È uscita per Trenta Editore la nuova Guida Chef Euro-Toques Italia 2026, un volume che racconta il mondo della cucina professionale attraverso i protagonisti dell’associazione fondata nel 1986 da tre grandi figure della gastronomia europea: Paul Bocuse, Pierre Romeyer e Gualtiero Marchesi.
Più che una guida tradizionale, il libro si presenta come un racconto corale degli chef che condividono un impegno comune: difendere la qualità delle materie prime, valorizzare la stagionalità e promuovere il legame tra cucina e territorio. Ogni scheda ripercorre il percorso professionale dei cuochi, la filosofia gastronomica che guida il loro lavoro e il rapporto con i prodotti e le tradizioni della propria terra.
A differenza di altre pubblicazioni dedicate alla ristorazione, la guida Euro-Toques non propone classifiche o sistemi di punteggio. L’obiettivo non è stabilire gerarchie tra ristoranti, ma offrire una panoramica della cucina italiana contemporanea attraverso le storie, le idee e le esperienze dei suoi protagonisti. Ne emerge un volume che privilegia il racconto rispetto alla valutazione, restituendo al lettore un’immagine articolata e plurale della gastronomia italiana.
La guida diventa così uno strumento utile non soltanto per gli appassionati di cucina, ma anche per chi desidera comprendere meglio le dinamiche della ristorazione contemporanea e il lavoro quotidiano degli chef.
In occasione dell’uscita del volume abbiamo intervistato Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia, per approfondire il significato di questo progetto editoriale.
Presidente Derflingher, qual è l’obiettivo della Guida Chef Euro-Toques Italia 2026?
Il nostro progetto editoriale vuole mettere in evidenza la dimensione culturale della cucina. Dietro ogni ristorante non ci sono soltanto piatti, ma un patrimonio fatto di ingredienti identitari, tecniche artigianali e storie personali. La guida nasce proprio per raccontare questo universo e per valorizzare il lavoro degli chef che interpretano la cucina come espressione del territorio e della cultura gastronomica.
La guida mette insieme realtà molto diverse tra loro. È una scelta voluta?
Assolutamente sì. Uno degli aspetti più interessanti della guida è proprio l’equilibrio tra tradizione e innovazione. Gli chef Euro-Toques rappresentano un mondo molto variegato: accanto ai grandi nomi della ristorazione troviamo cuochi che lavorano in contesti territoriali più raccolti ma altrettanto significativi, spesso profondamente legati alla valorizzazione dei prodotti locali.
Che tipo di cucina emerge dalle pagine della guida?
È una cucina che guarda al futuro senza perdere il legame con le radici. L’attenzione alla stagionalità, il rispetto della materia prima e la ricerca gastronomica sono i fili conduttori che uniscono le diverse esperienze. È una cucina contemporanea, ma sempre profondamente legata al territorio.
Negli ultimi mesi si è parlato molto del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale UNESCO. Qual è stato il ruolo di Euro-Toques?
Euro-Toques Italia ha sostenuto con convinzione questo percorso, contribuendo a diffondere e valorizzare l’idea della cucina come patrimonio culturale. Non si tratta soltanto di ricette, ma di conoscenze, tradizioni, filiere produttive e cultura del territorio. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO rappresenta un passaggio importante perché afferma il valore culturale del nostro modo di cucinare e di stare a tavola, che è parte integrante dell’identità del Paese.
In questo percorso avete lavorato anche con il Ministero dell’Agricoltura.
Sì, c’è stata una collaborazione importante con il ministro Francesco Lollobrigida, che ha sostenuto con attenzione il lavoro di valorizzazione della cucina italiana. Non a caso ha voluto firmare la prefazione della Guida Chef Euro-Toques Italia 2026, sottolineando il ruolo degli chef come ambasciatori del patrimonio gastronomico nazionale e del sistema agroalimentare italiano.
A chi si rivolge la guida?
Si rivolge sia agli appassionati di gastronomia sia agli operatori del settore. Per i lettori rappresenta un invito a scoprire ristoranti e chef che lavorano nel segno della qualità; per i professionisti è anche un documento che fotografa lo stato della cucina italiana contemporanea.
Che ruolo ha oggi questa guida nel panorama gastronomico?
La guida Euro-Toques vuole essere soprattutto uno spazio editoriale dedicato alla cultura del cibo. Attraverso i suoi protagonisti offre una fotografia della cucina italiana di oggi: una cucina che continua a evolversi, ma che trova la sua forza nella straordinaria varietà delle tradizioni regionali e nella qualità delle materie prime.
La Guida Chef Euro-Toques Italia 2026 si propone come un viaggio dentro la cucina italiana contemporanea, raccontata attraverso i suoi interpreti. Un libro che non si limita a indicare ristoranti, ma che prova a restituire il valore culturale della gastronomia, fatta di territori, prodotti, saperi e persone.


Claudio Porchia


