News | 5 Febbraio 2021

Torino contro lo spreco alimentare con il manifesto “Food Pride”

In Italia nel 2020 si è sprecato l’11,78% di cibo in meno rispetto all’anno precedente. Ma non basta!!!

In occasione della Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare si sono registrate molte iniziative.Tra queste merita una segnalazione la presentazione del Manifesto di Food Pride, nato a Torino.

Il Manifesto è stato redatto al termine di un lungo lavoro di gruppi formali e informali le cui attività e azioni ruotano attorno al diritto al cibo di qualità, alla lotta allo spreco alimentare attraverso il recupero delle eccedenze alimentari e il loro riutilizzo sociale. Cinque i temi: Partecipazione. Recupero. Inclusione. Distribuzione. Educazione. Il manifesto ha come obiettivo la creazione di politiche del cibo multiscalari, integrate e partecipate, intese come strumenti di dialogo e azione per un’attenta pianificazione dei sistemi alimentari che annoveri, fra i suoi obiettivi principali, il diritto al cibo. Venerdì 5 febbraio dalle 12 alle 13 si svolgerà una diretta Facebook da alcune piazze italiane tra cui Torino per spiegare i 5 punti del manifesto. Per aderire: www.foodpride.eu/il-manifesto-food-pride/

"Il videoclip è stato realizzato insieme agli operatori mercatali di uno dei mercati più importanti di Torino, quello di Corso Brunelleschi, ma anche coinvolgendo giovani e volontari del progetto Pane in Comune e di Food Pride, oltre alle famiglie destinatarie dell’invenduto che ogni settimana raccogliamo sui mercati della nostra città, in un’ottica di sostenibilità e di riduzione dello spreco alimentare. Inoltre, parte del recuperato viene utilizzato per preparare un pasto caldo per le persone che vivono in strada grazie all’iniziativa #GuardaOltre".

Un po’ di numeri sullo spreco alimentare li fornisce Confagricoltura Piemonte: "Ogni giorno, in base alle elaborazioni del nostro centro studi su dati Istat – spiega Ercole Zuccaro – in Piemonte per l’alimentazione umana si impiegano 1.105.000 chili di carne, 728.000 di litri di latte e 2.720.000 uova: sprecare anche solo l’1% di questi volumi significa, per esempio, porre fuori dal circuito virtuoso 11.050 chilogrammi di carne, utili a sfamare oltre 44.000 persone, l’equivalente della popolazione della città di Biella. Per questo dobbiamo contenere gli sprechi lungo tutto il circuito produttivo a partire dai campi, investendo maggiormente sull’innovazione, sull’agricoltura di precisione, sulla digitalizzazione, sul risparmio energetico e su un utilizzo sempre più attento dell’acqua”.

L’Italia è stato tra i Paesi più attenti allo spreco alimentare e alle corrette abitudini alimentari durante la pandemia. Secondo la rilevazione, solo in Italia nel 2020 si è sprecato l’11,78% di cibo in meno rispetto all’anno precedente. “Si tratta di un dato incoraggiante – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte –  che non deve però fare abbassare la guardia su un fenomeno che resta comunque ancora diffuso e non riguarda solo il consumo domestico, ma l’intera filiera agroalimentare, lungo la quale ci sono ancora molte, troppe dispersioni”.

"Sosteniamo con forza le 3 R che stanno cambiando il modello di produzione e consumo: Riduco-Riuso-Riciclo, un approccio fondamentale per i consumatori che vogliono fare la propria parte, cominciando col ridurre lo spreco alimentare", spiega invece Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum. "I dati parlano chiaro: lo spreco di cibo è notevole e se vogliamo passare da un’economia di tipo lineare ad un’economia circolare che metta al centro la persona, l’ambiente, il pianeta, serve subito un cambio di rotta, a cominciare proprio dalla lotta allo spreco alimentare".