Eventi | 8 Ottobre 2026

Olmo in Fiore 2026: dodici eccellenze al Mercato di San Pietro all’Olmo

Tra gli espositori anche quattro realtà lombarde arrivate grazie al coordinamento di Loretta Tabarini. Un mercato pensato non solo come spazio commerciale, ma come occasione di incontro tra produttori e pubblico e come espressione concreta della filosofia del “giardino da mangiare” ispirata a Libereso Guglielmi.

Non solo incontri, show cooking e musica. La seconda edizione di Olmo in Fiore, con la direzione artistica di Claudio Porchia e con Davide Oldani ospite d’onore, ha animato San Pietro all’Olmo, frazione di Cornaredo, trasformando la piazza del borgo in uno spazio dedicato ai produttori e alle loro storie. La grande partecipazione di pubblico, che ha accompagnato le diverse iniziative del fine settimana, ha confermato il successo della manifestazione e la capacità di trasformare la piazza in un luogo di incontro tra cultura, natura e gastronomia. E proprio in questo contesto, domenica 4 ottobre, il Mercato delle Eccellenze ha rappresentato uno dei momenti più concreti del rapporto tra il tema del festival e il territorio.

Dodici espositori hanno portato in piazza prodotti e specialità differenti, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere direttamente chi coltiva, produce e trasforma le materie prime. Un percorso che spaziava dalle erbe aromatiche ai fiori eduli, dagli ortaggi ai formaggi, dal pane ai biscotti, con realtà provenienti da territori diversi e accomunate dalla ricerca della qualità e dall’attenzione alle materie prime.

Quattro realtà lombarde grazie a Loretta Tabarini

Tra gli espositori c’erano anche quattro aziende arrivate a San Pietro all’Olmo grazie al coordinamento di Loretta Tabarini, presidente dell’associazione PromAzioni360, che ha contribuito a portare a Cornaredo alcune espressioni significative della produzione agroalimentare lombarda.

Erano presenti Letizia Bistrot di Esine, in Valle Camonica;

Agriturismo Al Cantarane di Torbole Casaglia, nell’area della Franciacorta;

La Fattoria di Magalì di Casnigo, in provincia di Bergamo;

e Le Delizie di Ambrosia di Collebeato, nel Bresciano.

Quattro realtà diverse per storia, territorio e produzione, riunite nella stessa piazza con un obiettivo comune: raccontare attraverso i prodotti il rapporto con la terra e con le comunità che la coltivano e la trasformano.

È una dimensione che si inserisce perfettamente nella filosofia di Olmo in Fiore. Il “giardino da mangiare”, ispirato alla figura di Libereso Guglielmi, non è stato infatti soltanto un tema da affrontare durante incontri e laboratori, ma è diventato qualcosa di concreto da osservare, assaggiare e conoscere. Erbe aromatiche, fiori eduli, ortaggi e prodotti trasformati hanno mostrato come la biodiversità possa entrare nella cucina quotidiana e diventare occasione di conoscenza. Accanto a queste produzioni, pane, formaggi, biscotti e dolci hanno ampliato il percorso, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire specialità diverse e, in molti casi, di acquistarle direttamente.

Il valore del mercato è stato soprattutto nella relazione. Non una semplice area commerciale, ma una piazza nella quale produttori e visitatori potevano incontrarsi, parlare e condividere conoscenze, mettendo in circolo storie, tecniche e identità territoriali. È anche attraverso questi incontri che Olmo in Fiore ha costruito la propria seconda edizione: una manifestazione capace di portare in piazza la cultura del giardino e della biodiversità, trasformandola in esperienza gastronomica e in un racconto accessibile al pubblico.

In questo senso, il Mercato delle Eccellenze non è stato un elemento accessorio del programma, ma una delle espressioni più concrete dell’idea che ha guidato il festival: partire dalla natura per arrivare al gusto, passando attraverso le persone, i territori e il loro saper fare.