La forza narrativa delle Langhe, la rinascita del Monferrato, la volontà di essere espresso e divulgato con maggior forza il Roero: quest’ultimo, in particolare – regione geografica e storica situato nella parte nord orientale della provincia di Cuneo – comprende località che hanno trovato fulgore durante il periodo medievale. Ancora oggi, grazie alle bellezze architettoniche che hanno mantenuto le strutture tipiche dell’epoca, è possibile ammirare e restare estasiati dai borghi e dai castelli che caratterizzano i paesi roerini.
Insieme agli aspetti culturali e storici, il turismo destinato a questa porzione di territorio piemontese, è legato soprattutto alla scoperta del suolo vinicolo: il Roero, insieme ai “cugini” Langhe e Monferrato, infatti, è inserito tra i siti sottoposti a tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio ambientale Unesco. Tra i vini più famosi e identitari della zona, l’Arneis, il Roero, un particolare tipo di Brachetto – il Birchèt – e il Barbera d’Alba Doc, rendono la storia vinicola di questo piccolo nucleo collinare davvero affascinante e ancora tutto da esplorare con attenzione ed entusiasmo.
La sua collocazione sulla riva sinistra del Tanaro (le Langhe, invece, sulla destra), identifica e afferma i vini prodotti in quest’area, composta prevalentemente da colline e da frutteti; peculiarità che rendono riconoscibili le specie vinicole roerine in generale.
Tra alcuni dei 24 comuni che compongono la zona, Castellinaldo d’Alba si distingue per lo sviluppo di un particolare interesse relativo alle messa a punto e alla registrazione di una sorta di “ brand” , un marchio distintivo che identifica un diverso tipo di Barbera d’Alba doc: “La sottozona di Castellinaldo d’Alba si estende su un territorio di 6 comuni – Castagnito, Guarene, Vezza d’Alba, Priocca, Magliano Alfieri, Canale – dove i terreni sono più sciolti e la componente sabbiosa è maggiore rispetto agli altri comuni dove si produce, in particolare, Barbera d’Alba ( G.U . Min. Politiche Agricole e Forestali del 21 agosto 2021, che ha approvato le modifiche ordinarie al disciplinare di produzione dei vini doc Barbera d’Alba, ufficializzandolo nella sottozona di Castellinaldo).
Il profondo attaccamento ai vitigni destinati alla produzione di Barbera, ha reso necessaria, da parte dei produttori vinicoli della zona, la costituzione di un’associazione – i “ Vinaioli di Castellinaldo” – con lo scopo precipuo di valorizzare il più possibile sia i vari aspetti di questa microzona, sia la produzione di un Barbera che portasse in etichetta proprio il nome del paese, in un’ ottica di esaltazione e diffusione delle caratteristiche del terreno: un marchio collettivo e di famiglia, dunque, destinato a rendere riconoscibile proprio il Barbera di Castellinaldo, nelle sue caratteristiche gustative finali, che riporti in etichetta il nome, l’immagine del paese e le informazioni di produzione generali.
Come è chiaro, quindi, è stato approntato un disciplinare di produzione ben preciso e più restrittivo rispetto a quello previsto per il Barbera d’Alba Doc, in base al quale le aziende vinicole che vogliano produrre Barbera nella zona di Castellinaldo e nei 6 comuni limitrofi, deve attenersi a precise regole, che si possono così riassumere:
Zona di produzione: le uve Barbera destinato alla produzione del vino Barbera d’Alba designato con il marchio collettivo ‘ Castellinaldo’ , devono essere prodotte all’interno del comune di Castellinaldo e nei comuni sopra citati
Resa di uva per ettaro: la quantità massima di uva a ettaro non deve superare del 9,00 tonnellate, pari a 63 ettolitri di vino
Operazioni di vinificazione: le operazioni di vinificazione e maturazione del vino devono essere effettuate solo all’interno del comune di Castellinaldo d’Alba
Periodo di maturazione del vino: il vino Barbera d’Alba doc, designato col marchio collettivo di Castellinaldo, dev’essere sottoposto a un periodo di maturazione di almeno 14 mesi calcolati dal 1° novembre dell’anno di produzione del vino. Nell’ambito di tale periodo, il vino deve trascorrere almeno 6 mesi di maturazione in contenitori di legno e almeno 3 mesi di affinamento in bottiglia.
Caratteristiche dei vini al consumo: il vino Barbera d’Alba di Castellinaldo, all’atto dell’immissione a consumo, deve avere una gradazione alcolica minima complessiva di 12.5% Vol. e un estratto secco minimo di 24 per mille.
Svariate sono le attività dei Vinaioli, soprattutto nel periodo estivo: la kermesse estiva del mese di Luglio dal titolo evocativo “ Barb – is” , ha costruito nel tempo un notevole successo, sia per le eccellenti e originali modalità organizzative, sia per il coinvolgimento attivo dei produttori gastronomici e vinicoli della zona: la possibilità di degustare i vini del Roero delle varie cantine e il loro Barbera di Castellinaldo d’Alba, ha riscosso curiosità e piacevolezza, tra gli appassionati di vino, alla scoperta o alla riscoperta del grazioso e accogliente paesino in pieno stile medievale.
I caratteri rudi, caparbi e silenziosi del viticoltore piemontese si è sempre espresso, in particolar modo, nel vino Barbera, simbolo del bere quotidiano: adesso, può presentarsi nell’andare “oltre” il bere un Barbera tradizionale.



