C’è un indirizzo che racconta bene la capacità di Milano di trasformare l’incontro tra culture in una storia gastronomica: Corso Lodi 27. È qui che, nel 1993, la famiglia di Jin Yue Hu iniziò la propria avventura nella ristorazione, con una piccola gastronomia e una sola vetrina dedicata all’asporto. Oggi, a quello stesso indirizzo, c’è IZU. Gli spazi sono cambiati, il ristorante è stato completamente rinnovato e quella piccola attività è diventata una realtà capace di raccontare oltre trent’anni di cucina giapponese creativa a Milano.

L’identità di Izu
Jin Yue Hu, di origini cinesi ma da sempre appassionato della cultura giapponese, ha raccolto il testimone del padre, costruendo negli anni una cucina che parte dalla tecnica nipponica per aprirsi a ingredienti, suggestioni e influenze internazionali. Una filosofia che oggi trova una nuova sintesi nell’“Omakase Secondo Jin”, il percorso degustazione autunnale che ripercorre alcuni dei piatti che hanno segnato la storia di IZU.

Omakase significa ‘affidarsi allo chef’, lasciandogli il compito di guidare l’esperienza. Un racconto fatto di contaminazioni, in cui la tecnica giapponese incontra ingredienti e suggestioni provenienti da altre tradizioni gastronomiche. Il percorso può comprendere il crudo in stile IZU, la Trilogia di ceviche blanc, con berice rosso scottato alla carbonella, ricciola e spigola accompagnati da una salsa di ispirazione peruviana con un tocco orientale, oltre al Sushi Omakase Style, agli uramaki creativi e a un secondo di mare legato alla stagionalità.
È proprio nella contaminazione che IZU cerca la propria identità: non una riproduzione rigorosa della cucina giapponese, ma una sua interpretazione personale, costruita attraverso incontri di sapori e tradizioni.

Gli assaggi
Tra gli assaggi, la tartare di ricciola oceanica propone un incontro tra la delicatezza del pesce e condimenti che accostano sensibilità mediterranee e giapponesi. La preparazione punta sulla freschezza della materia prima e sulla ricerca di un equilibrio tra sapidità, note vegetali e accenti orientali. Un piatto che esprime la volontà di IZU di partire da una base riconoscibile per costruire un’interpretazione personale del crudo.
Diversa la storia della tartare di salmone, legata alla memoria del ristorante. Il pesce viene accompagnato da una salsa storica della casa, la cui ricetta è custodita gelosamente. Tra gli ingredienti si riconoscono elementi come soia, olio e verdure, ma la formula completa rimane segreta. È proprio questo alone di mistero a rendere particolare la preparazione: non soltanto una tartare, ma un piatto che porta con sé una parte della storia di IZU, dalle origini fino a oggi.

Il carpaccio di salmone con lamelle di tartufo introduce invece una nota aromatica più intensa. La consistenza morbida del pesce crudo incontra il profumo terroso e persistente del tartufo, in un accostamento che sposta la preparazione verso una lettura più ricca e contemporanea. È un incontro tra ingredienti e sensibilità differenti, coerente con la ricerca di una cucina che guarda al Giappone senza rinunciare a suggestioni più vicine al gusto occidentale.
Le impressioni finali
La cucina di IZU si muove così tra sushi, crudi, tartare e carpacci, alternando preparazioni riconoscibili a creazioni più personali e proposte fuori carta pensate per i percorsi degustazione. Una ricerca che, tuttavia, non convince sempre allo stesso modo. Alcune idee sono interessanti e la volontà di sperimentare è evidente, ma in certi assaggi, forse, l’equilibrio gustativo ce lo saremmo aspettato più netto, capace di far dialogare gli ingredienti con maggiore precisione. La contaminazione, del resto, è una strada stimolante proprio perché richiede attenzione alle proporzioni e alla coerenza dell’insieme.

Anche l’ambiente riflette questa filosofia. Il recente restyling si ispira alla penisola di Izu, in Giappone, attraverso legno naturale americano, marmo bianco di Carrara e un soffitto scenografico composto da 1.250 punti luce sospesi. Materiali e atmosfere si incontrano in un contrasto che richiama quello della cucina: Oriente e Occidente, tradizione e contemporaneità. Dal febbraio 2025 IZU fa parte della selezione della Guida Michelin, un riconoscimento che si inserisce in una storia cominciata molto prima, quando tutto ruotava attorno a una piccola vetrina per l’asporto in Corso Lodi.
La storia di IZU è, prima ancora che una storia di sushi, una storia milanese di trasformazione. Quella di una famiglia che ha saputo costruire nel tempo un’identità gastronomica propria, cercando un punto d’incontro tra culture diverse. Una ricerca che continua ancora oggi, tra intuizioni interessanti, accostamenti da mettere a fuoco e il desiderio di interpretare il Giappone attraverso lo sguardo di Milano.









