Cibo | 02 dicembre 2022

Cri-cri, la pralina travestita da caramella

Prodotti per la prima volta a Torre Pellice da un confettiere di Pinerolo nel 1886, devono la loro origine ad una romantica leggenda che vede protagonista una sartina torinese di nome Cristina e al suo fidanzato Paolo

Cri-cri, la pralina travestita da caramella

Si è svolta a Torino, dal 28 ottobre al 6 novembre, dopo due anni di stop dovuti alla pandemia, Cioccolatò, la grande kermesse dedicata al cioccolato italiano ed internazionale, con un’attenzione privilegiata alle produzioni artigianali della tradizione piemontese ed è stata come ogni volta un grande successo. Torino si è riconfermata capitale europea del cioccolato.

Dalla seconda metà del ‘600, quando il cacao arriva in Piemonte con il duca Emanuele Filiberto di Savoia, al servizio di Carlo V di Spagna, l’industria del cioccolato si espande progressivamente e raggiunge vertici altissimi. L’offerta è ampia: tavolette vendute “in taglio” nelle botteghe, praline, tartufi specialità come il Cremino o Torinese, con uno strato di pasta di cioccolato alla nocciola racchiuso tra due strati di crema gianduja, ripieni come Alpino, Favorito, Preferito e il Boero, dal cuore di cioccolato ripieno di liquore.

E Cri-cri, tonde praline con cuore di nocciola tostata, ricoperte di cioccolato extra fondente e piccole palline di zucchero bianco, avvolte da un vestito di carta colorata con frange arricciate.

La loro origine è legata a una romantica leggenda, che racconta di una giovane sartina di Torino, di nome Cristina, che alla fine dell’Ottocento cuciva splendidi abiti per le signore dell’alta società. Il suo fidanzato, Paolo, era uno studente torinese che la chiamava con il diminutivo di “Cri” e, ogni volta che doveva incontrarla, si fermava prima in una pasticceria della zona dove comprava deliziosi cioccolatini “vestiti da caramella”.

La commessa della pasticceria aveva visto nascere amore dei due giovani e sapeva come lui fosse solito chiamare la sua fidanzata. Ogni volta che il ragazzo andava a comprare le praline lei gli chiedeva “Cri?” e lui rispondeva “Cri!”.

Il proprietario del negozio, che più volte aveva assistito alla scena, decise di ribattezzare i suoi cioccolatini con il nome di “Cri-cri”, in omaggio all’amore e ai due ragazzi innamorati.

I Cri-cri, che sono stati prodotti per la prima volta a Torre Pellice da un confettiere di Pinerolo nel 1886, sono un vero e proprio patrimonio della tradizione torinese. La versione Arcobaleno di queste praline è ancora più deliziosa: la classica monopariglia bianca è stata sostituita da quella colorata.


Cristiana Lo Nigro

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