News | 13 Gennaio 2024

La Borragine: una pianta dalle tante virtù e protagonista della cucina ligure

La fotografa Valentina Pulinetti accompagna i nostri lettori alla scoperta della flora spontanea ligure

La famiglia delle Boraginaceae è un raggruppamento di tutto rispetto con un centinaio di generi sparsi in tutti i continenti. A dare il nome al corposo raggruppamento è stata proprio quella pianta che costituisce una familiare presenza nei nostri orti ed è un saporito ingrediente per molti piatti regionali. La Borragine (nome scientifico Borago officinalis) è un’erba aromatica e medicinale dall’appariscente fioritura blu. La sua terra d’origine è incerta, forse importata dall’Asia Minore in epoca remota, si è sviluppata in tutta l’area mediterranea.

Il suo aspetto è caratterizzato da bellissimi fiori penduli a forma di stella, formati ciascuno da cinque petali di colore blu-viola; le foglie risultano essere molto rugose per via di una densa e ruvida peluria che conferisce alla pianta un aspetto vellutato. È proprio da quest’ultima peculiarità che ne deriva il nome: “bòrra” in latino significa infatti lana grezza e ruvida. I fusti ramificati hanno un’altezza compresa tra i 20 ed i 70 centimetri. Suoi affezionati clienti sono api, bombi e calabroni, i quali aggrappandosi al fiore pendente riescono a raggiungere il prelibato nettare. La pianta di Borragine cresce spontaneamente nei campi e nei terreni incolti durante tutto l’anno solare, sino ai 1000 m s.l.m.

La cucina ligure ha saputo rendere la Borragine la vera protagonista di numerose ricette, è infatti l’ingrediente principale dei prelibati ravioli verdi ed è inoltre usata quale componente dei minestroni di verdura, delle torte ripiene e delle frittate. Le sue foglie più giovani e tenere, tagliate finemente sono ottime in insalata ed i fiori vengono spesso utilizzati dagli chef per decorare con eleganza i piatti. Oltre all’uso alimentare è previsto un uso terapeutico. Proprio le sue proprietà benefiche per la salute ne hanno permesso l’ampia diffusione nel corso dei secoli tra le più disparate popolazioni e culture. In antichità veniva sovente mescolata al vino oppure utilizzata per preparare decotti o infusi, in quanto dal punto di vista simbolico, la borragine veniva associata al buonumore, al coraggio, alla forza, alla serenità e all’allegria.

I Celti la utilizzavano mischiandola al vino prima delle battaglie per infondere forza e coraggio ai soldati. L’abbondate uso di borragine pare che li rendesse invincibili, capaci di combattere senza affaticarsi per interi giorni e notti. Nel Medioevo veniva utilizzata anche per acuire la memoria e curare la depressione. I suoi infusi allontanavano la malinconia, ristabilendo il buonumore. Ai nostri giorni, in omeopatia viene impiegato l’olio di Borragine che ha proprietà antinfiammatorie e rigeneranti della pelle; è particolarmente efficace per alcuni disturbi come eczemi, dermatosi e psoriasi. Viene anche impiegato efficacemente come antirughe o per combattere le macchie cutanee. Questo olio, estratto dai semi della pianta, è un’ottima fonte di omega 6 e per questo viene usato nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Inoltre giova come diuretico e depurativo del fegato, come emolliente e come lassativo. È anche utile nelle affezioni delle vie respiratorie come il raffreddore ed è un buon sudorifero.

Gli studi più recenti sconsigliano l’uso terapeutico di petali e foglie poiché in essi sono stati rilevati alcaloidi pirrolizidinici, composti che risultano tossici per il fegato e sospettati di favorire forme cancerogene. Nessun problema è invece riscontrato nei semi dai quali è possibile estrarre l’olio sopracitato. Non deve destare preoccupazione un moderato uso alimentare della pianta, soprattutto se consumata previa cottura. La borragine ha trovato successo anche in campo ornamentale grazie alla preferenza che le tributò il Re Sole, Luigi XIV di Francia. Durante la stagione della fioritura, imponeva ai suoi giardinieri di trapiantarla nei giardini della Reggia di Versailles perché con il suo colore gli infondeva buonumore. Questa tradizione è stata seguita da diversi paesi d’Europa mentre in Italia tale impiego non ha riscontrato diffusione.

La nostra pianta è anche protagonista di alcune leggende molto particolari. Una fra tutte narra che il colore e la forma a stella dei suoi bellissimi fiori sia dovuto al tocco lieve della Madonna. La leggenda ci racconta che in origine i fiori di Borragine erano bianchi come la neve. Un giorno, durante il cammino, Maria si fermò ad ammirarli. Si inginocchiò e li prese fra le dita, erano talmente candidi che le sembrava di potersi specchiare dentro. In seguito al suo tocco delicato il colore dei fiori mutò e divenne così dello stesso colore del mantello della Madonna.

Valentina Pulinetti è nata a Sanremo nel 1993. Dopo la maturità Sociopsicopedagogica al Liceo C. Amoretti di Sanremo, ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Genova, discutendo una tesi sui diritti delle donne.  Grande appassionata di cavalli pratica l’equitazione fin dall’infanzia.   Ama praticare l’escursionismo in montagna. Da circa 10 anni con la sua reflex immortala la flora e la fauna in particolare del Ponente ligure. Ha partecipato a diversi concorsi fotografici nazionali ottenendo alcuni premi e riconoscimenti.

Contatti: e-mail valep93@virgilio.it Facebook e Instagram (@valentinix28)