Senza categoria | 4 Giugno 2026

Dalla Riviera dei Fiori al mortaio: il viaggio giapponese alla scoperta della Liguria più autentica

Fiori eduli, borghi dell’entroterra, cucina identitaria e tradizioni da tramandare: una delegazione guidata da Yukiko Hayashi ha vissuto un’esperienza tra Ventimiglia, Pigna e Sanremo

C’è una Liguria che si racconta attraverso i suoi paesaggi, una che parla attraverso i sapori e una che profuma di fiori appena raccolti. È quella che una delegazione di ospiti giapponesi ha avuto l’opportunità di scoprire in un itinerario speciale tra costa ed entroterra, accompagnata dalla divulgatrice culturale e interprete Yukiko Hayashi e dal giornalista e storyteller Claudio Porchia.

Un viaggio costruito attorno a uno degli aspetti più originali della gastronomia ligure contemporanea: l’utilizzo dei fiori eduli, simbolo di un territorio che da sempre vive in stretta relazione con la natura e con la floricoltura.

La prima tappa è stata Ventimiglia, presso le serre dei Fiori di Castel d’Appio. Qui le partecipanti sono state accolte da Ilaria Positano, titolare dell’azienda, che ha guidato la visita illustrando le peculiarità delle coltivazioni biologiche e le caratteristiche delle numerose varietà di fiori commestibili prodotte sulle colline che dominano il mare.

Tra colori, profumi e racconti di coltivazione, le ospiti hanno potuto comprendere come i fiori eduli siano oggi molto più di una semplice decorazione gastronomica: ingredienti veri e propri, capaci di conferire aromi, consistenze e sfumature gustative uniche ai piatti.

Dalle serre il percorso è proseguito verso l’entroterra della Val Nervia, fino al borgo medievale di Pigna. Qui lo chef Federico Lanteri dell’Osteria Martini ha proposto un menù pensato per raccontare il territorio attraverso la cucina. I piatti hanno valorizzato ingredienti identitari come il grand pistau, le patate di montagna e i celebri fagioli di Pigna, interpretati in dialogo con le essenze floreali. Un percorso gastronomico che ha saputo unire tradizione, creatività e identità locale, conquistando le visitatrici.

Il viaggio si è concluso a Sanremo, al Villaggio dei Fiori, con una masterclass dedicata a uno dei simboli della cucina ligure nel mondo: il pesto preparato al mortaio. Le partecipanti hanno imparato a utilizzare pestello e mortaio seguendo i gesti della tradizione, realizzando una versione originale della celebre salsa, preparata con foglie di nasturzio in sostituzione del basilico e fiori di tulbaghia al posto dell’aglio.

Uno degli aspetti più apprezzati dell’esperienza è stato il filo conduttore che ha legato l’intera giornata. I fiori utilizzati durante la preparazione del pesto erano infatti gli stessi raccolti poche ore prima nelle serre di Castel d’Appio. Un passaggio concreto dalla coltivazione alla tavola che ha permesso alle ospiti di comprendere appieno il valore della filiera e la straordinaria versatilità gastronomica dei fiori eduli.

Tra pestello e mortaio è emersa anche una sorprendente affinità culturale tra Liguria e Giappone: l’attenzione alla qualità delle materie prime, il rispetto dei tempi della lavorazione, la ricerca dell’equilibrio dei sapori e la cura per ogni dettaglio. Valori che trovano espressione tanto nella cucina ligure quanto nella cultura gastronomica giapponese.

Più che una semplice visita, quella vissuta tra Ventimiglia, Pigna e Sanremo è stata un’esperienza di viaggio capace di raccontare il territorio attraverso le sue eccellenze più autentiche. Una Liguria fatta di fiori, sapori, tradizioni e persone che custodiscono un patrimonio unico, sempre più apprezzato anche dai visitatori provenienti dall’altra parte del mondo.