Ricette | 13 settembre 2022

La cucina del riciclo: la schiacciata e lo schiacciagnasco

Le ricette sostenibili di Roberto Pisani

La cucina del riciclo: la schiacciata e lo schiacciagnasco

È tempo di riscoperta della Cucina del riciclo, vale a dire recuperare quella abilità e fantasia che i nostri nonni usavano nel “non buttare via nulla del cibo avanzato” ma utilizzarlo per creare altri piatti con risultati spesso migliori dei piatti originali, unendo in tal modo il risparmio con il gusto appagante.

Voglio partire con il pane, l’alimento che più di altri si presta a restare in dispensa come avanzo: riuscire ad azzeccare il giusto quantitativo occorrente per il nostro pranzo è quanto mai difficile, e per non trovarsi nella imbarazzante situazione “ E’ finito il pane” proprio mentre ci apprestiamo a degustare uno spezzatino al sugo o una caponata di melanzane, nel momento dell’acquisto siamo naturalmente portati a prenderne un po’ di più del previsto “che tanto poi se ne avanza lo si può sempre riscaldare e torna come fresco”. E invece non è sempre così e di conseguenza nella nostra dispensa si accumuleranno avanzi di pane che, se non abbiamo galline nel pollaio da sfamare, finirà immancabilmente nell’organico, fattore innegabile ed ampiamente testimoniato dagli operatori ecologici.

E allora ecco un suggerimento per come riciclarlo: anzi due, uno salato e uno dolce

La schiacciata

Si recuperi il pane avanzato, nel quantitativo di quanto prodotto vorremo ottenere, lo si metta a bagno in acqua tiepida per una mezz’ora. I tempi saranno variabili a seconda del tipo di pane che abbiamo, e poiché stiamo parlando della cucina del riciclo non faremo tante storie ed utilizzeremo il pane che c’è, senza stare a disquisire su quale sarebbe l’ideale. Quando il pane si sarà completamente ammollato si rovescia dentro un colapasta e lo si strizza per togliere quanta più acqua possibile. Una volta strizzato si ripone nella ciotola dove è stato ammollato e si aggiunge un po’ di erbette aromatiche a seconda del proprio gusto: a titolo di esempio origano, timo, rosmarino magari perché no del peperoncino in polvere, unite poi un due/tre cucchiai di olio EVO e mischiare energicamente il tutto. Adagiate il composto sopra carta da forno leggermente oleata all’interno di una teglia cercando di non superare il mezzo centimetro di spessore. In forno a 200 gradi per 30/40 minuti ed otterrete la schiattata croccante e dal classico colore tendente al nocciola che farà le veci del pane.

Avvertenza: trattandosi di cucina di riciclo non tutte le qualità di pane sono uguali, per cui consiglio di tenere d’occhio la cottura accorciandola se tende a bruciare troppo o allungandola se resta ancora molle.

 

Lo schiacciagnasco

Nome di fantasia che mischia la schiacciata al castagnaccio, ma senza farina di castagne e che ripete pari pari la preparazione sopra menzionata della schiacciata, cui aggiungerete i due/tre cucchiai di OLIO EVO nonché due cucchiai di miele, due/tre cucchiai di zucchero, un generoso mixer di noci, nocciole, mandorle, uvetta ammollata e rosmarino tritato, ma se la vostra fantasia o i vostri ricordi vi suggeriscono altri elementi, perché no! Sempre adagiata su carta da forno oleata e dentro una teglia con uno spessore che potrà essere più alto della schiacciata, ma non di molto, diciamo massimo un centimetro. La cottura nel forno a 200 gradi richiederà 30/40 minuti sempre con il controllo per verificare il formarsi della classica crosticina. Il risultato sarà un dolce dal gusto “Antico” e molto appetitoso.

 

 

Roberto Pisani

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