Non solo incontri, show cooking e musica. La seconda edizione di Olmo in Fiore, con la direzione artistica di Claudio Porchia e con Davide Oldani ospite d’onore, ha animato San Pietro all’Olmo, frazione di Cornaredo, trasformando la piazza del borgo in uno spazio dedicato ai produttori e alle loro storie. La grande partecipazione di pubblico, che ha accompagnato le diverse iniziative del fine settimana, ha confermato il successo della manifestazione e la capacità di trasformare la piazza in un luogo di incontro tra cultura, natura e gastronomia. E proprio in questo contesto, domenica 4 ottobre, il Mercato delle Eccellenze ha rappresentato uno dei momenti più concreti del rapporto tra il tema del festival e il territorio.

Dodici espositori hanno portato in piazza prodotti e specialità differenti, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere direttamente chi coltiva, produce e trasforma le materie prime. Un percorso che spaziava dalle erbe aromatiche ai fiori eduli, dagli ortaggi ai formaggi, dal pane ai biscotti, con realtà provenienti da territori diversi e accomunate dalla ricerca della qualità e dall’attenzione alle materie prime.
Quattro realtà lombarde grazie a Loretta Tabarini
Tra gli espositori c’erano anche quattro aziende arrivate a San Pietro all’Olmo grazie al coordinamento di Loretta Tabarini, presidente dell’associazione PromAzioni360, che ha contribuito a portare a Cornaredo alcune espressioni significative della produzione agroalimentare lombarda.

Erano presenti Letizia Bistrot di Esine, in Valle Camonica;

Agriturismo Al Cantarane di Torbole Casaglia, nell’area della Franciacorta;

La Fattoria di Magalì di Casnigo, in provincia di Bergamo;

e Le Delizie di Ambrosia di Collebeato, nel Bresciano.
Quattro realtà diverse per storia, territorio e produzione, riunite nella stessa piazza con un obiettivo comune: raccontare attraverso i prodotti il rapporto con la terra e con le comunità che la coltivano e la trasformano.
È una dimensione che si inserisce perfettamente nella filosofia di Olmo in Fiore. Il “giardino da mangiare”, ispirato alla figura di Libereso Guglielmi, non è stato infatti soltanto un tema da affrontare durante incontri e laboratori, ma è diventato qualcosa di concreto da osservare, assaggiare e conoscere. Erbe aromatiche, fiori eduli, ortaggi e prodotti trasformati hanno mostrato come la biodiversità possa entrare nella cucina quotidiana e diventare occasione di conoscenza. Accanto a queste produzioni, pane, formaggi, biscotti e dolci hanno ampliato il percorso, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire specialità diverse e, in molti casi, di acquistarle direttamente.
Il valore del mercato è stato soprattutto nella relazione. Non una semplice area commerciale, ma una piazza nella quale produttori e visitatori potevano incontrarsi, parlare e condividere conoscenze, mettendo in circolo storie, tecniche e identità territoriali. È anche attraverso questi incontri che Olmo in Fiore ha costruito la propria seconda edizione: una manifestazione capace di portare in piazza la cultura del giardino e della biodiversità, trasformandola in esperienza gastronomica e in un racconto accessibile al pubblico.
In questo senso, il Mercato delle Eccellenze non è stato un elemento accessorio del programma, ma una delle espressioni più concrete dell’idea che ha guidato il festival: partire dalla natura per arrivare al gusto, passando attraverso le persone, i territori e il loro saper fare.














