News | 26 marzo 2024

Le Iris: i fiori dai colori dell’arcobaleno e simbolo di buona notizia

Le Iris: i fiori dai colori dell’arcobaleno e simbolo di buona notizia

Le Iris: i fiori dai colori dell’arcobaleno e simbolo di buona notizia

L’Iris è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Iridaceae, che comprende oltre 300 specie, molte delle quali comunemente note come Giaggioli. Questo genere è stato apprezzato fin dall’antichità per via dei suoi meravigliosi fiori che risultano essere molto appariscenti e colorati. Le Iris sono presenti in tutti i continenti ed una trentina di specie interessa anche la flora nazionale italiana. Il nome Iris deriva da una voce greca che significa arcobaleno; fu impiegato inizialmente da Teofrasto e molti secoli più tardi, Linneo confermò tale nomenclatura, dedicando ufficialmente queste piante a Iride, dea greca dell'arcobaleno. La dea Iride volando in cielo con la sua veste di veli multicolori, portava agli uomini il messaggio degli dei. Secondo la mitologia, Iride compiva il tragitto fra cielo e terra stendendo la propria fascia policroma, dando vita così a quel straordinario fenomeno atmosferico conosciuto come arcobaleno.

 

Non a caso anche la parte centrale dell’occhio che può avere molte tonalità di colore viene chiamata con lo stesso nome. La storia di questi splendidi fiori comincia però assai prima dell'epoca classica perché le Iris erano già conosciute nell'antico Egitto. Venivano associate al dio del sole Horus come simbolo del potere divino. Le si trovano raffigurate sui muri di alcuni templi e nei decori dei palazzi accanto al papiro e al fior di loto. I Romani le consideravano piante consacratrici, era infatti consuetudine profumarsi con le essenze contenute nei rizomi in occasione di riti propiziatori e di purificazioni. Lo attesta Plinio il quale, descrivendo le specie di Iris a lui note, precisa la provenienza dei profumi più preziosi e concentrati, che giungevano a Roma dalla Cilicia e dalla Panfilia.

In Europa le Iris furono introdotte da Carlo Magno e la loro coltivazione si diffuse tanto rapidamente da renderle in breve tempo assai comuni. Nel 1180 Luigi VII, detto il Giovane decise di inserire i giaggioli nel blasone dei Re di Francia; fu subito imitato da un gran numero di nobili europei che li adottarono per le proprie insegne. Fu chiamato perciò in un primo tempo "Fleur-de-Louís", ma il tempo e la confusione lo tramutarono in "Fleur-de-lys", ossia il fiore di giglio. Stessa sorte accadde allo stemma della città di Firenze dove si dice che il fiore raffigurato sia un giglio ma in realtà si tratta di un giaggiolo.

 Le iris fioriscono dall'inizio della primavera fino al termine dell’estate. Le piante hanno in generale rizomi o bulbi con o senza radici perenni, uno stelo eretto che a volte è molto corto e talora ramificato, a seconda della specie. Le foglie sono sottili e allungate di colore verde opaco che si dispongono a forma di ventaglio. I fiori sono composti da tre petali interni eretti e tre petali esterni ricadenti, con diversità di dimensione e colore tra le varie specie.

 Nella nostra Liguria sono numerose le specie che nascono spontaneamente: Iris lutescens (Giaggiolo giallastro), Iris germanica (Giaggiolo paonazzo), Iris germanica var. florentina (Giaggiolo biancastro), Iris graminea (Giaggiolo susinario), Iris pseudacorus (Giaggiolo acquatico), Iris foetidissima (Giaggiolo puzzolente), Iris xiphium (Giaggiolo inglese), Iris unguicularis (Giaggiolo a foglie strette), Iris tuberosa (Bellavedova tuberosa). Alcune di queste specie si sono naturalizzate dopo essere “scappate” dalle coltivazioni a scopo ornamentale. Proprio per la loro capacità di abbellire giardini, aiuole o terrazzi sono tra le piante che risultano maggiormente coltivate per scopo decorativo ed anche per l'estrazione dell’Ireos, una sostanza che dopo opportuni trattamenti serve all'industria profumiera per la fabbricazione di profumi e saponi.

 Nei versanti liguri soleggiati in prossimità del mare, dove la primavera arriva precocemente, è possibile ammirare l’Iris lutescens e l’Iris germanica quest’ultima è sicuramente la più diffuso. Particolare attenzione è da rivolgere all’Iris tuberosa che si può trovare nei campi incolti ma che ormai sta diventando sempre più rara in tutta la regione. Negli ambienti umidi ed acquitrinosi nasce l’Iris pseudacorus che per via dello stretto legame con l’acqua si sta sempre più rarefacendo nella nostra Liguria; i suoi particolari semi dalla forma piatta sono in grado di propagarsi navigando sulle acque.

 Se si è fortunati, e con un olfatto particolarmente fine, da aprile a giugno, passeggiando nei boschi della Liguria si potrebbe cogliere una leggera nota fruttata che tradisce la presenza dell'Iris graminea, piuttosto rara nelle Alpi occidentali. Un'altra specie presente nei boschi umidi italiani è l'Iris foetidissima, curiosamente nota agli anglosassoni come "roast-beef Iris", a causa del forte odore simile a quello della carne.

L’Iris unguicularis ha la caratteristica particolare rispetto a tutte le altre specie di fiorire nei mesi invernali, la si può incontrare lungo le strade dell'estremo ponente ligure già nel mese di gennaio. Una specie particolarmente elegante usata a scopo ornamentale è l’Iris japonica (Giaggiolo giapponese) i cui fiori sono sfrangiati e di colore bianco striati di blu e giallo; è diffusa prevalentemente in Cina e Giappone ma viene usata anche in altre aree dal clima temperato come quello della nostra regione. L'emblematica floreale si è sbizzarrita con queste piante attribuendo loro il significato di buona notizia ed il valore simbolico di rappresentare la bellezza maestosa e potente, considerando che il giaggiolo fu scelto come fiore regale dai sovrani di un tempo. L'astrologia, dal canto suo, dichiara che il giaggiolo accentua l'armonia e l'equilibrio.

 

Valentina Pulinetti è nata a Sanremo nel 1993. Dopo la maturità Sociopsicopedagogica al Liceo C. Amoretti di Sanremo, ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Genova, discutendo una tesi sui diritti delle donne.  Grande appassionata di cavalli pratica l’equitazione fin dall’infanzia.   Ama praticare l’escursionismo in montagna. Da circa 10 anni con la sua reflex immortala la flora e la fauna in particolare del Ponente ligure. Ha partecipato a diversi concorsi fotografici nazionali ottenendo alcuni premi e riconoscimenti.

Contatti: e-mail valep93@virgilio.it Facebook e Instagram (@valentinix28)

Valentina Pulinetti

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