Cresce l’amore degli italiani per i borghi, le aree rurali e le mete meno battute. A confermarlo è la seconda edizione dell’Osservatorio sul Turismo dei Territori di Feries (luglio 2026): il 67% del campione ha trascorso almeno una vacanza in un piccolo centro nell’ultimo anno, e circa otto italiani su dieci guardano a questa opzione per il futuro.
Non solo turismo lento: cosa spinge i viaggiatori? Dietro la scelta di evitare il caos delle grandi città c’è una motivazione precisa:
- Autenticità e cultura (59%)
- Fuga dal turismo di massa (47%)
- Natura e paesaggi incontaminati (46%)
- Benessere e relax (43%)
- Enogastronomia (34%)

Il borgo non è più un ripiego, ma una destinazione con una forte identità da scoprire, preferibilmente in weekend lunghi (37%) o soggiorni di una settimana (34%), con un interesse forte e trasversale in primavera, estate e autunno.
Il turismo dei territori è vissuto in modo etico e partecipativo:
- Il 91% riconosce il suo impatto positivo sull’economia locale.
- Il 76% acquista regolarmente prodotti e servizi direttamente dai produttori del posto.
- Il 68% è disposto a spendere qualcosa in più pur di garantire un ritorno etico e sostenibile alla comunità ospitante.

Mete emergenti e focus sul Nord-Ovest
Tra le regioni più desiderate spiccano Abruzzo e Umbria (26%), seguite da Toscana (25%), Trentino-Alto Adige (21%), Marche (18%) e Sicilia (17%). Pur mancando di dati specifici nell’indagine, Liguria e Piemonte possiedono tutte le carte in regola per intercettare questa domanda: dai piccoli centri dell’entroterra ligure alle colline vitivinicole e alle valli alpine piemontesi. Un segnale importante in questa direzione arriva anche da Orta San Giulio, tra i venti comuni finalisti per il titolo di Capitale Rurale Italiana 2026.
Cosa cercano concretamente i turisti? Soprattutto visite culturali, borghi ed eventi (77%), seguiti da degustazioni e mercatini (62%). Sul fronte ricettivo, la fanno da padroni gli agriturismi (39%) e le case vacanza (33%), preferiti di gran lunga agli hotel tradizionali.
Avere un bel borgo o un prodotto tipico non basta. La vera sfida per i piccoli territori è saper costruire un’offerta accessibile e un racconto coerente che unisca ospitalità, cultura e gastronomia. L’obiettivo — che sarà al centro dei prossimi Stati Generali del Turismo dei Territori in Basilicata — è trasformare la curiosità dei viaggiatori in valore, relazioni e opportunità durature per le comunità locali.
