News | 18 settembre 2021

Fiori di Liguria: la spinosa Carlina legata a Carlo Magno,

Con Valentina Pulinetti scopriamo un elegante cardo, simbolo dei pascoli di montagna e protagonista di numerose leggende

Fiori di Liguria: la spinosa Carlina legata a Carlo Magno,

La fotografa Valentina Pulinetti accompagna i nostri lettori alla scoperta della flora spontanea ligure. In questo percorso ci presenterà le specie più belle del patrimonio botanico ligure e racconterà le loro caratteristiche particolari e le loro curiosità. L’osservazione e la scoperta di specie botaniche potranno suscitare sorprendenti motivi d’interesse anche ai meno esperti del settore. I colori, le forme e i profumi rendono infatti unica ogni specie botanica. La conoscenza e l’informazione corretta renderà i nostri lettori ancora più consapevoli che tutte le piante, dalle più rare alle più comuni, vanno protette e tutelate dalla raccolta incosciente, perché la scomparsa di anche solo una specie vegetale può avere gravi ed imprevedibili conseguenze. La migliore collezione di piante la si può fare tranquillamente con la fotografia. Chi ama la natura le lascia i suoi fiori.

 

La Carlina: un genere spinoso e molto diffuso

Carlina è un genere di piante erbacee spinose della famiglia delle Composite (Asteracee) diffuse nei pascoli montani, negli ambienti rocciosi e nei prati secchi, soprattutto su suoli silicei e calcarei, ad un altitudine compresa tra i 500 e i 2300 m. L’origine del nome Carlina è legata ad una straordinaria e leggendaria vicenda accaduta a Carlo Magno, il cui esercito era stato colpito da una micidiale pestilenza.  L'episodio sarebbe avvenuto durante la guerra di Barberia quando Carlo Magno, in preda alla disperazione, avrebbe invocato fiducioso l’aiuto divino. Un angelo sarebbe subito apparso in sogno all'Imperatore consigliandolo di scagliare una freccia verso il sole per trovare il fiore della salvezza nel punto di ricaduta. Eseguita con cura la direttiva dell’angelo, Carlo Magno avrebbe recuperato il dardo conficcato in un rigoglioso ciuffo di Carline, che immediatamente furono battezzate con il suo nome. Un caldo infuso dei fiori, subito approntato dai suoi servitori, avrebbe riportato in salute tutta l’esercito. 

 

 

Accanto a questa eccelsa ipotesi non è mancata quella alternativa che in realtà appare più probabile e terrena, ossia la concreta deformazione diminutiva del nome "piccolo cardo". Le piante appartenenti a questo genere fioriscono da giugno a settembre e si presentano sotto forma di rosette appiattite contro il terreno (acauli), oppure con fusto semplice o ramoso (caulescenti). 

 

 

Le specie diffuse in Liguria sono la Carlina acaulis (Carlina bianca), che ha grossi capolini dalla tipica infiorescenza stellata e dalla brillante lucentezza che le conferisce il soprannome di Cardo d’argento; la Carlina vulgaris (Carlina comune), con numerosi capolini isolati, più piccoli della precedente, occupa lo stesso habitat ma è fornita di un fusto rossastro e ramificato;  la Carlina acanthifolia (Carlina zolfina), è la specie con  un unico capolino dalle grandi dimensioni di colore giallo pallido che si va ormai rarefacendo a causa della spietata caccia cui è sottoposta dai falsi amanti della montagna che la tagliano per i loro trofei di fiori secchi; la Carlina corymbosa (Carlina raggio d’oro) dai piccoli fiori stellati e squamosi, dal fusto ramoso e dalle brattee aguzze.

 

 

Fra queste la più diffusa fra le montagne liguri è sicuramente la Carlina bianca, pianta perenne, quasi senza fusto, ridotta ad un grosso capolino che misura dai 6 ai 12 centimetri di diametro. Le sue foglie sono disposte a raggera e sono molto spinose. Le brattee interne di questa specie sono sensibili alle variazioni di umidità atmosferica, si stendono o si chiudono a seconda del tempo, funzionando come rudimentali igrometri. Infatti sopravvive tuttora l'usanza, soprattutto nelle regioni montane, di raccoglierla e appenderla sopra le porte delle baite e delle malghe, dove funge da infallibile bollettino metereologico. Infatti, anche nel secco, essa conserva la prerogativa congenita di richiudere verso il centro le brattee esterne allo scopo di proteggere il polline dai danni dell’acqua, quando il tempo minaccia pioggia.

 

 

Il fenomeno trova riscontro nel battesimo popolare di "Indovina"; una dizione sicuramente riferita alla caratteristica di preavvertire le mutazioni atmosferiche. A settembre inoltrato quando ormai i semi sono maturi si possono notare le appendici piumose dei pappi pronti per favorire la dispersione dei semi tramite l'azione del vento.

La Carlina bianca è una specie che vanta alcuni meriti in campo erboristico; in passato la sua radice veniva utilizzata per preparare decotti disintossicanti e diuretici. La caratteristica naturale delle Carline di vivere in luoghi solitari conferisce a queste piante il significato di isolamento, di solitudine e di riflessione.

Molte regioni italiane hanno posto sotto stretta tutela sia la Carlina acaulis che la Carlina acanthifolia in quanto a causa della loro dimensione e della vistosa appariscenza, difficilmente riescono a mimetizzarsi con l'ambiente ed a passare inosservate.

 

 

Valentina Pulinetti è nata a Sanremo nel 1993. Dopo la maturità Sociopsicopedagogica al Liceo C. Amoretti di Sanremo, ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Genova, discutendo una tesi sui diritti delle donne.  Grande appassionata di cavalli pratica l’equitazione fin dall’infanzia.   Ama praticare l’escursionismo in montagna. Da circa 10 anni con la sua reflex immortala la flora e la fauna in particolare del Ponente ligure. Ha partecipato a diversi concorsi fotografici nazionali ottenendo alcuni premi e riconoscimenti.

Contatti: e-mail valep93@virgilio.it  Facebook e Instagram (@valentinix28)

 

 

 

 

 

Valentina Pulinetti

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