Itinerari | 4 Settembre 2026

Montefioralle DiVino: un borgo nel cuore del Chianti

Dal 25 al 27 settembre il vino torna protagonista a Montefioralle, piccolo borgo medievale sopra Greve in Chianti. Tre giorni per incontrare i produttori e attraversare un paesaggio nel pieno della vendemmia.

Ci sono borghi che si visitano e altri che sembrano chiedere di essere attraversati lentamente. Montefioralle appartiene alla seconda categoria. Poche strade, case in pietra, archi e una cinta muraria che conserva ancora il disegno dell’antico insediamento medievale. Appena fuori, le colline del Chianti con i vigneti e gli oliveti. È qui, sopra Greve in Chianti, che dal 25 al 27 settembre 2026 il vino tornerà a essere il filo conduttore di Montefioralle DiVino, appuntamento dedicato alle produzioni vitivinicole del territorio. Il periodo non è casuale. Settembre porta con sé uno dei momenti più riconoscibili della vita agricola toscana: la vendemmia. Nelle campagne si raccolgono le uve e il paesaggio comincia lentamente a cambiare colore. Visitare Montefioralle in questi giorni significa quindi incontrare il Chianti mentre attraversa una delle sue stagioni più intense.

Un borgo medievale sopra Greve

Montefioralle è oggi una piccola frazione di Greve in Chianti, ma la sua storia affonda nel Medioevo. Il borgo sorse intorno a un antico castello, in una posizione strategica lungo le vie di comunicazione tra Firenze e Siena. La struttura originaria è ancora evidente. Le abitazioni si raccolgono all’interno della cinta muraria e la strada che ne segue il perimetro permette di leggere la forma ad anello dell’antico insediamento. È sufficiente oltrepassare una delle porte per cambiare ritmo. La vicinanza con Greve, a pochi minuti di distanza, sembra improvvisamente lontana. Restano la pietra delle abitazioni, le piccole corti, gli archi e, negli scorci più aperti, le colline coltivate. È una delle caratteristiche che rendono Montefioralle interessante anche al di là della manifestazione enologica: il borgo conserva una dimensione raccolta, capace di restituire un’immagine del Chianti fatta non soltanto di vino, ma anche di storia e paesaggio.

Una storia che incrocia quella di Amerigo Vespucci

Tra le vicende legate a Montefioralle c’è anche quella della famiglia Vespucci. Secondo la tradizione, il borgo sarebbe infatti legato alle origini familiari di Amerigo Vespucci, il navigatore e cartografo fiorentino il cui nome è entrato nella storia della geografia. Una targa sulla cosiddetta Casa Vespucci, nel borgo, ricorda la presenza della famiglia nel territorio. Una curiosità che aggiunge un ulteriore livello alla visita e racconta quanto, anche in un piccolo centro collinare, la storia locale possa intrecciarsi con quella più ampia di Firenze e della Toscana.

Quando il vino diventa una chiave di lettura

È questo il contesto nel quale si svolgerà Montefioralle DiVino. Per tre giorni le aziende vitivinicole del territorio saranno presenti nel borgo per proporre le loro produzioni e incontrare il pubblico. Le degustazioni diventeranno così parte di un percorso che attraversa le vie e le piazzette di Montefioralle. L’interesse, però, non è soltanto nel contenuto del bicchiere. Il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di associare il vino al luogo in cui nasce, mettendo insieme ciò che si assaggia e ciò che si vede. Un vigneto non è mai soltanto una superficie coltivata. Ci sono il suolo, l’esposizione, il clima, il lavoro agricolo e le conoscenze che si tramandano nel tempo. Sono questi elementi, insieme, a costruire la personalità dei vini e a rendere il Chianti uno dei paesaggi vitivinicoli più riconoscibili della Toscana.

Il Chianti oltre il calice

Il vino può essere quindi il punto di partenza per continuare il viaggio. Da Montefioralle lo sguardo si apre sulle colline che hanno costruito nel tempo l’immagine del Chianti: vigneti e oliveti, ville e fattorie, pievi e borghi. Un territorio che non si lascia racchiudere nella sola esperienza della degustazione. Greve in Chianti, Panzano, Castellina e Gaiole compongono una geografia fatta di strade secondarie, campagne e piccoli centri, dove il rapporto tra agricoltura e paesaggio rimane una componente essenziale dell’identità locale. A settembre, con la vendemmia in corso, questo rapporto diventa ancora più evidente.

Firenze come punto di partenza

La vicinanza con Firenze permette inoltre di costruire un itinerario che unisce la città d’arte alle colline del Chianti. Il FH55 Hotel Calzaiuoli, nel centro storico fiorentino, tra Piazza del Duomo e Piazza della Signoria, viene indicato nel progetto come base per raggiungere in auto Montefioralle e dedicare una giornata alla scoperta del borgo e del territorio circostante. È una combinazione che consente di accostare due paesaggi molto diversi: quello urbano e monumentale di Firenze e quello rurale delle colline chiantigiane.

Tre giorni per scoprire Montefioralle

Dal 25 al 27 settembre 2026, dunque, Montefioralle DiVino porterà il vino nel cuore di uno dei borghi medievali più caratteristici del Chianti. Ma il calice, in questo caso, è soltanto una parte del viaggio. L’altra è fuori dal bicchiere: nelle mura del borgo, nelle vigne che circondano Montefioralle, nelle storie dei produttori e nel paesaggio che cambia con l’arrivo dell’autunno. È forse questo il modo più interessante per avvicinarsi al Chianti: non cercando soltanto un vino da degustare, ma provando a riconoscere, dietro ogni etichetta, il territorio che l’ha prodotto.