In una fase complessa per la ristorazione e il turismo gastronomico, arriva una notizia che va in controtendenza e accende un segnale di fiducia: una delle guide più apprezzate dai viaggiatori gourmet di tutto il mondo sceglie l’Italia. L’annuncio dell’arrivo di Gault&Millau Italia rappresenta non solo un riconoscimento alla qualità diffusa della nostra cucina, ma anche un messaggio incoraggiante per un settore che, nonostante le difficoltà, continua a esprimere talento, identità e visione.
Nata oltre cinquant’anni fa, la guida Gault&Millau si è costruita una reputazione solida grazie alla capacità di scoprire e promuovere giovani chef, leggere le nuove tendenze e mantenere un approccio indipendente e rigoroso. I suoi celebri “Toques”, tra i riconoscimenti più ambiti nel panorama gastronomico internazionale, sono da sempre un punto di riferimento non solo per il fine dining, ma per tutta la cucina di qualità.
A partire da gennaio 2027, la Guida Gault&Millau presenterà ufficialmente la sua prima edizione italiana, proprio nel Paese che ha fatto della cucina un elemento centrale della propria identità culturale, recentemente riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Un debutto pensato come percorso graduale: circa cento ispettori di nazionalità italiana sono già al lavoro sul territorio, alla ricerca di cucine emergenti, interpretazioni autentiche della tradizione e nuove espressioni della gastronomia contemporanea.
La prima edizione coprirà Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige, per poi estendersi progressivamente al resto d’Italia. Il progetto prevede una copertura completa dello Stivale entro il 2031, con un lavoro di osservazione e racconto che punta a essere capillare e approfondito.
Non è casuale la scelta del Piemonte come sede legale e operativa di Gault&Millau Italia, realizzata in collaborazione con la Regione. Una decisione che si inserisce in una strategia di valorizzazione dell’enogastronomia come leva culturale e turistica, già confermata da grandi eventi internazionali ospitati negli ultimi anni. Come ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’arrivo della guida rappresenta un ulteriore tassello nel posizionamento del territorio tra le capitali mondiali del gusto.
Accanto alla pubblicazione della guida, sono previsti anche eventi firmati Gault&Millau, rivolti sia al pubblico sia agli addetti ai lavori, sul modello di quanto già avviene nei circa venti Paesi in cui la guida è presente. Occasioni di incontro, confronto e visibilità che potranno offrire nuove opportunità a ristoratori, chef e territori.
Per i turisti amanti della buona cucina, l’arrivo di Gault&Millau in Italia significa uno strumento in più per leggere il Paese attraverso i suoi ristoranti, andando oltre i nomi consolidati e scoprendo realtà meno note ma profondamente legate ai luoghi. Per il settore, è soprattutto un segnale chiaro: la cucina italiana continua a essere osservata, studiata e raccontata con attenzione internazionale. Un bel segnale, e non solo simbolico, in un momento in cui ce n’è davvero bisogno.


Claudio Porchia



