Cibo | 7 Settembre 2026

Fiormaggi 2026, quando la montagna diventa formaggio

A Breno (BS), dal 19 al 22 ottobre, torna il concorso dedicato ai formaggi di malga della Valle Camonica. Un viaggio nel gusto tra pascoli, biodiversità e tradizione casearia.

Per capire un formaggio di malga bisogna partire dalla montagna. Prima ancora del latte, delle caldaie e delle forme lasciate a stagionare, ci sono i pascoli, l’erba, gli animali e il lavoro quotidiano di chi porta avanti una tradizione che ha il ritmo delle stagioni. In Valle Camonica questo legame è particolarmente evidente. Qui il formaggio non è soltanto un prodotto dell’allevamento, ma racconta un territorio e la sua biodiversità. Nel Bacino Superiore dell’Oglio sono state censite oltre 2.230 specie botaniche: una ricchezza che trova nei pascoli uno dei suoi elementi più significativi. È anche da questa relazione fra ambiente, animali e lavoro dell’uomo che prende forma Fiormaggi, il Concorso per Formaggi di Malga di Valle Camonica, che nel 2026 raggiunge la settima edizione. L’appuntamento è a Breno dal 19 al 22 ottobre.

Sei formaggi, sei modi di raccontare la montagna

Il concorso nasce per mettere a confronto le produzioni delle malghe camune, ma anche per riportare l’attenzione su un patrimonio caseario che rischia di essere conosciuto meno di quanto meriterebbe. In gara ci sono sei categorie: Silter DOP con marchio dell’alpe di provenienza, Nostrano stagionato, Nostrano fresco, Formaggella, Càsolet e Ricotta stagionata o affumicata. Sono formaggi diversi per caratteristiche e stagionatura, accomunati però dall’origine della materia prima: latte fresco vaccino, ovino o caprino ottenuto da animali al pascolo brado o semibrado. È un dettaglio tutt’altro che secondario. In un formaggio di montagna il territorio entra nella forma insieme al latte. Cambiano le erbe, cambiano le stagioni, cambiano le condizioni dell’allevamento e il lavoro del casaro. Il risultato è una produzione che porta con sé una parte del paesaggio nel quale è nata.

Il sapere che passa dalle malghe

Fiormaggi, promosso dall’associazione no-profit PromAzioni360 con il sostegno e il patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica, guarda quindi alla competizione, ma non si ferma al concorso. Tra gli obiettivi dell’iniziativa ci sono la valorizzazione del lavoro dei produttori, la conoscenza dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento sostenibili, la promozione di un consumo più consapevole e il sostegno all’economia locale. C’è soprattutto la volontà di mantenere vivo un sapere. Quello legato alla produzione alimentare tradizionale e a una cultura casearia che rischia di interrompersi se non viene trasmessa alle nuove generazioni. La montagna, in questo senso, non è soltanto lo scenario nel quale vengono prodotti i formaggi. È parte integrante della loro identità.

Il giudizio passa dall’assaggio

A stabilire quali saranno i migliori formaggi di questa edizione sarà una giuria composta da esperti del settore, maestri assaggiatori, giornalisti e critici enogastronomici. Ne fanno parte Massimo Arcalini, giudice internazionale e Maître Fromager della Guilde Internationale des Fromagers; Giorgio Lazzari, giornalista e autore di pubblicazioni; Claudio Porchia, giornalista e critico enogastronomico; Giovanna Ruo Berchera, giornalista e collaboratrice del programma Geo di Rai 3; Roberta Terrigno, giornalista enogastronomica e direttrice delle riviste Il Casaro e Ruminantia. I campioni arriveranno alla giuria anonimi, identificati soltanto da un codice numerico. L’assaggio prenderà in considerazione aspetto, profumi, gusto, equilibrio, struttura, armonia del palato e maturazione. Il punteggio finale sarà ottenuto dalla media delle valutazioni dei giurati. I formaggi dovranno essere consegnati entro le 12.30 del 20 ottobre 2026, prima di entrare nel percorso di valutazione stabilito dagli organizzatori.

La conclusione del concorso arriverà giovedì 22 ottobre, alle 20, con la Cena di Gala e Premiazione. Sarà una serata dedicata ai formaggi vincitori e alle altre specialità gastronomiche preparate con prodotti del territorio e presentate dalle aziende produttrici. Un modo per riportare il risultato della competizione al suo punto di partenza: la tavola. La cena sarà aperta al pubblico su prenotazione e vedrà la partecipazione dei rappresentanti della Comunità Montana di Valle Camonica, dell’Amministrazione comunale di Breno, delle istituzioni, della stampa e dei media, insieme ai membri della giuria e agli associati di PromAzioni360. I primi classificati di ciascuna categoria riceveranno i premi messi a disposizione dagli organizzatori e dagli sponsor, mentre a tutti i partecipanti sarà consegnato un attestato. L’elenco completo dei vincitori sarà successivamente diffuso attraverso stampa, riviste specializzate, radio, televisione e canali social.

Alla fine, però, il valore di Fiormaggi non sta soltanto nella classifica. Un concorso dedicato ai formaggi di malga può essere letto anche come un modo per osservare da vicino un pezzo di economia e cultura della montagna. Dietro una forma ci sono animali allevati al pascolo, persone che lavorano, prati da mantenere, conoscenze da trasmettere e un patrimonio botanico che contribuisce a caratterizzare il territorio. È questa la storia che Breno proverà a raccontare dal 19 al 22 ottobre: non soltanto quella del formaggio migliore, ma quella di un alimento che, prima di arrivare sulla tavola, attraversa la montagna e ne porta con sé i profumi, il lavoro e l’identità.

Info e iscrizioni
Associazione PromAzioni360 – Loretta Tabarini
Tel. 339 8824098
Email: loretabarini@hotmail.it