News | 19 Settembre 2026

Rapporto Coop 2026: consumi alimentari, ritorno a casa e trend a tavola degli italiani

L’Anteprima Digitale del Rapporto Coop 2026 evidenzia come gli italiani stiano tornando a consumare i pasti principalmente tra le mura a causa delle difficoltà economiche e del taglio dei consumi fuori casa.

La tavola degli italiani continua a evolversi. Tra limitazioni economiche, una crescente attenzione alla salute e alla qualità e il desiderio di sperimentare nuovi sapori, le abitudini alimentari del Paese registrano cambiamenti profondi: È quanto emerge dall’Anteprima Digitale del Rapporto Coop 2026, l’indagine dedicata ai consumi e agli stili di vita degli italiani. Il quadro restituito fotografa un contesto economico ancora complesso, in cui il cibo si conferma tuttavia uno dei pilastri fondamentali del benessere quotidiano. La cucina domestica si trasforma così in uno spazio ibrido, dove convivono la tradizione, la ricerca della salute e un attento monitoraggio del portafoglio.

Il ritorno del cibo tra le mura domestiche e la crisi della ristorazione

Il fenomeno più evidente evidenziato dal Rapporto Coop 2026 riguarda la centralità ritrovata del consumo casalingo. Dal 2019, le vendite a volume per il consumo alimentare domestico sono cresciute del 5,6%, e il trend appare destinato a consolidarsi, con il 21% delle famiglie pronto ad aumentare la spesa domestica nei prossimi mesi.

A risentirne maggiormente è la convivialità fuori casa: il 62% degli italiani ha ridotto le occasioni di ristorazione e il 66% riconduce tale scelta direttamente alle difficoltà economiche. In questo scenario, i piatti pronti acquistati al supermercato si ritagliano uno spazio rilevante, rappresentando per il 38% degli intervistati una valida alternativa al ristorante. Quest’ultimo non perde valore, ma diventa una scelta più mirata, alla quale si richiede un valore aggiunto indiscutibile.

Tradizione e contaminazione: la nuova cucina ibrida

Il rapporto con il cibo non si limita a ripiegare sulla tradizione, ma si apre a nuove contaminazioni: 1]. Da un lato, la dieta mediterranea registra una crescita del 6% nelle preferenze rispetto a due anni fa; dall’altro, aumentano i consumatori che si definiscono “esploratori” del gusto (il 42% nel 2026 contro il 33% del biennio precedente). Le radici gastronomiche non vengono abbandonate, ma affiancate dalla curiosità per ingredienti, tecniche e culture culinarie estere. La cucina di casa diventa un vero e proprio laboratorio di sperimentazione.

Benessere e salute al primo posto nel carrello

La salute guida in modo deciso le scelte d’acquisto, riducendo l’interesse verso zuccheri, carboidrati e prodotti altamente processati a favore di alimenti vegetali e funzionali.

I dati parlano chiaro:

  • Kefir: in forte ascesa con un +51,2%.
  • Semi: registrano un incremento del 26,3%.
  • Ingredienti vegani: segnano un +15,3%.
  • Uova da allevamento a terra: crescono dell’11,6%, a fronte del calo del 18,6% delle uova in batteria.
  • Pane di segale: sale del 10,7%, mentre il pane bianco a fette perde l’11,5%.
  • Bevande: la Cola senza zucchero cresce dell’11,3%, mentre la versione zuccherata cala del 5,3%.

Sostenibilità e impatto ambientale

La sensibilità ecologica resta un fattore centrale per milioni di famiglie. Sono ben 16 milioni i nuclei familiari che acquistano regolarmente prodotti ecosostenibili o che vorrebbero farlo (frenati in alcuni casi unicamente dal fattore prezzo), mentre appena 3,8 milioni dichiarano di ignorare completamente la componente green degli alimenti.Prezzi e strategie di spesa: il consumatore infedele

La ricerca della qualità deve fare i conti con l’inflazione: tra il 2019 e il 2025 i prezzi alimentari in Italia sono aumentati del 29,7%. Un incremento inferiore alla media dell’area euro, che ha permesso agli italiani di risparmiare circa 6 miliardi di euro. Il consumatore è diventato tuttavia più infedele e strategico: per trovare la migliore offerta e il giusto rapporto qualità-prezzo, gli italiani frequentano in media più di 11 insegne all’anno. Cambiano anche le dinamiche della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con i supermercati che nel 2026 registrano una crescita a parità di rete del 2,4%, superando i discount (fermi allo 0,5%).

Uno sguardo al futuro della tavola italiana

Il Rapporto Coop 2026 delinea il profilo di un consumatore italiano più prudente, informato e curioso. Un acquirente che pondera ogni spesa, cerca il benessere senza compromessi sul gusto e richiede alla ristorazione e alla GDO motivazioni concrete per giustificare i propri acquisti.