presenze stranieri -76,1%

Per concludere guardiamo le presenze turistiche di stranieri nel 2021: 22.678. Ben 28.029 in meno del 2017, pari al -55,6%, a cui sommare le presenze relative alle residenze turistiche. Totale -75,7%. Non bastasse, la permanenza media degli stranieri in città è scesa anche lei di brutto, passando dai 2,7 giorni del 2017 agli 1,8 del 2021.

Davide Palazzetti

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