La provincia di Asti è un territorio che non ama la fretta. Le colline patrimonio UNESCO, i filari ordinati di Barbera e Moscato, i borghi di pietra e le strade secondarie invitano a un’esplorazione lenta, fatta di soste ragionate e incontri autentici. Qui la cucina non è mai spettacolo, ma racconto quotidiano: vitello tonnato, agnolotti del plin, nocciole, tartufo e bagna cauda sono piatti identitari, legati alla stagionalità e al lavoro agricolo. Questo itinerario raccoglie una selezione di ristoranti della Guida dei Ristoranti della Tavolozza, indirizzi che garantiscono cucina di territorio, qualità della materia prima e un’accoglienza sincera. Un percorso pensato per capire davvero dove mangiare e cosa vedere in provincia di Asti, partendo dalla tavola.

Il viaggio comincia nel cuore della città, ad Asti, dove storia romana e Medioevo convivono tra torri, palazzi e piazze eleganti. Dopo una passeggiata in centro, tra la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Palazzo Alfieri, la sosta naturale è Le Teste di Rapa. Qui la cucina piemontese prende una forma attuale, guidata da uno staff tutto al femminile che lavora sulla stagionalità con intelligenza e misura. Accanto ai grandi classici compaiono piatti più contemporanei, come il “sushi piemontese” di Fassona, che gioca con la tradizione senza tradirla. Una tavola urbana, curiosa, perfetta per iniziare il racconto del territorio.
Maggiori info qui
Lasciata Asti, le colline iniziano a farsi protagoniste. La strada sale verso Calosso, borgo circondato da vigneti e noto per il raro Gamba di Pernice. Qui l’Antica Locanda Il Duca Bianco rappresenta una delle espressioni più solide della tradizione piemontese. La cucina dello chef Vito Nolè lavora su piatti iconici – vitello tonnato, lingua in salsa verde, agnolotti del plin, brasato al Barolo – con una precisione che nasce dalla qualità della materia prima. La cantina è un’estensione naturale del paesaggio: Barbera, Moscato e I vini delle colline circostanti raccontano Calosso quanto i piatti.
Maggiori info qui

Il percorso prosegue tra le colline UNESCO fino a Castagnole delle Lanze, borgo panoramico sospeso tra Langhe e Monferrato. Qui la Locanda Roma è una vera istituzione di famiglia. Da generazioni, la famiglia Salis porta in tavola la cucina piemontese più autentica: antipasti misti, tajarin, agnolotti del plin e uno dei migliori fritti misti della zona. Le carni provengono da allevamenti locali, i dolci sono rigorosamente fatti in casa. È una cucina che non cerca scorciatoie, ma racconta il territorio con coerenza e orgoglio.
Maggiori info qui

L’ultima tappa conduce nel Monferrato più intimo, a Grazzano Badoglio, dominato dall’Abbazia e da una piazza che conserva il ritmo dei paesi di una volta. Qui Ristorante Il Bagatto custodisce da oltre quarant’anni la cucina piemontese più genuina. Vitello tonnato, battuta di Fassona, agnolotti del plin, bolliti e arrosti trovano spazio in un ambiente rustico, con muri a vista e camino. In stagione, il tartufo completa una proposta già fortemente territoriale, mentre la carta dei vini permette di portare a casa, se non finita, una bottiglia scelta con cura.
Maggiori info qui
Questo itinerario tra Asti e le sue colline dimostra come la provincia sappia raccontarsi senza eccessi, attraverso una cucina coerente con il paesaggio e con la propria storia. Un viaggio in cui mangiare bene non è un fine, ma il mezzo più autentico per capire un territorio.


Claudio Porchia



