L’evento, dedicato al Testarolo di Pontremoli, uno dei piatti più rappresentativi della Lunigiana e tutelato come Presidio Slow Food, ha offerto un percorso che ha unito gastronomia, cultura e racconto del territorio. L’iniziativa, ospitata dall’Osteria del Tempo Stretto, è stata realizzata grazie alla sinergia con l’Alleanza dei Cuochi Slow Food e la Condotta Slow Food Albenga, Finale Ligure e Alassio.

Protagonista dell’incontro è stato Pietro Giorcelli, giovane imprenditore dell’azienda “La Grà”, impegnato nel recupero e nella valorizzazione dei tradizionali testi di terracotta. Il suo lavoro ha contribuito a riportare in uso strumenti storici, recentemente inseriti nel disciplinare del Presidio Slow Food. Nel giardino dell’osteria,
Giorcelli ha mostrato dal vivo le fasi della preparazione: il piatto nasce da una semplice pastella di acqua, farina e sale, cotta all’interno dei testi (particolari strumenti in terracotta composti da una base, il “sottano”, e da un coperchio, il “soprano”), riscaldati direttamente sul fuoco. Una tecnica antica che rappresenta una delle forme di cottura più caratteristiche della tradizione italiana.

Accanto alla dimostrazione pratica, Marco Cavellini, responsabile Slow Food della Condotta di Pontremoli, ha illustrato la preparazione del pesto al mortaio, l’abbinamento più iconico per questa specialità. Nella versione pontremolese, il condimento si distingue da quello ligure per l’assenza dell’aglio e per una maggiore presenza di formaggio.

A condurre la serata è stato il giornalista Claudio Porchia, che ha ripercorso la storia del Testarolo, evidenziandone il valore culturale. Nato come piatto della cucina contadina, rappresenta ancora oggi una testimonianza concreta di come ingredienti semplici e gesti tramandati abbiano contribuito a costruire l’identità di un intero territorio.
La proposta gastronomica dell’Osteria del Tempo Stretto ha interpretato la materia prima in diverse varianti: si è partiti da un aperitivo con testarolo croccante, baccalà mantecato e olive taggiasche, accompagnato da un drink ideato dalla barlady Ottavia Castellaro.

Il percorso è proseguito con testarolo, zucchina trombetta, menta e primo sale;

testarolo in panzanella con crema e acciughe sott’olio; testarolo con asparago violetto di Albenga e scampo; fino ai classici testaroli al pesto alla pontremolese.

La parte enologica è stata curata dal sommelier ASI Flavio Lenardon, che ha abbinato ai piatti una selezione di Vermentini provenienti da quattro diverse cantine. A chiudere la cena, la Spongata della Lunigiana, dolce storico del territorio, servita con uno zabaione al Pigato.
Più che una semplice degustazione, la serata ha rappresentato un’occasione per conoscere da vicino una preparazione che racconta la storia della Lunigiana e il valore di tradizioni gastronomiche che continuano a vivere grazie al lavoro di produttori, artigiani, cuochi e associazioni.
Al termine, i partecipanti hanno espresso grande apprezzamento per la formula proposta, capace di unire racconto, dimostrazioni pratiche e degustazione in un unico percorso di scoperta. Questo riscontro positivo conferma l’interesse crescente verso eventi che permettono di conoscere i prodotti attraverso il contatto diretto con i protagonisti del territorio. Proprio sulla base del successo dell’iniziativa, Cinzia e Miranda, titolari dell’Osteria del Tempo Stretto, hanno annunciato l’intenzione di proporre nuove serate dedicate ad altre eccellenze gastronomiche, con l’obiettivo di trasformare la tavola in un’occasione di incontro, conoscenza e approfondimento culturale.
















