Cibo | 21 Gennaio 2021

Cibi che scaldano il cuore in Europa: Moussakà e Cassoluet

Non sono solo gli italiani a cercare conforto nel cibo

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei comfort food. Per gli italiani l’alimentazione è un tratto fondamentale della vita, che scandisce i momenti più importanti e fa vivere sensazioni emotive impagabili. Ma non sono solo gli italiani che amano consolarsi con il cibo. In giro per il mondo si scoprono molte preparazioni gustose e, a volte curiose, in grado di offrire coccole e conforto.

 

Partiamo dalla Grecia. “Una faccia, una razza” ricordava in una indimenticabile scena del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores, per loro il cibo consolatorio è la Moussakà e ne capiamo bene il motivo. Pare che l’origine del piatto sia araba e sia stato per la prima volta descritto nel XIII secolo in un libro della cucina di Bagdad e il suo nome derivi dal termine turco mussaka. È un piatto molto conosciuto anche nei Balcani, in Libano e in Turchia. Gli ingredienti sono semplici: melanzane fritte, ragù di agnello, besciamella, patate. Anche presi singolarmente sarebbero già squisiti, ma abbinati e sistemati a strati in una teglia e passati in forno a formare quella deliziosa crosticina raggiungono un risultato impareggiabile.

Cosa di meglio per una serata a casa con la famiglia e gli amici?

Rimanendo in Europa, uno sguardo alla Francia. I francesi per ristorarsi preparano la “cassoulet”, un piatto ricco, dove l’anatra è abbinata con i fagioli bianchi, la pancetta di maiale, la cotenna, le salsicce, le cipolle e profumato con molte erbe, aglio e spezie come pepe, timo e rosmarino. Il nome deriva dal recipiente appunto il “cassoul “, una pentola di terracotta a forma di tronco di cono, smaltata all’interno, che ha la caratteristica di mantenere a lungo il calore. Le sue origini devono essere ricercate nel periodo della guerra dei 100 anni (1337-1453 in effetti un po’ di più di 100 anni) e che coinvolse il Regno di Francia e il Regno d’Inghilterra. Per nutrire i soldati francesi debilitati dalla battaglia veniva cucinata la carne degli animali allevati nelle zone del conflitto abbinata con le fave, i fagioli e il grasso di maiale. L’aggiunta dei fagioli bianchi è da attribuirsi a Caterina de’ Medici, che li importò in Francia dalla Toscana quando si sposò con Enrico II. La vera patria della “Cassoulet” si trova a Castelnaudary, una cittadina che si trova tra Tolose e Carcassone, che invidiose ne contendono il primato. Ma Castelnaudary rivendica la paternità con maggior orgoglio e fermezza e festeggia questo piatto ogni anno con una grande manifestazione, che si tiene l’ultima settimana di agosto.