Il prossimo 21 settembre ricorre l’anniversario della scomparsa di Libereso Guglielmi, avvenuto proprio il 21 settembre di dieci anni fa. A distanza di un decennio, il suo ricordo in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, di camminare con lui nei giardini o di ascoltare i suoi racconti è più vivo che mai. In questi anni — e in particolare nel corso del centenario della sua nascita e di questo significativo decennale — sono state tantissime le iniziative promosse per tenerne viva la memoria: dai convegni alle presentazioni di libri, dai laboratori di cucina botanica agli incontri nelle scuole e nelle biblioteche, fino ai tanti omaggi che hanno attraversato la Riviera e l’Italia intera.
Proprio in questo percorso di memoria si inserisce l’uscita, sul prossimo numero della rivista Cantiere Mediterraneo, del mio articolo dedicato al suo giardino e alla sua straordinaria eredità botanica: un modo ulteriore per tenerne vivo il racconto. Libereso ci ha lasciato una lezione straordinaria che continua a germogliare: una visione del mondo fondata sull’amore per la natura, sulla biodiversità, sul rispetto per la terra e sulla straordinaria ricchezza del nostro patrimonio vegetale. Un’eredità culturale e umana che non smette di ispirarci.
C’è anche la Liguria nel terzo numero di Cantiere Mediterraneo, la rivista quadrimestrale della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), diretta da Nicola Bottiglieri. La pubblicazione, che arriverà nelle librerie e sarà presentata ufficialmente a Roma il prossimo 3 ottobre, nasce per raccontare il Mediterraneo attraverso le storie, le letterature, i paesaggi e le culture delle sue differenti sponde. Un percorso che unisce territori apparentemente distanti alla ricerca di quei tratti comuni capaci di “rammendare”, per usare un’efficace immagine della rivista, il tessuto culturale del mare nostrum.
In questo itinerario trova spazio la Riviera di Ponente, con il giardino calviniano di Libereso Guglielmi, inserito tra quei “luoghi straordinari” in cui letteratura, paesaggio e memoria si fondono. A questa storia è dedicato il mio contributo intitolato “Libereso e il giardino del mondo”, ospitato nella sezione Luoghi letterari. Nel testo ricordo una delle figure più originali della cultura botanica e naturalistica ligure, approfondendo il legame tra il giardino sanremese, la famiglia Calvino e quella visione della natura fondata sull’osservazione, sulla biodiversità e sulla conoscenza profonda delle piante. Una prospettiva che restituisce alla Riviera dei Fiori un’identità ben lontana dall’essere solo cartolina turistica: un territorio in cui agricoltura, botanica, letteratura e cultura materiale si intrecciano indissolubilmente. Proprio la cultura materiale rappresenta uno degli assi portanti di Cantiere Mediterraneo: accanto alla storia e alla letteratura, la rivista dedica ampio spazio ai prodotti della terra, alle tradizioni alimentari e ai paesaggi costieri. Il nuovo numero arricchisce il sommario con poesie e racconti provenienti da tutto il bacino mediterraneo e una sezione critica dedicata ai libri sul mare e le sue culture.
Per la Liguria, la presenza di questo contributo rappresenta un’importante occasione per riportare al centro del dibattito nazionale un patrimonio fatto di verde, memoria e parole, dimostrando come una storia profondamente radicata nel territorio sappia dialogare con l’ampio respiro del racconto mediterraneo.
Informazioni e prenotazioni: Federazione Unitaria Italiana Scrittori / Lungotevere dei Mellini, 33A – 00193 Roma / Tel: 06-6833646 – info@fuis.it
