La Maremma, dal latino Maritima, ovvero terra vicina al mare, si sviluppa lungo la costa toscana fino al Lazio settentrionale ma si estende anche all’interno delle province di Livorno e Pisa, attraversa il grossetano fino alla parte laziale a nord di Civitavecchia. È una terra che per secoli ha conosciuto profonde difficoltà, segnata fino agli anni Cinquanta dalla presenza delle paludi costiere, dalla malaria e da una forte emigrazione; la conclusione delle grandi opere di bonifica ha cambiato il volto di queste campagne, trasformando un territorio considerato difficile in un ambiente agricolo straordinario, capace ancora oggi di custodire un raro equilibrio tra uomo e natura.
È indubbiamente una Toscana diversa, dove il mare dialoga costantemente con l’entroterra dove l’inquinamento acustico e luminoso è molto limitato e lo sguardo può allungarsi piacevolmente, nelle giornate più limpide, dal Monte Amiata al Mar Tirreno, abbracciando il profilo del Monte Argentario e, all’orizzonte, l’Isola del Giglio. Questa Maremma acquista un fascino ancora più profondo attraverso il suo vino, il Morellino di Scansano, autentica chiave di lettura del territorio e della sua identità, capace di raccontare una Toscana da comprendere e vivere fino in fondo.

Il Morellino di Scansano: il Sangiovese dal respiro mediterraneo
Per conoscere il Morellino di Scansano occorre, naturalmente, partire dalla terra in cui nasce. La Docg si sviluppa tra i fiumi Ombrone e Albegna e comprende i comuni di Scansano, Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Roccalbegna e Semproniano. In questo cuore della Maremma grossetana, il Sangiovese trova condizioni pedoclimatiche particolari per esprimere una personalità distinta. Secondo il disciplinare, il Morellino prevede almeno l’85% di Sangiovese, ma in molte interpretazioni questo vitigno diventa protagonista assoluto. Il microclima locale permette una maturazione equilibrata delle uve, regalando tannini morbidi, profumi nitidi e una componente fruttata capace di mantenere intatte energia e freschezza. Le brezze che attraversano le vigne asciugano i grappoli e ne garantiscono la perfetta sanità, complice anche il Monte Amiata che fa da scudo naturale contro le correnti fredde provenienti dai Balcani. Questo perfetto equilibrio climatico accompagna il Sangiovese durante il suo percorso di maturazione, rendendo il vino immediatamente riconoscibile.

Da qui prende vita lo stile storico del Morellino: un vino fresco, dinamico, fruttato e capace di farsi apprezzare già pochi mesi dopo la vendemmia. Per lungo tempo il suo successo è stato legato proprio a questa piacevolezza immediata, alla capacità di arrivare sul mercato raccontando subito il carattere dell’annata. La nuova menzione Superiore (da rivendicare durante la denuncia delle uve) introduce una prospettiva diversa e molto interessante. Entrata ufficialmente nel disciplinare della Docg nel 2026, nasce per riconoscere una tipologia che molte aziende producevano già da tempo e che trovava una sua naturale collocazione tra l’Annata e la Riserva. Questa novità non stravolge il volto del Morellino, ma permette di raccontare meglio una sfumatura già presente nella denominazione. Se l’Annata continua a esprimere la freschezza e la vitalità del frutto e la Riserva affida al tempo una maggiore struttura e complessità, il Superiore aggiunge una dimensione intermedia, offrendo ai produttori un nuovo strumento e ai consumatori una lettura più chiara della gamma.
È interessante notare come, dopo anni in cui il Morellino è stato associato soprattutto alla sua immediatezza, oggi il tempo entri nel racconto della denominazione con un ruolo diverso. La possibilità di attendere qualche anno prima della degustazione permette di scoprire un volto più profondo dello stesso territorio, senza mai perdere quella spontaneità che ha sempre contraddistinto questo vino.
Il futuro del Morellino passa dal territorio e dalle persone

La crescita del Morellino di Scansano oggi dipende dalla capacità di rafforzare l’intera filiera produttiva e di costruire un sistema territoriale sempre più coeso. In questa fase la denominazione continua a dimostrare una grande resilienza, muovendosi con gradualità in un mercato che richiede equilibrio, autenticità e la capacità di valorizzare ciò che rende unico un luogo.
La strada indicata dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano guarda proprio alla collaborazione. Fare rete con le altre denominazioni e con le realtà più importanti della Maremma significa promuovere il territorio nel suo insieme, mettendo in relazione sinergica il vino, il paesaggio, la cultura, l’ospitalità e le produzioni agricole locali.
L’ultima assemblea dei soci ha confermato alla presidenza Bernardo Guicciardini Calamai, dell’azienda Massi di Mandorlaia, giunto al suo terzo mandato consecutivo. Sarà affiancato dai vicepresidenti Alessandro Fiorini della Cantina Vignaioli di Scansano e Simone Castelli di Podere 414, mentre alla direzione del Consorzio prosegue il lavoro di Alessio Durazzi. Una squadra solida, chiamata ad accompagnare la denominazione in una fase in cui il Morellino dovrà consolidare il proprio valore, mantenendo sempre saldo il legame con la sua terra.
Morellino d’estate: il rosso toscano che sorprende anche in versione cocktail

Il Morellino di Scansano conserva la propria identità, la sua energia e il carattere conviviale che lo contraddistingue, mostrando al tempo stesso una rinnovata capacità di raccontarsi. Tra le espressioni più interessanti di questa apertura alla contemporaneità spicca il suo impiego nella mixology, protagonista dell’ultima edizione di Rosso Morellino, il press tour con cui il Consorzio accompagna i giornalisti alla scoperta della denominazione. I cocktail realizzati dai bartender del D. Park di Grosseto hanno riscosso un positivo apprezzamento da parte della stampa specializzata, dimostrando come il Morellino sappia interpretare con naturalezza anche un linguaggio nuovo, giovane nello spirito e capace di sorprendere chi è alla ricerca di modalità di consumo diverse.
Morellino Rubino, preparato con Morellino di Scansano Superiore, liquore al Pandan – dalle caratteristiche note di vaniglia, mandorla e cocco – vodka e cordiale al lime, esalta la struttura e la maturità della nuova menzione con un sorso intenso, equilibrato e avvolgente. Morellino in Ficus, completato da un layer finale di Morellino di Scansano Annata e realizzato con Liquore Strega, tequila e soda al fico, interpreta invece la freschezza e la componente fruttata del vino giovane, arricchendole di sfumature vegetali e delicate note dolci.
Quest’estate il vino simbolo della Maremma si presenta così in una veste ancora più versatile: protagonista a tavola, nel calice e anche nella mixology, senza mai perdere il legame autentico con il territorio da cui nasce.












