Libri | 9 Aprile 2023

Da “Il mondo dei fiori”, della giornalista televisiva Barbara Ronchi, i consigli per la tavola di Pasqua

Il nuovo libro è già nelle librerie. Ecco qualche chicca di stile e galateo per le giornate di festa

È uscito “Il mondo dei fiori – Storie, curiosità, pettegolezzi e citazioni”, il nuovo libro della nota giornalista televisiva, scrittrice, già consulente del Quirinale ed esperta di buone maniere Barbara Ronchi della Rocca, presente la scorsa settimana al Festival Nazionale Cucina con i fiori di Alassio.

Dopo aver pubblicato, ormai diversi anni fa, “Il galateo dei fiori. Fiori in tavola, in casa, da regalare e da «non regalare. Linguaggio dei fiori, simbologia e curiosità del mondo vegetale”, con questa nuova pubblicazione ci accompagna alla scoperta del magico mondo floreale. Una vera e propria miniera di preziose informazioni e originali commenti, che partono dall’antichità ed arrivano ai giorni nostri. Curiosità divertenti e aneddoti poco conosciuti, insieme a utili consigli: da come e quando regalare fiori a come utilizzarli per apparecchiare la tavola o inserirli nei nostri piatti per stupire i nostri ospiti. Dalla A alla Z tutto il mondo dei fiori, che sono da sempre utilizzati per esprimere un augurio o un ringraziamento, una partecipazione o un sentimento, e con una sezione dedicata interamente al linguaggio dei fiori. Una pubblicazione impreziosita dagli acquerelli botanici di Simonetta Chiarugi aka @aboutgarden, la “giardiniera golosa”, influencer ed esperta di giardinaggio di Celle Ligure.

E visto che è Pasqua, ecco qualche chicca direttamente dalla “maestra di buone maniere” più amata.

Le soluzioni per allestire la tavola di Pasqua in maniera insolita sono tantissime – spiega Barbara Ronchi della Rocca -, anche perché questa festa condivide con il Natale il privilegio di essere una specie di ‘zona franca’ del galateo, in cui le regole di classica sobrietà possono essere allegramente dimenticate. Quindi via libera alle tovaglie pastello, anche accompagnate da tovaglioli diversamene colorati”.

Ma se possiamo spaziare con la fantasia in nuance leggere, il “no” categorico è per le candele a pranzo, “perché la luce primaverile non vuole concorrenti. In compenso possiamo osare un cestino di fiori di campo, bulbi di giacinto (mi raccomando: non fioriti, perché se no il loro profumo disturberebbe i commensali), composizioni a tema in cartapesta, pulcini di peluche, uova o coniglietti di cioccolato, meringa o marzapane che diventano anche un goloso souvenir. C’è posto anche per   piccoli vasetti di erbe aromatiche, anch’essi da regalare ai commensali a fine pasto”. E quanto a erbe aromatiche, chi meglio di noi savonesi, che nella piana di Albenga abbiamo una ricchissima produzione di ogni varietà e profumo?

Per il menu, spazio ai piatti della tradizione locale, “magari interpretati alla luce della nuova dietetica, cioè riducendo grassi e condimenti. Un posto speciale devono avere le erbe e verdure di stagione, e soprattutto le uova. Queste ultime per il loro valore simbolico, ma anche perché durante l’inverno, e la Quaresima, le galline ruspanti non ne producevano, quindi la Pasqua segnava anche l’inizio di una stagione con maggiore disponibilità di cibo proteico, con cui sostenersi per riprendere i lavori nei campi”, spiega Ronchi della Rocca.

In questi tempi così difficili, assume un significato particolarmente gradito la colomba, che nel simbolismo dei primi cristiani indicava sia Cristo risorto, sia lo Spirito Santo, e veniva raffigurata in rilievo sulle lucerne. “Per questo motivo – ricorda la celebre “maestra di buone maniere – va mangiata rigorosamente con le mani (naturalmente, se non contiene salse o farciture). Può anche essere la base di una rielaborazione, per esempio tagliata a mattonelle e farcita con mascarpone e un po’ di menta fresca, per un tiramisù non tradizionale, oppure servita semplicemente con un gelato alla frutta”.

E il picnic di Pasquetta? Sì alle gite fuori porta, ma con stile, perché anche la scampagnata del Lunedì dell’angelo ha le sue regole. “La prima, di proporre piatti semplici, buoni e di qualità, ma facili da mangiare e che richiedono il minor numero di posate possibile. Consiglio in apertura una selezione di salumi, formaggi freschi, uova sode (di gallina, ma anche di quaglia) accompagnate da salse fresche, come la maionese e l’aioli, ma anche quelle a base di yoghurt o di ricotta, a basse calorie. Per accompagnare il tutto, il tocco di classe dei fiori eduli, che danno colore e sapidità e parlano di primavera. Immancabile una torta salata preparata in casa con tanta verdura di stagione. Poi un cesto con vari tipi di pane: nero, alle noci, alla curcuma”.

Ma se la tradizione è granitica, come affrontiamo il picnic se fuori fa freddo? Per Barbara Ronchi della Rocca c’è un’alternativa semplicissima: “Si può optare per una soluzione più confortevole: il picnic in casa. Seduti qua e là, su poltrone e sedie, ma anche su cuscini disposti per terra apparecchiando alla buona, con l’immancabile tovaglia a quadretti, tavoli e tavolini. Piatti (pochi) di plastica, allegri tovaglioli di carta, ma bicchieri rigorosamente di vetro, per poter gustare al meglio un buon bicchiere di bollicine. Ma anche un buon vino rosso, per accompagnare il cioccolato dell’uovo, immancabile in questa festa che ci riporta tutti un po’ bambini”.