Itinerari | 28 Settembre 2026

A Torino la Carinzia ha celebrato dieci anni dalla nascita della prima Slow Food Travel Destination al mondo. Tra biodiversità, produttori e sapori del territorio la tradizionale colazione con i giornalisti.

A Terra Madre 2026 la Carinzia ha celebrato dieci anni di Slow Food Travel. Un viaggio tra biodiversità, produttori e sapori del territorio.

Ci sono viaggi che cominciano da una tavola e altri che cominciano da chi quella tavola la rifornisce. Un campo, una malga, un frutteto, un forno, una piccola azienda agricola. È questa la filosofia che da dieci anni accompagna l’esperienza della Carinzia nel progetto Slow Food Travel, nato nel 2016 nelle valli Gailtal e Lesachtal e diventato negli anni un modello di turismo gastronomico fondato sull’incontro diretto con produttori, artigiani, cuochi e comunità locali.

La Carinzia ha celebrato questo anniversario a Terra Madre Salone del Gusto 2026, a Torino, appena conclusosi. La presenza alla manifestazione ha rappresentato l’occasione per raccontare come quel progetto pilota si sia trasformato in una rete più ampia, oggi articolata in tre regioni Slow Food Travel e in oltre cento esperienze prenotabili.

Il messaggio che arriva dalla Carinzia è interessante soprattutto per chi considera il viaggio gastronomico qualcosa di più della ricerca di un buon ristorante. Qui il prodotto è soltanto il punto di partenza: dietro un formaggio, un pane, una birra o una varietà di frutta ci sono persone, tecniche, paesaggi e storie.

La Colazione con la Carinzia torna a Torino

Uno dei momenti centrali della presenza carinziana a Terra Madre è stata la tradizionale Colazione con la Carinzia, che si è svolta venerdì 25 settembre alla Caffetteria Reale di Torino. L’appuntamento ha offerto l’occasione di assaggiare alcune specialità regionali e, nello stesso tempo, di ripercorrere i dieci anni trascorsi dalla nascita della prima Slow Food Travel Destination. Alla colazione erano presenti anche i rappresentanti degli enti turistici della Gailtal e di Klagenfurt, in un incontro che ha sottolineato la dimensione interregionale dell’area Alpe-Adria e le collaborazioni sviluppate attraverso le Giornate della Cucina Alpe-Adria. La tavola, in questo caso, diventa quindi anche uno strumento per raccontare una geografia nella quale Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Slovenia condividono una lunga storia di scambi gastronomici e culturali.

Dieci anni di Slow Food Travel

Il progetto Slow Food Travel è stato presentato ufficialmente proprio a Terra Madre Salone del Gusto 2016. La Carinzia, con le valli Gailtal e Lesachtal, ne è stata il primo laboratorio: l’idea era costruire un nuovo modello di turismo attraverso l’incontro con agricoltori, allevatori, casari, panettieri, artigiani e cuochi. Da allora il progetto si è ampliato. L’area originaria dell’Alpe-Adria Carinzia si è affiancata alla Lavanttal e al Marktplatz Mittelkärnten, creando tre territori nei quali il viaggio può essere costruito attraverso esperienze gastronomiche e incontri con chi produce.

Il visitatore può imparare a fare il pane, conoscere la produzione del formaggio, lavorare le erbe, scoprire il mondo delle api, visitare aziende agricole e partecipare a esperienze legate alla birra, al vino e alle specialità locali. Il sito turistico ufficiale della Carinzia indica oggi oltre cento esperienze prenotabili nelle tre regioni Slow Food Travel. È una modalità di viaggio nella quale il prodotto gastronomico diventa il punto di partenza per conoscere il paesaggio e le comunità che lo abitano.

Buono, pulito e giusto

Alla base del progetto rimane la filosofia Slow Food del “buono, pulito e giusto”: qualità e gusto, attenzione all’ambiente e alle risorse, equità lungo la filiera. In Carinzia questi principi vengono tradotti in esperienze concrete. Agricoltori, allevatori, artigiani, ristoratori e ospitalità rurale entrano in relazione con il viaggiatore, permettendogli di vedere dove nascono gli alimenti e come vengono trasformati. È un approccio che mette al centro non soltanto ciò che si mangia, ma soprattutto chi lo produce e il luogo nel quale viene prodotto.

Tre territori per un viaggio gastronomico

Nella regione Alpe Adria Kärnten, tra Gailtal, Lesachtal e Weissensee, il rapporto tra paesaggio alpino e tradizione alimentare emerge attraverso il pane, i formaggi, le malghe e il lavoro artigianale. Slow Food segnala, tra le esperienze, gli antichi mulini, la panificazione con cereali tradizionali, la produzione del Gailtaler Almkäse, la birra, il Gailtal speck e l’apicoltura di montagna. La Lavanttal propone invece un paesaggio agricolo caratterizzato da frutteti, vigneti e piccole aziende. È un territorio nel quale il viaggio gastronomico si intreccia con la scoperta delle produzioni locali e con una dimensione più lenta dell’esperienza turistica.

Nel Marktplatz Mittelkärnten, che comprende la Carinzia Centrale e il territorio di Klagenfurt, la proposta si arricchisce di erbe, tradizioni, artigianato alimentare, produttori e iniziative culturali. Il viaggio può così combinare gastronomia, borghi storici, paesaggio e cultura. Non sono quindi tre semplici destinazioni gastronomiche, ma tre modi differenti di entrare in relazione con il territorio carinziano.

Gelber Spänling, quando la biodiversità si può anche assaggiare

Tra le novità presentate dalla Carinzia a Terra Madre 2026 c’è il Gelber Spänling, antica varietà di susina legata ai frutteti dell’Alta Carinzia e dell’area del lago Millstätter See. È una varietà dal colore giallo intenso, dal gusto dolce-acidulo e dalla consistenza cremosa, con una delicata nota di mandorla. La raccolta avviene manualmente e il frutto viene utilizzato fresco, ma anche per confetture, chutney e distillati. Dal 2025 è un Presidio Slow Food. La storia di questa susina racconta bene cosa significhi biodiversità quando il concetto esce dai documenti e arriva nel piatto. Salvare una varietà significa infatti conservare un patrimonio agricolo, mantenere competenze e paesaggi e, soprattutto, permettere a un sapore particolare di continuare a esistere.

Le Slow Food Farms e il rapporto con l’agricoltura

Un’altra novità presentata a Terra Madre è stata la rete delle Slow Food Farms della Carinzia, che riunisce aziende agricole agroecologiche collegate alle regioni Slow Food Travel, agli Slow Food Villages e alla rete “Urlaub am Bauernhof Kärnten”, dedicata all’ospitalità rurale. L’obiettivo è rafforzare il legame tra agricoltura e turismo, permettendo al viaggiatore di conoscere direttamente le aziende e il lavoro che sta alla base delle produzioni. È un passaggio importante perché sposta ancora una volta l’attenzione dal semplice consumo all’esperienza: non soltanto mangiare un prodotto locale, ma sapere da dove arriva e incontrare chi lo realizza.

Quando la cucina incontra la sostenibilità

Il collegamento tra produttori e cucina trova un altro punto di incontro nella ristorazione carinziana. La regione può contare su una presenza significativa nella rete Slow Food e su ristoranti che lavorano sul rapporto tra stagionalità, prodotti locali e sostenibilità. Tra gli chef legati alla rete Slow Food figurano Hannes Müller, Manuel Ressi, Roman Pichler e Michael Sicher. La Carinzia ha inoltre una presenza di rilievo nella Guida Michelin, con ristoranti e cuochi che hanno ottenuto riconoscimenti per il proprio lavoro. Il punto interessante non è soltanto l’incontro fra alta cucina e sostenibilità, ma il rapporto fra ristorazione e territorio: il cuoco diventa infatti uno degli interpreti attraverso i quali prodotti agricoli, varietà locali e tradizioni possono arrivare a un pubblico più ampio.

La Slow Food Kärnten Guide 2026/27

Per chi volesse trasformare questo racconto in un viaggio esiste anche la Slow Food Kärnten Guide 2026/27, una vera mappa gastronomica della regione. L’edizione attuale segnala 76 ristoranti e 20 malghe contraddistinti dal simbolo Slow Food. A questi si aggiungono 75 spacci agricoli e negozi gastronomici, 59 mercati contadini e 86 feste gastronomiche. La guida raccoglie inoltre le esperienze delle tre regioni Slow Food Travel, che superano complessivamente quota cento. Il valore della guida sta soprattutto nella possibilità di costruire un viaggio scegliendo non soltanto dove mangiare, ma anche dove acquistare un prodotto, visitare un’azienda agricola, incontrare un produttore o partecipare a un’esperienza. Per il viaggiatore curioso, è una differenza sostanziale: la destinazione non viene più identificata soltanto con una lista di ristoranti, ma con una rete di luoghi e persone.

Un progetto che guarda oltre i confini

La presenza della Carinzia a Terra Madre ha permesso anche di raccontare i progetti transfrontalieri sviluppati da Klagenfurt con il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. La dimensione Alpe-Adria è infatti uno degli elementi più interessanti del progetto. Le frontiere amministrative non coincidono necessariamente con quelle della cultura alimentare: ricette, prodotti, tecniche e abitudini attraversano da sempre i confini. A Torino sono stati inoltre presentati i viaggi di studio rivolti a organizzazioni internazionali interessate a conoscere il modello carinziano di integrazione fra agricoltura e turismo. L’obiettivo è favorire lo scambio di esperienze maturate nel corso di questi dieci anni.

Dieci anni dopo, il viaggio riparte dal cibo

Il decennale celebrato a Terra Madre non rappresenta soltanto un anniversario. È anche l’occasione per osservare come sia cambiato il modo di intendere il viaggio gastronomico. La Carinzia ha costruito negli anni un modello nel quale il cibo non è un elemento accessorio dell’offerta turistica. È il filo che collega aziende agricole, ristoranti, malghe, mercati, paesaggi e comunità. Per chi viaggia cercando sapori autentici, questo significa poter andare oltre la degustazione. Dietro un pane, un formaggio, una birra, una susina o un piatto della tradizione ci sono persone, tecniche artigianali e territori da conoscere. Ed è forse questa la lezione più interessante dei dieci anni di Slow Food Travel in Carinzia: non portare semplicemente il viaggiatore a tavola, ma accompagnarlo fino alle radici di ciò che trova nel piatto.