Eventi, Senza categoria | 22 Giugno 2026

Lavandaso rende omaggio a Libereso Guglielmi: il giardino diventa cucina e cultura

Successo per la XIV edizione della Festa della Lavanda a Monte Vidon Combatte. Grande partecipazione agli incontri dedicati a fiori eduli, erbe aromatiche, sostenibilità e cucina ortocentrica nel ricordo del “giardiniere di Calvino”

La lavanda è stata ancora una volta il filo conduttore di un fine settimana capace di unire natura, cultura, gastronomia e sostenibilità. La XIV edizione di Lavandaso, svoltasi il 20 e 21 giugno a Monte Vidon Combatte, ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, confermandosi uno degli appuntamenti più originali e apprezzati dell’estate marchigiana.

L’edizione 2026 è stata dedicata a Libereso Guglielmi, il celebre “giardiniere di Calvino”, a dieci anni dalla sua scomparsa. Un omaggio particolarmente sentito, considerando il forte legame che Libereso aveva instaurato con la Valdaso, dove per molti anni aveva partecipato a iniziative dedicate ai fiori eduli, alle erbe spontanee e alla biodiversità, contribuendo a diffondere una cultura del giardino come luogo di conoscenza, benessere e alimentazione.

Il tema scelto per quest’anno, “Il Giardino da Mangiare”, ha guidato l’intero programma della rassegna, diretta da Roberto Ferretti, invitando a guardare orti, alberi da frutto, erbe aromatiche e fiori eduli come risorse preziose non solo dal punto di vista alimentare, ma anche culturale e ambientale.

Tra i momenti più apprezzati, la conferenza-laboratorio “Mangiare il giardino”, condotta da Claudio Porchia, che ha proposto una vera e propria “Lezione di Libereso”, ripercorrendo il pensiero e l’opera del grande giardiniere ligure. Attraverso racconti, curiosità e approfondimenti sulle erbe aromatiche, il pubblico ha riscoperto il valore delle piante nella vita quotidiana, nella cucina e nella tradizione popolare.

Grande interesse ha suscitato anche la partecipazione di Yoko Moriyama, che ha offerto una testimonianza sul rapporto tra alimentazione, natura e sostenibilità nella cultura giapponese, proponendo uno sguardo internazionale in perfetta sintonia con i temi dell’evento.

Particolare successo ha riscosso la dimostrazione gastronomica dello chef Claudio Di Dio, protagonisti di uno show cooking dedicato alla cucina ortocentrica. Il mondo vegetale è stato il protagonista assoluto del piatto proposto: un risotto Carnaroli Selezione Isos arricchito da zucchine, melissa, basilico e una selezione di fiori eduli tra cui nasturzio, tulbaghia, tagete, elicriso e calendula. Oltre 120 porzioni sono state preparate e degustate dal pubblico, che ha accolto con entusiasmo la proposta, tributando lunghi applausi ai protagonisti.

Molto apprezzato anche l’incontro “Ristoraceutica: omaggio alla Valdaso”, che ha visto sul palco il ricercatore scientifico ed editore televisivo Maurizio Bargiacchi e lo chef internazionale Pino Rainone, offrendo interessanti spunti sul rapporto tra alimentazione, salute e valorizzazione delle produzioni territoriali.

A fare da cornice agli incontri è stato il suggestivo allestimento del borgo, decorato con numerosi cesti di lavanda, erbe aromatiche e composizioni floreali che hanno valorizzato vicoli, piazze e scorci panoramici. Un colpo d’occhio straordinario che ha trasformato Monte Vidon Combatte in un profumato giardino diffuso nel cuore della Valdaso. A chiudere la due giorni è stato l’applauditissimo concerto del Quartetto Sax Jazz, che ha regalato al pubblico un finale trascinante.

Ancora una volta Lavandaso ha dimostrato di essere molto più di una festa paesana: la kermesse si conferma un vero laboratorio culturale capace di valorizzare il paesaggio rurale, le produzioni locali e l’identità dei piccoli borghi dell’entroterra marchigiano.

Grande la soddisfazione espressa dall’Amministrazione comunale e dagli organizzatori per la risposta di un pubblico numeroso e attento. Il successo di questa edizione, che ha saputo coniugare cultura, territorio e convivialità, si traduce già in una promessa: l’appuntamento è al prossimo anno, per continuare a raccontare le eccellenze della Valdaso attraverso il linguaggio della natura, dei profumi e dei sapori.