De.Co.: il racconto di un territorio di Tiziana Martino (Edizioni Araba Fenice) è un libro di grande attualità. Non solo perché mette ordine, con metodo e passione, in un patrimonio spesso frammentato e poco raccontato, ma perché lo fa proprio mentre la Cucina Italiana ottiene il riconoscimento UNESCO come patrimonio culturale immateriale: un sigillo che rafforza l’idea di cucina non come semplice insieme di ricette, ma come sistema di saperi, riti, comunità e paesaggi.
Il cuore del volume è semplice e ambizioso: raccontare le De.Co. (Denominazioni Comunali) come strumento di identità e valorizzazione. Le De.Co. non sono una DOP in miniatura né un marchio commerciale, ma un patto tra territorio e comunità: un modo per tutelare un prodotto, una ricetta o un sapere locale e trasformarlo in leva culturale e turistica. Martino lo spiega con chiarezza, dimostrando come queste denominazioni possano diventare strumenti concreti di sviluppo, soprattutto nel campo del turismo enogastronomico.
Il libro si articola come un percorso tra storie, prodotti e luoghi della provincia di Cuneo, proponendo itinerari che invitano il lettore a muoversi, assaggiare, conoscere. È un testo utile e accessibile, capace di parlare al lettore curioso ma anche agli amministratori locali, ai ristoratori e ai produttori che cercano modelli virtuosi per raccontare il proprio territorio.
Non a caso, De.Co. è stato presentato con successo in diversi comuni della provincia di Cuneo, riscuotendo interesse e partecipazione. In particolare, la presentazione a Limone Piemonte, nell’ambito della rassegna Libri da gustare promossa dall’Associazione Ristoranti della Tavolozza, ha confermato la capacità del libro di dialogare con il mondo della ristorazione e della cultura gastronomica. In quell’occasione ho avuto modo di conoscere personalmente l’autrice e di apprezzarne da vicino la competenza, il rigore e la passione autentica che animano il suo lavoro di ricerca e di promozione territoriale.
Alla luce del riconoscimento UNESCO, il valore di questo lavoro appare ancora più evidente. Se la cucina italiana viene riconosciuta come patrimonio culturale immateriale, diventa fondamentale proteggere e raccontare anche le sue espressioni più locali e minute: quelle comunali, vallive, domestiche, che rappresentano l’ossatura viva della nostra identità gastronomica.
Il libro di Tiziana Martino lascia inoltre spazio a un auspicio naturale: che questo percorso possa estendersi a tutto il Piemonte, mantenendo lo stesso approccio rigoroso e narrativo. E perché no, anche alla Liguria, a partire dal Ponente ligure, territorio ricchissimo di micro-tradizioni, prodotti identitari e cucine di confine che meriterebbero una mappatura e una narrazione altrettanto attente.
In definitiva, De.Co. non è solo un libro da leggere, ma un libro che invita a partire, a esplorare i territori attraverso il cibo, a riconoscere il valore delle comunità che custodiscono le tradizioni. Un contributo prezioso, oggi più che mai, per comprendere il presente e il futuro della cucina italiana.


Claudio Porchia



