Ideale per una cena estiva, un pic nic o un pranzo veloce in ufficio, è questo piatto non è solo una soluzione comoda quando non si vuole accendere i fornelli o un ripiego veloce quando si ha poco tempo!
Una, nessuna, centomila
Come si legge su corriere.it la pasta rappresenta indiscutibilmente un alimento fondamentale nella cucina mediterranea e in particolare nella tradizione gastronomica italiana, dove costituisce la tela bianca per una varietà di ricette pressoché infinite (con una quantità praticamente sterminata di pastasciutte) quando nella variante fredda, ma anche sottoforma di frittata, timballo, pasticcio e così via.
Il primo aspetto che contribuisce a questa moltiplicazione esponenziale delle “paste” è la distinzione tra pasta fresca (all’uovo e non) e pasta secca. A questo elemento si aggiunge la variabile “formato”: tra paste lunghe, paste corte e innumerevoli forme e dimensioni. Solo in Italia ne esistono centinaia, con forme che variano, spesso quasi impercettibilmente non solo da Regione a Regione, ma anche da città a città o persino da un paese all’altro e, all’interno di ciascuno di essi, da una famiglia all’altra (nessuna mano è uguale all’altra!).
Un capitolo a parte è la pasta ripiena, in cui non solo il formato fa la differenza ma anche il ripieno… Insomma la pasta è una vera e propria tela bianca su cui la tradizione culinaria si inscrive e si tramanda da secoli.
Condimento in primo piano!
A parità di formato, di fattura e di cottura, ciò che davvero differenzia una ricetta di pasta dall’altra è il condimento. E se questo è vero nel caso della pasta calda, mantecata o risottata, in cui l’amido rilasciato crea una cremosità che rende il sugo un tutt’uno con l’ingrediente di base (si dice in questo caso che la pasta è “legata”), lo è tanto più nel caso della pasta fredda o meglio, dell’insalata di pasta.
Un piatto in cui l’ingrediente protagonista resta di fatto piuttosto neutro, relegato sullo sfondo di una tavolozza di sapori (e colori) che restano ben distinguibili tra loro e che permettono di apprezzare la ricetta in tutta la sua creatività e complessità. Ne è un esempio l’insalata di pasta di Sonia Peronaci: un piatto unico, ricco ma leggero, ispirato alla bella stagione ma con alcuni ingredienti evergreen ereditati da ricette più invernali.
Ispirazioni d’Oriente: di tutto un po’
Gli Italiani non sono gli unici ad aver fatto della pasta il passe partout per infinite ricette diverse e il trait d’union di sapori differenti che necessitano di essere armonizzati tra loro. Anzi, considerando che l’origine della pasta è da ricercare nel Continente Asiatico (sebbene sia difficile attribuirne l’invenzione ad un popolo preciso), non sorprende che ancora oggi vi siano ricette (o meglio “tipi di preparazione”) che la vedono protagonista insieme a innumerevoli altri ingredienti. Un esempio? Ovviamente i noodles: spaghetti di riso o di semola diffusi soprattutto in Cina e Giappone e alla base di specialità come il celebre ramen, in cui questo formato di pasta tradizionale è servito in brodo (di carne o vegetale) accompagnato da verdure funghi, pesce, carne, tofu, alghe e spezie varie. E non stupisce neppure che un cibo così diverso dalle usanze mediterranee e dal modo occidentale di consumare gli spaghetti (o le tagliatelle) sappia essere tanto apprezzato anche nel Bel Paese.
“Mix” simbolici
Ne è un esempio il moltiplicarsi non solo dei ristoranti che servono il ramen (in alcuni casi offrendo agli ospiti anche lo spettacolo della preparazione dei noodles al momento nella cucina a vista), ma anche degli eventi dedicati al Sol Levante ospitati da diverse città italiane (e non solo). Ultimo in ordine cronologico Gaya Gaya, ospitato dal Mercato Centrale di Torino, di cui abbiamo parlato qui. Un’ulteriore prova di quanto il cibo e la convivialità siano un’occasione di scambio culturale e uno strumento di crescita personale. E le ricette spesso riflettono proprio questa volontà di unione: ingredienti diversi si incontrano e si armonizzano tra loro in un mix di sapori sostenuti da una base neutra… L’insalata di pasta in fondo non è un po’ la stessa cosa?

