Il titolo, tratto dalla canzone Il tema, introduce un percorso articolato su quattro piani, accompagnato dalla voce inconfondibile dell’artista. I materiali, messi a disposizione dallo stesso Guccini, permettono di avvicinarsi al suo mondo e di scoprire come sono nate alcune delle sue composizioni più celebri.

Ultimi giorni a Reggio Emilia per visitare “Canterò soltanto il tempo”, la mostra dedicata a Francesco Guccini che chiude questo fine settimana. L’esposizione ripercorre la storia artistica e personale del cantautore attraverso manoscritti, fotografie, strumenti musicali e oggetti che raccontano gli inizi, il successo e il lungo percorso di uno dei protagonisti della canzone d’autore italiana. Tra i documenti più significativi figurano i fogli originali con i testi di Dio è morto, Incontro e Vorrei, insieme alla Trameleuc, la sua ultima chitarra, utilizzata per comporre le canzoni più recenti.
Le fotografie giovanili raccontano gli esordi, quando Guccini cercava la propria strada nella musica. Negli anni Sessanta arrivarono le prime esibizioni con un’orchestra, tra fiere e feste di paese: a testimoniare quella stagione c’è anche la giacca nera e dorata in lamé, simbolo di un percorso cominciato lontano dai grandi palcoscenici. L’esposizione restituisce così un ritratto intimo di un autore che ha saputo trasformare esperienze personali, memoria e osservazione della società in canzoni entrate nella storia della musica italiana.

Fondamentale il rapporto con la terra, con i suoi antenati e la famiglia, uno dei suoi LP più conosciuto è proprio Radici, di grande importanza il periodo vissuto nel mulino dei nonni a Pavana, dove poi è ritornato ed ha vissuto fino all’ultimo. La figura paterna e quello zio emigrato in America, come tanti di quei paesi, sono diventate canzoni che hanno raccontato la vita dura e difficile di quei tempi, di quelle persone a cui la vita non ha regalato niente. Delle sue esperienze personali con l’universo femminile ha raccontato poco, dell’amicizia ha cantato “In morte di S.F.” brano con cui iniziava sempre i suoi concerti, “Incontro” un momento di nostalgia per un’amicizia vissuta molti anni prima, e “Autogrill” ispirato ad un breve incontro con una cameriera durante un periodo vissuto in America. Delle sue relazioni sentimentali ci ha lasciato “Quattro stracci” amara descrizione della fine di una relazione e una delle più belle canzoni d’amore di sempre dal titolo “Vorrei” dedicata alla moglie e sua compagna di vita per più di trent’anni.

Pensata e progettata quando Francesco Guccini era ancora in vita, la mostra assume oggi un significato ancora più profondo: non soltanto un viaggio nel suo mondo artistico e umano, ma anche un’occasione preziosa per custodirne la memoria e ritrovare, attraverso le sue parole e i suoi oggetti, la voce di un autore che continua a parlare a intere generazioni.
Questo fine settimana è l’ultima occasione per visitare la mostra a Reggio Emilia, riscoprendo attraverso parole, immagini e oggetti il percorso di uno dei più amati cantautori italiani.
La mostra Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo è allestita a Spazio Gerra, piazza XXV Aprile 2, Reggio Emilia, e sarà visitabile fino a domenica 18 ottobre 2026. In occasione dell’ultima settimana, l’esposizione è aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20, con ingresso gratuito.
Informazioni e dettagli sul sito ufficiale: www.spaziogerra.it. È possibile prenotare, senza obbligo, attraverso la pagina biglietteria della mostra. Info: 0522 585654 – 0522 585653.













