In questi ultimi anni l’allarmismo in campo alimentare si sta facendo strada tra l’opinione pubblica, portando la popolazione mondiale ad andare alla ricerca di prodotti genuini che nuocciano il meno possibile la salute.
A tal proposito, l’agricoltura biodinamica e biologica sta ridando il piacere di mangiare sano a tutti coloro che sono preoccupati di ingerire qualsiasi cosa che sia modificata geneticamente, per esempio gli OGM, o nella quale sia interferita l’innovazione tecnologica. Scopriamo meglio cosa s’intende con questi metodi di coltivazione.
Cos’è l’agricoltura biologica
L’agricoltura biologica è un procedimento sostenibile che utilizza solamente sostanze naturali, escludendo qualsiasi tipo di prodotti di sintesi chimica come concimi, diserbanti e insetticidi.
I principi fondamentali dell’agricoltura biologica si fondano sulla fertilizzazione organica, in cui si utilizzano solamente concimi organici e minerali naturali, cercando di non intaccare l’equilibrio del suolo; la rotazione delle scorte che consiste nell’alternanza delle coltivazioni, stando attenti a non rendere sterile il suolo; la disinfestazione con sostanze naturali o utilizzo di insetti che si nutrono dei parassiti delle piante.
L’agricoltura biodinamica considera l’azienda agricola un vero e proprio “organismo vivente autosufficiente” nella quale i ritmi cosmici influenzano i calendari di semina, coltivazione e raccolta. Le tecniche più utilizzate sono le rotazioni agricole, per aumentare la fertilità e l’humus, i preparati biodinamici e il compostaggio.
Gli obiettivi di questa agricoltura puntano a eliminare gli impatti ambientali, migliorare la qualità degli alimenti e migliorare la salute umana con un controllo periodico del 100% delle aziende che coltivano con questo metodo.
Queste due tipologie di coltivazione sono strettamente correlate tra loro e hanno dato uno spiraglio di luce a tutti gli scettici che ormai avevano perso la fiducia su tutti gli alimenti che quotidianamente si trovavano in tavola.
Riso sostenibile dalla Cina
Quello della siccità è uno dei maggiori problemi nella realtà odierna e la partecipazione del surriscaldamento globale non è una nota positiva. Tra le aree più colpite c’è senza dubbio la Cina, grandissimo produttore di riso, che sta puntando alle coltivazioni sostenibili, in particolare quelle capaci di crescere in acque salate.
Milioni di ettari nelle regioni umide dell’Asia meridionale e sudorientale sono tecnicamente adatti alla produzione di riso, ma hanno rese molto basse a causa del problema della salinità, come riportano i dati raccolti dall’International Rice Research Institute (IRRI).
Spinto dalla mancanza di acqua dolce in cui farle crescere, Yuan Longping, scienziato e agronomo cinese conosciuto proprio per i suoi esperimenti sul riso ibrido, ne ha messo a punto una nuova tipologia in grado di crescere anche, e soprattutto, nell’acqua salata che generalmente stressa le piante rendendo difficile l’attività di fotosintesi necessaria per sopravvivere e crescere.
La sua ricerca è stata portata avanti nella zona costiera di Quingdao, presso il Mar Giallo, dove sono state piantate circa 200 varietà di riso modificate per osservarne la reazione in ambiente salino. Ciò che si è ottenuto è andato ben oltre le aspettative. L’obiettivo era stato prefissato per 4,5 tonnellate/ettari, ma i risultati hanno portato alla produzione di ben 9 tonnellate. Il riso coltivato con acqua salata ha già un nome e un prezzo di mercato. Si chiama “Yuan Mi” e vale 8 volte in più rispetto a quello normale.
Nonostante questo, il suo produttore ha già ottenuto ordini da più di mille clienti che solo nel mese di agosto ne hanno acquistate 6 tonnellate e pare che il merito sia attribuibile al suo intenso sapore.
Per familiarizzare con l’argomento consigliamo di informarsi sul web. Anche fruire di strumenti videoludici, come videogame e giochi online può essere utile. Per esempio, sul portale di scommesse e casino NetBet potete giocare con Chinese New Year, Bull in a China Shop e Pearl of the Orient.

