"Ci sono tante azioni diverse che la città ha fratto sul cibo – ha commentato durante la seduta delle commissioni 3 e 6 Tiziana Ciampolini (Torino Domani), la consigliera che in passato aveva presentato la mozione – ma non bastano tante azioni per fare una politica. Una politica del cibo non è ancora stata fatta ma sono sicura che alla fine della legislatura ce l’avremo, in questa città che è stata tra le prime ad essere attenta al tema".
Si era quindi formato un gruppo interassessorile, il Gruppo Interdipartimentale delle Politiche Alimentari, che ha concentrato il proprio lavoro su quattro pilastri: sostenibilità ambientale ed economia circolare, sicurezza e spreco alimentare, agricoltura urbana e promozione culturale. Intanto, le Università torinesi insieme a Comune e Regione avevano dato il via all’Atlante del Cibo, un progetto di studio e ricerca per analizzare il sistema del cibo di Torino. L’Atlante raccoglie i dati e le informazioni disponibili e restituisce i risultati al territorio, per la progettazione e la gestione del sistema del cibo.
Grazie a quei dati, un ulteriore passo è stato raggiunto a dicembre, quando la Giunta comunale ha approvato una ‘Guida per la politica del cibo’. Il documento punta a rendere i sistemi alimentari della città più sostenibili e attenti ai bisogni dei cittadini, favorire stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente, garantire cibo sano e accessibile a tutti, preservare la biodiversità, lottare contro lo spreco e innovare i sistemi alimentari.
Nel frattempo, il gruppo interassessorile continua il suo lavoro, partecipando al progetto europeo ‘Fusilli’ insieme a altre 11 città, con l’obiettivo di creare un Consiglio del Cibo cittadino. "Non siamo ancora arrivarti al Consiglio del cibo – ha spiegato Foglietta – ma è una scelta politica. Vogliamo prima costruire e poi culminare con il consiglio del cibo".

