Ricette | 15 marzo 2021

I fiori nel piatto: le "Frittelle di Primula" della chef Rosa D'Agostino

In cucina le foglie tenere possono essere consumate fresche in insalata oppure in minestre e zuppe; le corolle sono tuttora una originale decorazione per le macedonie di frutta, le composte, i dolci o le gelatine, mentre il rizoma serve per aromatizzare la birra. I pasticceri candiscono i petali per decorare i dolci più prestigiosi.

I fiori nel piatto: le "Frittelle di Primula" della chef Rosa D'Agostino

Le primule sono le anticipatrici dell’arrivo della bella stagione. Il fiore è molto diffuso e cresce spontaneamente in molti giardini. Conosciuto anche per le sue proprietà medicinali confermate da Linneo, che scriveva dei suoi fiori come ottimi calmanti poichè favoriscono il sonno. Con i decotti ottenuti, utilizzando le parti fiorite delle primule, si curano anche altre malattie come l’isteria, le cefalee, le vertigini.

Detto dei trascorsi medicinali occorre aggiungere che da sempre viene utilizzata nell’alimentazione umana. In cucina le foglie tenere possono essere consumate fresche in insalata oppure in minestre e zuppe; le corolle sono tuttora una originale decorazione per le macedonie di frutta, le composte, i dolci o le gelatine, mentre il rizoma serve per aromatizzare la birra. I pasticceri candiscono i petali per decorare i dolci più prestigiosi.

Per chi volesse provarla ecco una semplice ricetta della chef Rosa D’agostino del Ristorante Gin di Castelbianco (Savona) 

Curiosamente la cuoca, che non ama essere chiamata chef, porta il nome di un fiore, Rosa, un nome è un destino avrebbero detto i latini. In cucina è spontanea, originale e competente, dopo aver inserito con successo piatti vegetariani e vegani nella cucina tradizionale dell’entroterra ligure si è lanciata con intelligenza e originalità nella cucina con i fiori.

Non stiamo parlando di chi mette dei petali sui piatti come ornamento della preparazione, ma di chi usa i fiori come ingrediente del piatto esaltandone il sapore ed il profumo.

Una cucina che non può essere improvvisata, ma deve essere provata e riprovata per saper cogliere i giusti tempi di lavorazione, la quantità corretta di prodotto da utilizzare e gli opportuni abbinamenti. E così petali, foglie e steli di fiori strani e affascinanti arrivano sulla tavola in preparazioni curiose.

Frittelle di primule selvatiche

Veniamo quindi alla ricetta proposta da Rosa e prepariamo gli ingredienti che servono: 200 g di farina di riso, 200 ml di acqua gasata ben fredda, una generosa manciata di primule comprese le foglie, sale q.b, olio per friggere.

Preparazione 

Pulire i fiori togliendo gli steli e le foglie più brutte. Lavateli delicatamente e metteteli ad asciugare. Preparate una pastella con la farina e l’acqua deve risultare fluida ma non liquida. Tritate finemente le foglie e mettete l’olio a scaldare. Immergete i fiori e le foglie nella pastella e con un cucchiaio prendetene una piccola quantità e versatela nell’olio. A cottura ultimata mettete le frittelle ad asciugare su una carta per fritti.

Salate e buon appetito!

 

Claudio Porchia

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