Il Segretario di Stato con delega al turismo Jean-Baptiste Lemoyne ha chiesto aiuti e finanziamenti alla Comunità Europea e sta lavorando ad un piano di sostegno e di rilancio della montagna.
Le stazioni sciistiche francesi non apriranno nemmeno nel mese di febbraio: la situazione della pandemia è troppo pesante e il rischio di esplosione dei contagi talmente alto, che il Consiglio di Difesa ha deciso di ieri di prolungare lo stop agli impianti di risalita anche per il prossimo mese di febbraio, in pratica “neutralizzando” le vacanze scolastiche invernali.
Un brutto colpo per le residue speranze delle stazioni di sci che tra lavoratori diretti ed indiretti occupano 400mila persone. Sovvenzioni e ristori sono stati assicurati, ma la decisione di bloccare le stazioni anche a febbraio porta a prevedere un anno intero di stop per il settore. Una conferma arriva anche dalla considerazione che la riapertura dei ristoranti è stata prorogata fino al 6 aprile, cioè ad una data successiva alla Pasqua. Stazioni di sci aperte con i locali di ristorazione chiusi rappresenta un “contro senso”.
Per chi ama la montagna restano soltanto attività individuali come lo sci da fondo e le passeggiate con le ciaspole. Queste attività stanno ottenendo ottimi risultati ed infatti si registra il tutto esaurito sia nel noleggio che nelle vendite delle attrezzature. Ma purtroppo si tratta soltanto di una piccola fetta di un mercato molto più grande ed in grave crisi.

