Itinerari | 21 gennaio 2026

Antibes, il fascino segreto dei vicoli: un viaggio tra luce, storia e memoria

Le “impasse” della città azzurra raccontate dagli scatti intensi e colorati della fotografa Silvia Assin, tra identità mediterranea e patrimonio storico

Antibes si svela lontano dai percorsi più battuti, nei suoi vicoli stretti, nelle piccole strade senza uscita che custodiscono secoli di storia e suggestioni.

È qui che l’obiettivo di Silvia Assin accompagna lo sguardo del visitatore alla scoperta delle tante impasse della città, trasformando angoli nascosti in racconti visivi pieni di colore, luce e memoria.

Il termine francese impasse indica un vicolo cieco, una strada che non conduce altrove se non dentro l’anima del luogo.

Nel centro storico di Antibes queste vie strette, spesso medievali, scendono verso il mare e conservano l’impronta delle diverse epoche che hanno modellato la città: dalle origini greche di Antipolis, fondata dai Focei di Marsiglia come importante scalo commerciale, al periodo romano, fino alle fortificazioni rinascimentali e moderne.

Città di frontiera e presidio strategico per secoli, Antibes si è difesa con bastioni e mura, dal Fort Carré del XVI secolo agli interventi di Vauban nel Seicento.

Dopo il 1860, con la perdita del ruolo militare, la città ha cambiato volto, aprendosi al turismo e dando impulso allo sviluppo di Juan-les-Pins.

Artisti e intellettuali come Picasso, Chaplin e Maupassant ne hanno fatto una meta privilegiata, contribuendo a costruirne l’immaginario culturale e mondano.

Le fotografie di Silvia Assin restituiscono questa stratificazione storica attraverso dettagli apparentemente minimi: una parete consumata dal sole, una finestra colorata, una curva improvvisa che si chiude sul blu del Mediterraneo.

Ogni scatto racconta una storia silenziosa, invitando a rallentare, a osservare, a perdersi volontariamente in questi microcosmi urbani.



Le impasse non sono solo una curiosità urbanistica, semplici strade senza uscita spesso trasformate oggi in piccoli alloggi turistici o passaggi pittoreschi, ma diventano simbolo di un’identità intima e autentica.

Nei loro silenzi, nei giochi di ombra e luce, si riflette il carattere più vero di Antibes: una città che vive tra passato e presente, tra memoria e turismo, tra arte e quotidianità.

Attraverso il suo linguaggio visivo, Assin invita a guardare Antibes con occhi nuovi, riscoprendo il valore dei luoghi minori e la poesia nascosta negli angoli più discreti della città. Un viaggio che non punta alla meta, ma al piacere della scoperta.


 

Beppe Tassone