La Francia è la patria di alcuni dei formaggi più conosciuti al mondo, ma è anche uno dei mercati più importanti per le produzioni casearie italiane. Qui il gusto diventa terreno di confronto tra culture gastronomiche che condividono una lunga storia di lavorazioni, territori e saperi artigianali. È in questo contesto che si inserisce la partecipazione di AFIDOP – Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP al SIAL di Parigi, il salone internazionale dell’alimentazione in programma dal 17 al 21 ottobre 2026 al centro fieristico Paris Nord Villepinte.
L’iniziativa punta a far conoscere le caratteristiche dei formaggi italiani a denominazione d’origine attraverso ricette, degustazioni e dimostrazioni dal vivo. Un’occasione per raccontare non soltanto il prodotto finito, ma anche le tecniche di lavorazione e il legame con i territori di provenienza. La scelta della Francia risponde anche a una precisa realtà economica: secondo i dati diffusi da AFIDOP, nel 2025 sono state esportate sul mercato francese oltre 40mila tonnellate di formaggi italiani DOP, per un valore superiore a mezzo miliardo di euro. Numeri che confermano il peso delle denominazioni d’origine nella presenza italiana Oltralpe.
Sei formaggi DOP protagonisti al SIAL
All’interno della collettiva italiana al SIAL saranno presentate sei specialità casearie: Caciocavallo Silano DOP, Gorgonzola DOP, Grana Padano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Piave DOP e Taleggio DOP. A interpretarli sarà la chef Carla Ferrari, che ha ideato ricette pensate per mettere in risalto le caratteristiche dei diversi formaggi e mostrarne la versatilità in cucina. Le preparazioni saranno proposte in degustazione durante le giornate centrali della manifestazione, con la partecipazione dei rappresentanti dei Consorzi e degli ospiti dello stand. Gli assaggi saranno accompagnati da una selezione di vini realizzata in collaborazione con ASCOVILO, l’Associazione dei Consorzi di tutela dei vini lombardi. L’abbinamento tra formaggi e vini permetterà di esplorare affinità e contrasti, mostrando come la scelta del calice possa contribuire a valorizzare consistenze, profumi e intensità aromatiche. Accanto alla cucina ci sarà spazio anche per la manualità artigianale. Mimmo La Vecchia proporrà una dimostrazione dal vivo della filatura della mozzarella, una lavorazione che richiede esperienza, precisione e conoscenza della materia prima. Vedere il formaggio prendere forma durante la lavorazione significa avvicinarsi a una parte importante della cultura casearia italiana, nella quale il sapere tecnico si tramanda attraverso gesti concreti.

Il 19 ottobre, un viaggio tra 22 eccellenze casearie
Il programma di AFIDOP proseguirà fuori dai padiglioni fieristici con un appuntamento speciale in programma il 19 ottobre a Parigi, dedicato ai formaggi dei Consorzi associati. L’evento sarà costruito come un viaggio ideale attraverso 22 formaggi DOP e IGP italiani. Gli ospiti riceveranno simbolicamente un passaporto e un biglietto per intraprendere un percorso di degustazione tra specialità diverse, ciascuna legata a una storia produttiva e a un territorio. A guidare l’esperienza sarà un duo italo-francese, che accompagnerà il pubblico attraverso sapori, curiosità e tradizioni. Anche in questa occasione Carla Ferrari proporrà abbinamenti tra le eccellenze casearie italiane e alcuni prodotti tipici francesi, creando un dialogo tra due culture gastronomiche che attribuiscono al formaggio un ruolo importante nella propria identità culinaria. I vini selezionati con ASCOVILO completeranno il percorso. All’iniziativa sono attesi giornalisti specializzati e influencer francesi del settore gastronomico, coinvolti per conoscere da vicino i prodotti e le storie che accompagnano le denominazioni italiane. Il confronto tra ingredienti italiani e francesi è uno degli aspetti più interessanti dell’appuntamento: non una competizione tra tradizioni, ma un’occasione per esplorare come prodotti differenti possano incontrarsi nel piatto, mantenendo riconoscibili le proprie caratteristiche.
Francia, un mercato strategico per i formaggi italiani
I dati presentati da AFIDOP aiutano a comprendere le ragioni della presenza italiana a Parigi. Nel 2025 le esportazioni di formaggi DOP italiani verso la Francia hanno superato le 40mila tonnellate, per un valore superiore ai 500 milioni di euro. Secondo il comunicato, le denominazioni d’origine rappresentano una quota stimata tra il 40% e il 45% del valore complessivo delle esportazioni casearie italiane verso il mercato francese. Si tratta di una presenza significativa in un Paese che vanta una propria forte identità casearia e nel quale i prodotti italiani devono confrontarsi con un’offerta locale consolidata. Tra le denominazioni che contribuiscono maggiormente ai risultati figurano Grana Padano DOP e Parmigiano Reggiano DOP, venduti sia in pezzi sia grattugiati, insieme a Gorgonzola DOP e Mozzarella di Bufala Campana DOP. Accanto ai prodotti più conosciuti, anche altre specialità possono trovare opportunità di crescita grazie alle loro caratteristiche distintive e al legame con i territori d’origine. I primi dati del 2026 indicano un ulteriore andamento positivo per Grana Padano e Parmigiano Reggiano sul mercato francese. Nel primo semestre, secondo AFIDOP, le due denominazioni hanno registrato complessivamente una crescita del 2,3% a volume e del 9,9% a valore. Il dato a valore, superiore alla crescita dei volumi, segnala un aumento del valore commerciale delle vendite. Per le produzioni certificate, il riconoscimento dell’origine e la reputazione del prodotto rappresentano elementi importanti per distinguersi in un mercato competitivo.
Denominazioni d’origine, un patrimonio da conoscere
La partecipazione al SIAL e l’appuntamento del 19 ottobre si inseriscono in una strategia di valorizzazione che utilizza il linguaggio del gusto per avvicinare operatori, stampa e consumatori francesi ai formaggi italiani. Le denominazioni DOP e IGP raccontano infatti più di una ricetta: rimandano a territori, materie prime, metodi produttivi e competenze che contribuiscono a definire l’identità di ciascuna specialità. Far conoscere questi elementi significa dare visibilità anche alle comunità e alle filiere che sostengono la produzione. Dalle ricette contemporanee alla filatura della mozzarella, dagli abbinamenti con il vino alle combinazioni con prodotti francesi, il programma parigino mette al centro la possibilità di scoprire il formaggio attraverso esperienze differenti. Per il pubblico e per gli operatori del settore, il SIAL diventa così un’occasione per esplorare la varietà della tradizione casearia italiana e comprendere come possa dialogare con altre culture gastronomiche. Un viaggio che parte dai territori italiani e arriva sulle tavole francesi, nel segno di un patrimonio alimentare che continua a trovare nuovi interpreti e nuovi mercati.
