Eventi, Senza categoria | 26 Agosto 2026

Fiera del Tartufo Bianco d’Alba 2026: relazioni, territorio e turismo

La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in programma dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, racconta il valore delle relazioni tra istituzioni, imprese, ricerca, trifolao e territorio. Un appuntamento che unisce turismo enogastronomico, economia, tutela del patrimonio tartufigeno e cultura, con eventi dedicati al Tartufo Bianco d’Alba, alla cucina e alle eccellenze delle Langhe, Monferrato e Roero.

Dal 10 ottobre al 6 dicembre la 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: alla presentazione milanese, istituzioni, ricerca e imprese ne hanno misurato il significato attraverso turismo, economia, tutela del patrimonio tartufigeno e collaborazione.

«Il valore più importante che possiamo custodire è quello delle relazioni autentiche». Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera di Alba, ha aperto così la presentazione della 96ª edizione, all’auditorium Ferrero dell’Università Bocconi di Milano, portando il tema fuori dalla dimensione astratta dello slogan e legandolo alla storia concreta di una manifestazione che sfiora il secolo. Secondo Iberti, la Fiera conserva questa forza perché nel tempo ha costruito rapporti duraturi con il territorio, le istituzioni, i trifolao, le imprese e il mondo, mentre il Tartufo Bianco d’Alba nasce da un equilibrio altrettanto preciso fra uomo e natura. La scelta della Bocconi ha permesso di leggere questa trama attraverso competenze differenti: Magda Antonioli ha affrontato il rapporto fra turismo e filiera enogastronomica, Stefano Mosca, direttore dell’Ente Fiera di Alba, ha presentato con il suo tratto distintivo e denso di contenuti la 96ª edizione, Cristina Bergonzo dell’Osservatorio Turistico Regionale – Visit Piemonte ha portato i dati sui flussi nelle Langhe, Monferrato e Roero, Guido Guerzoni ha analizzato l’impatto economico della Fiera illustrandone i dati macroeconomici e Giovanni Minetti ha sottolineato il significato dei dieci anni di collaborazione fra Consorzio Alta Langa ed Ente Fiera. Anche il sindaco Alberto Gatto e la vicesindaca Caterina Pasini hanno riportato il tema alla dimensione quotidiana di Alba, indicando nel rapporto fra trifolao e tabui, (i cercatori di tartufi e i loro cani da cerca) nella tutela dell’ambiente e nella partecipazione della comunità alcuni dei legami che sostengono la manifestazione.

Dalla Regione Piemonte, il presidente Alberto Cirio e gli assessori Marco Gallo e Paolo Bongioanni hanno invece richiamato il peso della filiera economica generata attorno al tartufo, dalla ricettività alla ristorazione, insieme agli investimenti per la tutela delle tartufaie naturali e alla ricerca. I numeri spiegano perché il tema possa essere affrontato anche sul terreno dell’economia: durante il periodo della Fiera sono mediamente oltre 600 mila i visitatori che raggiungono Langhe, Monferrato e Roero, mentre il programma enogastronomico coinvolge più di 40 chef italiani e internazionali; le attività dedicate al pubblico hanno superato nell’ultima edizione le 3.500 presenze, con il 70% dei partecipanti arrivato dall’estero.

Il Capodanno del Tartufo precederà le date ufficiali della Fiera, nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, quando allo scoccare della mezzanotte inizierà la nuova stagione di cerca del Tuber magnatum Picco (nome scientifico del Tartufo Bianco d’Alba, il fungo ipogeo che cresce sottoterra). L’appuntamento 2026 sarà inserito nel festival Profondo Umano e porterà il pubblico dentro alcuni dei luoghi che custodiscono la cultura tartufigena albese, dal Palatartufo alla Sala Fenoglio, dal Centro Nazionale Studi Tartufo al MUDET, prima dell’intervento della poetessa Tiziana Cera Rosco al Teatro Sociale e della sfilata di trifolao e tabui fino a piazza Risorgimento, dove il brindisi alla nuova stagione sarà affidato anche a un calice di Alta Langa DOCG. Poi, dal 10 ottobre, Alba entrerà nel pieno della 96ª edizione con il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco, nel Cortile della Maddalena, dove ogni esemplare destinato alla vendita viene valutato dai Giudici di Analisi Sensoriale formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo secondo protocolli condivisi: un passaggio che mette qualità e trasparenza al centro del rapporto con il consumatore. Il calendario allargherà quindi il campo alla cucina, con oltre 40 chef, cooking show, corsi, pranzi al Castello di Roddi e incontri, alla cultura, con il Premio Lattes Grinzane e le iniziative della Fondazione Ferrero, e alla solidarietà, con la XXVII Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba dell’8 novembre al Castello di Grinzane Cavour, che dal 1999 ha raccolto oltre 7,7 milioni di euro. Il programma ufficiale comprende inoltre laboratori, appuntamenti dedicati alla sostenibilità, grandi chef e percorsi nel territorio. È soprattutto il rapporto fra queste attività a dare misura alla scelta del 2026: il tartufo mette in relazione il lavoro del cercatore con la tutela del bosco, la ricerca con la necessità di preservare un patrimonio fragile, la cucina con una materia prima irripetibile, la Fiera con un pubblico internazionale.